"Così fa male", ha titolato la Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina. Detto che si tratta di Nations League e che la Nations League non è paragonabile né a un Mondiale né a un Europeo, sì, fa piuttosto male.
L'Italia ha perso in casa contro la Germania, che non batte ormai dai tempi in cui Mario Balotelli faceva la statua (2012, semifinali degli Europei). E già questo, considerando la rivalità storica tra le due nazionali, dà fastidio a prescindere dall'importanza della competizione.

Ma fa male, l'1-2 in rimonta del Meazza, anche perché l'Italia per un tempo aveva illuso un po' tutti dall'alto di una manovra spesso fluida. Come aveva fatto all'esordio del girone in Francia, in quell'occasione vincendo. E come aveva fatto col Belgio, venendo riacciuffata a Roma dopo l'espulsione di Pellegrini e imponendosi al ritorno.
Qualcosa però non ha funzionato, un po' a tutti i livelli. Ed è questo qualcosa che dovrà essere sistemato in vista della partita di ritorno in programma domenica sera a Dortmund, gara che gli azzurri dovranno vincere con una rete di scarto per andare ai supplementari o dalle due in su per approdare direttamente alla Final Four.
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