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Koopmeiners JuventusGetty Images

La Juventus e un mercato poco iper: tra infortuni e basso rendimento, il bilancio è negativo

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Se il giorno dopo è quello in cui ci si lecca le ferite, altre 24 ore servono per nuove riflessioni. E alla Juventus, lontana già 7 punti dal primo posto del Napoli e incapace di vincere tre delle ultime quattro partite di campionato, le riflessioni sono già tante e variegate.

C'è l'ormai arcinota storia del rendimento con e senza Bremer, intanto. E di conseguenza di una difesa un tempo impenetrabile, ma che da qualche partita non lo è più. Lo testimoniano i dati, i numeri: 6 reti al passivo nelle ultime due partite, la porta tenuta chiusa solo una volta in tutto ottobre, rappresentano un quadro allarmante.

Così come provoca un discreto stato d'allarme il bilancio del mercato concluso da un paio di mesi. In teoria, la Juve è stata la regina della finestra estiva. Nella pratica, le ambizioni di una rosa ritrovata non stanno andando di pari passo con i risultati in campo, fermo restando che la squadra di Thiago Motta è ancora l'unica imbattuta del campionato.

Dei tanti nuovi acquisti portati da Cristiano Giuntoli sotto la Mole, pochi stanno confermando le aspettative. Che erano altissime ad agosto e settembre e oggi rimangono alte, sì. Ma con i punti interrogativi che si stanno sempre più sostituendo a quelli esclamativi dei titoli di giornale.

  • Nico Gonzalez Lipsia JuventusGetty Images

    LE STELLE AI BOX

    Teun Koopmeiners e Nico Gonzalez, per dire, fin qui si sono visti troppo poco. E non solo per colpa loro. L'olandese ha esordito solo alla terza giornata contro la Roma, dopo essere stato acquistato in extremis dall'Atalanta. E dopo aver offerto un rendimento altalenante si è dovuto fermare, saltando Lazio e Inter e tornando in campo nel finale contro il Parma.

    Koopmeiners dovrebbe partire dalla panchina anche sabato, nel match delle 18 contro l'Udinese. L'obiettivo della Juve e di Thiago Motta è quello di averlo nelle migliori condizioni possibili contro il Lille, tre giorni più tardi, Il suo, quello di alzare il livello di prestazioni e numeri: fin qui non ha mai segnato e ha offerto un solo assist vincente – a Genova – in 8 uscite tra Serie A e Champions League.

    E Nico? La rete contro il PSV all'esordio europeo ha illuso tutti. Poi è arrivata Lipsia, che ha rappresentato il capolinea stagionale per Bremer e pure frenato la sua crescita. Le ultime non sono confortanti: il rientro in campo potrebbe avvenire nel peggiore dei casi addirittura a fine novembre, dopo la sosta.

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  • Douglas Luiz JuventusGetty Images

    DOUGLAS LUIZ NON INGRANA

    Il simbolo di un mercato che fin qui non ha ingranato è lui: Douglas Luiz, mister 50 milioni più Barrenechea più Iling-Junior. Voluto, preteso, alla fine strappato all'Aston Villa. Ma mai davvero capace di ambientarsi in un nuovo contesto, in un nuovo spogliatoio, con nuovi dettami tattici.

    Igor Tudor, un paio di settimane fa, ha invitato tutti alla calma: “Se l'hanno preso vuol dire che è bravo, anche Platini ha faticato all'inizio, quelli forti escono sempre”. Ma la realtà sta dicendo che fin qui il brasiliano ha commesso più topiche che giocate da applausi: la prestazione da dimenticare di Empoli, il rigore provocato a Lipsia, quello col Cagliari.

    Ah, piccolo dettaglio: pure lui è infortunato e non gioca da Juventus-Lazio del 19 ottobre. Giusto per rimanere in tema.

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  • Cabal JuventusGetty

    CABAL DIMENTICATO E RISPOLVERATO

    Un po' schizofrenica è stata la gestione mottiana di Juan Cabal. Ovvero colui che nell'undici scritto a tavolino a inizio settembre avrebbe dovuto occupare la casellina di sinistra della difesa, ma che il tecnico ha ammesso di vedere più come un centrale che come un terzino. Risultato: Cabal il centrale non l'ha mai fatto. Neppure dopo l'infortunio di Bremer.

    Ma non è neppure questa la stranezza. La stranezza è che l'ex veronese è partito in quarta, prendendosi immediatamente una maglia da titolare, e poi è sparito di botto: sei partite di fila in panchina dall'inizio alla fine, sei partite di fila senza disputare neppure un misero minuto. Tra metà settembre e metà ottobre, con Cambiaso stabilmente piazzato a sinistra, il colombiano non ha più visto il campo.

    Ma con Motta è così: chi sta meglio gioca, gli altri vanno in panchina e possono pure rimanerci un'eternità. Un concetto che vale di partita in partita, e di settimana in settimana. Vedi Danilo, da ultimo degli ultimi a titolare pure nel Derby d'Italia, pur con risposte non all'altezza (eufemismo). E vedi pure Cabal, che tutt'a un tratto si è ripreso una maglia: decisivo con la Lazio, assistman con l'Inter, titolare anche col Parma. E ora desideroso di giustificare quei 13 milioni pattuiti col Verona a luglio.

  • Conceicao Genoa Juventus 28 settembre 2024Getty Images

    IL MIGLIORE? CONCEIÇÃO

    Alla fine, il migliore dei nuovi fin qui è stato Francisco Conceição. Ovvero uno che nell'undici ideale della Juventus, tra Nico, Koopmeiners e Yildiz, nemmeno avrebbe dovuto esserci. L'assist per il 2-2 di Weah col Parma ha seguito di pochi giorni quello di San Siro sempre per lo statunitense. E come dimenticare la super notte di Lipsia, che a sua volta ricalcava l'ingresso vincente dalla panchina a Marassi contro il Genoa?

    Rimane Michele Di Gregorio, per lungo tempo spettatore non pagante delle partite della Juve prima di essere preso a pallate: è un buon erede di Szczesny, si è pure guadagnato la Nazionale, anche se col Parma non è stato perfetto. Segnali contrastanti ha dato Khephren Thuram, anche lui più atteso che mai e anche lui frenato da qualche guaio fisico in avvio: oltre alla giocata da cui è nato il secondo pareggio mercoledì sera può fare di più.

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  • FBL-ITA-SERIEA-INTER-JUVENTUSAFP

    JUVE A STELLE E STRISCE

    E così, va a finire che a tirare la carretta bianconera sono anche quelli che non ti aspetti. Non è una sorpresa vedere Kenan Yildiz illuminare San Siro con la fiamma dei suoi due diagonali vincenti; lo è un po' di più vedere Timothy Weah e Weston McKennie diventare protagonisti dopo un'estate piuttosto complicata.

    Weah ha scalzato Yildiz e ha segnato due goal di fila al rientro da un infortunio (rieccoci). McKennie è passato da indesiderato a elemento prezioso. Entrambi con il desiderio di lasciare un'impronta ben visibile sull'annata bianconera. Anche a causa di un mercato che stenta a dare i frutti sperati.

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