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Abraham RomaGetty Images

La grande chance di Tammy Abraham: Roma-Bologna è il primo tassello di un futuro da ricostruire

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Diciamola come dev'essere detta: alla mezz'ora del primo tempo di Roma-Milan, l'atmosfera nell'ambiente giallorosso era di preoccupazione pura. Per l'espulsione di Celik e per il fatto che la squadra di Daniele De Rossi avrebbe dovuto giocare in 10 il resto della partita, sì. Ma non solo.

La preoccupazione ha raggiunto livelli altissimi guardando a come De Rossi si era ritrovato costretto a ridisegnare la Roma in un primo tempo stranissimo, da questo punto di vista. Ribaltando uomini e moduli e, in pratica, affidando l'intero peso dell'attacco a uno che non giocava più di 10 minuti da quasi un anno: Tammy Abraham, sì.

Fuori Lukaku, vittima di un problema muscolare. E fuori pure Dybala per riequilibrare la squadra dopo il rosso a Celik. Un bel guaio, un guaio vero. Eppure tutto, anche sotto questo aspetto, ha funzionato nel modo giusto.

  • LOTTA E CORSA

    Abraham se l'è cavata, eccome. Anche se la sua ultima presenza vera risaliva a Roma-Spezia del 4 giugno 2023, la celebre partita in cui Tammy si rompeva il crociato del ginocchio sinistro. Un epilogo amarissimo, quasi drammatico, di una stagione positiva per i giallorossi ma meno per l'inglese, quantomeno paragonandola a quella precedente.

    Eppure giovedì Abraham non ha tradito. Non tutti ci avrebbero messo la mano sul fuoco. Ha fatto reparto da solo, ha corso, ha lottato, ha gestito il fiato fino all'ultimo minuto di recupero. Avrebbe anche potuto andare a segno, ma da pochi passi ha sparato sopra la traversa: pazienza, considerato il risultato finale.

    In poche parole: Abraham ha offerto una prestazione sorprendente per uno senza il ritmo partita. E alla fine si è guadagnato una bella fetta di qualificazione, in una notte che nella Roma giallorossa ricorderanno per parecchio tempo.

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  • Tammy Abraham Roma Lazio 06042024Getty Images

    UN'ALTRA CHANCE

    E così, Abraham si è guadagnato un'altra chance. Lunedì, nello scontro diretto in posticipo contro il Bologna, toccherà con ogni probabilità a lui. Il motivo è semplice: è legato all'assenza di Lukaku, il titolare, che come ammesso da De Rossi nel post partita di giovedì "sembra essersi fermato in tempo", ma che in ogni caso rimane in fortissimo dubbio.

    Abraham guiderà l'attacco della Roma, sostenuto da Dybala ed El Shaarawy: questa è l'idea di partenza. A meno che De Rossi non voglia preservarlo e farlo entrare nella ripresa, puntando su un attacco inedito e leggero formato solo dall'argentino e dal Faraone. Senza dimenticare che è tornato a disposizione anche Azmoun, pure lui però reduce da un infortunio che ne ha rallentato il percorso.

    "Quando rientro dopo 10 mesi di inattività - ha detto De Rossi in conferenza giovedì sera - il rischio che ci possano essere dei piccoli incidentini muscolari, come è successo anche a Smalling, ci può stare. Abbiamo grandissima fiducia in entrambi, anche in Azmoun che è rientrato da pochissimo, e valuteremo tutto. Non so neanche se Romelu potrà giocare o no".

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  • IL SOGNO DI DE ROSSI

    Lo stesso De Rossi, peraltro, qualche settimana esprimeva pubblicamente il proprio desiderio: far coesistere i due centravanti, dando un volto diverso alla potenza di fuoco della Roma.

    "Il giorno in cui sono arrivato qui e mi sono presentato ai giocatori, ho visto vicini Lukaku e Abraham e ho detto loro che vorrei farli giocare assieme. Questa è un'idea che dev'essere lavorata, allenata e studiata. Andiamo verso un periodo in cui dovremo capire come sta Abraham. Si tratta di un'idea che mi piace, non di una certezza".

    Quel momento è arrivato, anche se per pochi minuti: se Abraham ha preso il posto di Lukaku nel ritorno contro il Milan, all'andata aveva sostituito Dybala, non il belga. Così come era già accaduto nel finale del derby di due settimane fa. Una manciata di istanti per dare forma a un'idea complicata, ma allo stesso tempo affascinante.

  • UN FUTURO DA RICOSTRUIRE

    E il futuro cosa riserverà? Bella incognita. Per quanto riguarda Lukaku, che è in prestito secco alla Roma e che alla fine della stagione dovrà rientrare al Chelsea in attesa di capire cosa ne sarà della propria carriera, ma anche per quanto riguarda Abraham. E qui il discorso è ben diverso.

    L'inglese ha perso quasi una stagione intera, col Milan si è ben comportato, ma i punti interrogativi sulle sue condizioni fisiche sono inevitabili. Non è un caso che nei mesi scorsi si sia parlato anche per lui di un possibile ritorno in Premier League.

    Abraham, insomma, dovrà convincere la Roma di essere lui l'uomo su cui puntare in attacco. Di essere tornato il trascinatore della prima stagione. Quella in cui era arrivato dal Chelsea con l'ingrata missione di sostituire Edin Dzeko, facendo dimenticare il bosniaco e conquistando da protagonista una Conference League. Il primo passo sarà lunedì, contro il Bologna.

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