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Liechtenstein's Mario Frick jubilates duAFP

La confessione di Mario Frick: "Scommettevo tanto, non riuscivo a smettere, ero fuori controllo"

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La ludopatia è un problema serio che negli anni ha colpito anche alcuni calciatori.

Tra questi c'è Mario Frick, ex bomber del Liechtenstein con un passato in Serie A, che intervistato dalla 'Gazzetta dello Sport' confessa la sua dipendenza.

Frick ammette di avere scommesso e perso tanto. Una vera e propria malattia che ha superato solo grazie all'aiuto della sua famiglia.

  • LA DIPENDENZA DI FRICK

    "Scommettevo. E tanto. Fuori controllo.Iniziai l’anno in cui nacque il primo figlio, Yanik, nel 1998. Ero pieno di debiti, non riuscivo a smettere, avevo la frenesia di dover giocare, giocare, giocare... In campo ero lucido. Com'è nato tutto? Con gli amici, niente di più. All’inizio, siccome vincevo, pensavo di essere infallibile, ma poi ho iniziato a perdere ed è stato un incubo. Ho avuto una brutta dipendenza durata qualche anno, ma alla fine ne sono uscito " ha raccontato Frick.

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  • L'AIUTO DELLA MOGLIE

    Frick ha superato la ludopatia grazie alle persone che gli vogliono bene: "La mia famiglia, il mio agente e soprattutto mia moglie, conosciuta a Basilea. Ero andato in ospedale per un problema alla spalla, lei era la mia infermiera. Spingevo un pulsante per far sì che venisse a curarmi, anche se non avevo niente. Senza di lei non so se ce l’avrei fatta. Abbiamo tre figli: Yanik e Noah, chiamati così in onore dell’ultimo francese a vincere Wimbledon, e Alessia, nata quando ero Siena".

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  • LA SERIE A E LA JUVENTUS SFIORATA

    Mario Frick ha giocato a lungo in Italia dove ha vestito tante maglie: Arezzo, Verona, Ternana e Siena.

    L'attaccante però rivela di aver sfiorato anche un altro bianconero: "Fui vicino alla Juve, poi andai alla Ternana in B. Quattro anni top con Zampagna, Kharja, Jimenez e Igor Zaniolo, papà di Nicolò, che giocava coi miei figli. Purtroppo non riuscimmo a salire in Serie A.  Mi sarebbe piaciuto giocare in una big, ma sono felice. A casa, nascoste, ho centinaia di magliette scambiate negli anni di carriera".

    Una menzione speciale per Alberto Malesani, suo allenatore al Verona: "Quello da cui ho imparato di più. Iniziai a giocare da ottobre in poi. E segnai sette goal". 

  • I RECORD COL LIECHTENSTEIN

    Frick è una bandiera del Liechtenstein con cui vanta anche un record non proprio positivo: "Sono stato l’unico a perdere cento partite con la nazionale, ma nessuno mi toglierà mai la vittoria contro l’Azerbaigian, la prima, o il 2-2 col Portogallo vicecampione d’Europa. Ho difeso la maglia per 22 anni, dai 19 ai 41. Incassare 5 goal a botta era terribile, ma nessuno ci ha mai snobbato. Solo Ibra scrisse nel suo libro che si annoiava a giocare contro di noi o San Marino. Io per il mio Paese ho giocato pure centrale difensivo con la 10, dando spallate a tutti".


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