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Thuram Nuno Tavares Juventus LazioGetty Images

La Juventus ha vinto 3 scontri diretti su 16: contro la Lazio ha la necessità di invertire la tendenza

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A Bologna è arrivato l'ennesimo pareggio. Addirittura il quindicesimo nello strano campionato della Juventus, che pure nelle ultime settimane ha ammorbidito la tendenza rispetto all'impressionante serie di segni X dell'era Thiago Motta.

A Bologna, modificando leggermente il concetto, domenica scorsa è arrivata l'ennesima mancata vittoria in uno scontro diretto. Si dirà: ma era un campo complicato, contro un avversario altrettanto complicato. Ed è tutto vero. Ma sta di fatto che la Juve versione 2024/2025, che in panchina ci sia Motta oppure Igor Tudor, ha faticato e continua a faticare assai in questo senso.

Un bel problema, pensando a come alle porte ci sia un altro scontro diretto, stavolta contro la Lazio. L'ultimo di un campionato che vedrà poi la Juventus chiudere contro Udinese e Venezia, due squadre della parte media o bassa della classifica.

  • 3 VITTORIE SU 16

    Il dato, in questo senso, è eloquente. Tra campionato e Supercoppa Italiana, in questa stagione la Juventus ha disputato 16 scontri diretti contro le altre formazioni che stazionano nelle prime nove posizioni della classifica (dunque Napoli, Inter, Atalanta, Roma, Lazio, Bologna, Fiorentina e Milan) e ne ha vinti appena tre.

    Le tre vittorie in questione sono arrivate tutti all'Allianz Stadium: proprio contro la Lazio all'andata, quindi contro il Milan e infine contro l'Inter, l'ultimo guizzo mottiano prima del crollo che ha portato all'esonero del tecnico italo-brasiliano.

    Tanti i pareggi: addirittura nove. E quattro le sconfitte, compresa quella contro lo stesso Milan che ha segnato l'eliminazione bianconera nella semifinale della Supercoppa giocata in terra saudita.

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  • Retegui Juventus AtalantaGetty Images

    GLI ESAMI NON SUPERATI

    C'è poi l'annosa questione degli esami che spesso, troppo spesso, in questa stagione la Juventus non ha superato. Anche per questo la squadra che prima era di Motta e oggi è di Tudor non ha mai davvero lottato per lo Scudetto, nonostante a un certo punto la classifica imponesse di pensarci.

    Fuori dal campionato, ad esempio, è andata malissimo. La Juve è stata eliminata dal Milan in Supercoppa, poi dal PSV in Champions League, infine dall'Empoli in campionato. La sconfitta, quest'ultima, che di fatto ha aperto la crisi portando qualche settimana più tardi al ribaltone in panchina.

    Il colpo di grazia al progetto mottiano è stato dato infine dalle batoste in serie contro Atalanta e Fiorentina: due disastri in una settimana, sette reti al passivo, nessuno segnato. Per la cronaca: anche quelli erano due scontri diretti, soprattutto contro la Dea.

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  • I TABU TRASFERTE

    C'è poi la questione delle partite fuori casa. Altro dato rivedibile di una Juventus che, lontano dallo Stadium, non vince ormai da due mesi e mezzo: 1-0 a Cagliari il 23 febbraio. Da allora ha racimolato due sconfitte e altrettanti pareggi, segnando appena due volte.

    Allargando il raggio e il discorso, la Juve ha vinto appena due volte nelle ultime 10 trasferte e appena tre volte nelle ultime 15 tra tutte le competizioni. Nel 2025 ha battuto unicamente il Como, peraltro soffrendo le pene dell'inferno, e appunto il Cagliari. E proprio in trasferta è arrivato il ko di Eindhoven che ha precocemente interrotto il cammino in Champions League.

  • TUDOR: "MA CONTRO LA ROMA..."

    Lo stesso Tudor, in conferenza stampa alla vigilia di Bologna-Juventus, aveva parlato di questo aspetto: dell'incapacità della Juventus di rispondere presente quando più è contato. Ovvero, spesso e volentieri, anche negli scontri diretti. Come lo era quello del Dall'Ara.

    "Ma Roma-Juventus è stata una partita giocata alla grande - ha ribattuto il croato - Tutte le partite sono importanti, anche quella contro il Monza. Queste finali, come le chiamano tutti, sono poche. Come dico sempre, una alla volta".

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  • E ORA LA LAZIO

    Anche la Lazio rappresenta un esame. L'ennesimo scontro diretto. Basta dare uno sguardo alla classifica per capirlo: la squadra di Baroni e quella di Tudor sono appaiate al quarto posto assieme alla Roma e con un punto di vantaggio sul Bologna.

    La Champions League passa anche da qui: da Atalanta-Roma e, appunto, da Lazio-Juventus. Un girone fa è andata bene ai bianconeri, 1-0 allo Stadium a ottobre grazie a un'autorete nel finale di Gila, ma i precedenti recenti all'Olimpico non fanno ben sperare: la Juve ha perso due volte su due nella scorsa stagione, ironia della sorte con Tudor in plancia di comando biancoceleste.

    Vincere significherebbe parecchio, forse quasi tutto, per una Juventus da dentro o fuori. In caso di sconfitta si farebbe davvero dura, considerando il numero e la qualità delle squadre in corsa per l'ultimo posto Champions. Ecco perché a Torino hanno tutta l'intenzione di rompere i tabu proprio in extremis.

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