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De Rossi Gilardino NestaGetty Images

La dura vita dei campioni del 2006 in panchina: Nesta è il terzo esonerato, in Serie A è rimasto solo Barone

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Alessandro Nesta, dopo Monza-Juventus, aveva applaudito la prestazione dei propri ragazzi. Ben diversa da quella di una settimana prima a Lecce, nonostante il risultato finale sia stato identico (1-2). E chiedeva una reazione in termini di punti, "perché altrimenti è un casino".

Maldini e compagni sfideranno prima il Parma e poi il Cagliari tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio. Ma lo faranno senza Nesta, esonerato dalla dirigenza in virtù di quell'ultimo posto in classifica che è la rappresentazione perfetta dell'avvio di stagione brianzola.

La maledizione dei campioni del 2006, così, ha colpito di nuovo. Quella meravigliosa rosa, la rosa dell'Italia trionfatrice in Germania, non sta avendo le stesse fortune dopo il passaggio dal campo alla panchina. E l'esonero di Nesta non è che l'ultimo esempio di come le cose non stiano funzionando quasi per nessuno.

  • TERZO ESONERO STAGIONALE

    L'ex centrale di Lazio e Milan, chiamato a Monza con il difficile compito di far dimenticare Raffaele Palladino, è già il terzo campione del mondo esonerato in questi primi mesi della stagione: prima di lui era toccato a Daniele De Rossi e poi ad Alberto Gilardino.

    De Rossi è stato allontanato alla quarta giornata dalla Roma, la squadra dove ha trascorso praticamente tutta la carriera da calciatore: accadeva a metà settembre. Durante la sosta per gli impegni delle nazionali a novembre è toccato a Gilardino, cacciato altrettanto sorprendentemente dal Genoa. E ora, appunto, è arrivato pure il turno di Nesta.

    Ironia della sorte, anche il successore di De Rossi sulla panchina di Roma e Samp ha avuto vita breve: Ivan Juric ha lasciato ben presto il posto a Claudio Ranieri. Mentre il Genoa, nonostante il ko casalingo contro il Napoli, è in piena corsa per la salvezza con Patrick Vieira.

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  • IN A SOLTANTO... BARONE

    Gli allontanamenti di De Rossi, Gilardino e Nesta da parte di Roma, Genoa e Monza portano anche ad un'altra conseguenza: in questo momento non c'è alcun eroe di Berlino sulle panchine dei 20 club della massima serie italiana.

    Non c'è Fabio Cannavaro, per dire: il capitano di quella spedizione non è rimasto all'Udinese dopo averla salvata. E non c'è neppure Pippo Inzaghi, la cui avventura alla Salernitana nella scorsa stagione è durata appena lo spazio di qualche mese.

    C'è Simone Barone, vero. Ma non come primo allenatore: come vice di Davide Nicola, con cui in estate si è trasferito dall'Empoli al Cagliari. L'unico rappresentante della rosa di Marcello Lippi, in pratica, è proprio lui.

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  • MA IN SERIE B LA MUSICA CAMBIA

    Poi, però, vai a guardare la classifica della Serie B e ti accorgi di un dato che fa da contraltare: delle tre squadre che stanno dominando il campionato, ovvero Sassuolo, Spezia e Pisa, due sono allenate da un campione del mondo.

    La grande favorita per chiudere la regular season al primo posto è il Sassuolo di Fabio Grosso, che ha ritrovato Berardi e si candida a un rapido ritorno in A. Mentre il Pisa è allenato proprio da Inzaghi, che cerca la sua seconda promozione in carriera dopo quella conquistata nel 2020 col Benevento. Anche se gli ultimi risultati non sono stati positivi, con tanto di aggancio al secondo posto proprio da parte dello Spezia.

    L'eccezione alla regola è costituita da Andrea Pirlo, che non è mai riuscito a far decollare la propria carriera dopo la promozione nella prima squadra della Juventus nel 2020: dopo una prima stagione di alti e bassi con la Sampdoria, comunque condotta ai playoff, l'ex regista è stato allontanato già a fine agosto per far spazio ad Andrea Sottil, il quale a sua volta ha dovuto lasciare il posto a Leonardo Semplici.

  • GLI ALTRI: TRA L'ESTERO E LA RICERCA DI UNA CHANCE

    E gli altri? Non va molto meglio. Rino Gattuso, ad esempio, è dovuto emigrare in un campionato estero non di primo livello, per ricostruirsi una carriera dopo Napoli, Valencia e Marsiglia: il suo Hajduk sta lottando contro il Rijeka per vincere il campionato croato. Discorso simile per Mauro German Camoranesi, che da fine novembre allena l'Anorthosis Famagosta (Cipro).

    È senza panchina Massimo Oddo, per il quale i tempi della promozione in A col Pescara appaiono lontanissimi: è stato a un passo dal Trapani (Serie C), ma alla fine l'accordo è saltato. Mentre da poche settimane è tornato ad allenare Marco Amelia, impegnato nella difficile missione di tenere il Sondrio in Serie D.

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