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Milan gfxGOAL

Milan, e ora? Tra l'ultimo spiraglio di Europa e il futuro di Conceiçao, che impatto ha la sconfitta contro il Bologna

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E così, anche la Coppa Italia se n'è andata. Non rimaneva che quella per dare un tocco di dignità a una stagione altrimenti da dimenticare. Sarebbe stato il secondo trofeo in pochi mesi per il Milan dopo la Supercoppa. Trofeo che, invece, è andato meritatamente al Bologna.

Dopo la partita dell'Olimpico, l'amministratore delegato rossonero Giorgio Furlani non ha usato giri di parole, definendo l'annata che si sta andando a concludere "fallimentare". 12 mesi che, chiaramente, non potranno essere salvati dal guizzo saudita di gennaio nella Supercoppa Italiana. Specialmente se l'obiettivo divenuto minimo dell'Europa non verrà centrato neppure tramite il campionato, il che appare ormai probabile.


Nubi nere, nerissime si stanno insomma addensando su Milanello e sull'ambiente rossonero. La rete decisiva di Ndoye ha riaperto vecchi processi e impedito di salvare il salvabile. Un frame divenuto lo specchio di un'intera stagione, e che ora può mandare all'aria quel poco di buono che le ultime settimane avrebbero potuto proporre.

  • PER L'EUROPA SERVE UN MIRACOLO

    La sconfitta nella finale di Coppa Italia non è legata solo al mancato ingresso di un altro trofeo in bacheca: significa anche che il Milan, a meno di imprevedibili miracoli, nella prossima stagione non giocherà in Europa.

    A due giornate dal termine i rossoneri possono paradossalmente arrivare ancora quarti: solo che quelle davanti, la favorita Juventus in primis, dovrebbero organizzare un suicidio sportivo di massa. Il che è francamente improbabile, per non dire praticamente impossibile.

    Quasi impossibile anche arrivare in Europa League tramite il campionato: il quinto posto della Lazio, ora che il Bologna si è ufficialmente preso l'altro disponibile, dista allo stesso modo quattro punti.

    E così l'obiettivo ultimo si chiama Conference League. Questo sì, divenuto tutt'altro che impossibile dopo la buona rimonta delle ultime settimane di campionato.

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  • ROMA-MILAN DECISIVA

    Scherzi del destino e del calendario, domenica sera si giocherà Roma-Milan. Ovvero la partita che potrebbe decidere un pezzo di qualificazione per l'Europa, anche se chiaramente non si tratterà dell'Europa più importante.

    La Roma ha mancato il sorpasso al quarto posto, ma è ancora in corsa per la Champions League. Il Milan, espugnando quell'Olimpico in cui ha appena sperimentato la più cocente delusione stagionale, aggancerebbe proprio i giallorossi al sesto posto (o al settimo, se nel frattempo il Bologna espugnerà Firenze), avendo il destino nelle proprie mani.

    A quel punto gli scontri diretti tra Milan e Roma saranno favorevoli proprio ai rossoneri, a cui basterà un semplice successo negli ultimi 90 minuti di campionato per conquistare una qualificazione alla Conference League.

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  • Conceicao Coppa Italia 2025Getty Images

    CONCEIÇAO VERSO L'ADDIO

    Si tratterebbe, naturalmente, del contentino dei contentini. E con ogni probabilità non cambierebbe il destino di Sergio Conceiçao, all'apparenza sempre più scritto e sempre più segnato dopo la sconfitta contro il Bologna.

    L'allenatore portoghese ha firmato un contratto valido per un anno e mezzo, dunque fino al 30 giugno del 2026. Ma nell'accordo è presente una clausola unilaterale, esercitabile dal club, che prevede la possibilità di una separazione senza corrispondere a Conceiçao lo stipendio del prossimo anno.

    Tutto porta a pensare che la clausola in questione verrà esercitata. Difficile pensare a uno scenario contrario. La Coppa Italia avrebbe potuto cambiare le carte in tavola, considerato che con Conceiçao il Milan avrebbe chiuso con due trofei stagionali, ma alla fine non sarà così: il fallimento ora è totale.

  • ORA FINIAMO CON DIGNITÀ

    Dopo la partita contro il Venezia del 27 aprile, Conceiçao aveva ribaltato parzialmente la questione sul proprio futuro, anche se con il sorriso sulle labbra: "Tra un mese dirò anche quello che voglio io".

    La realtà è che sotto la sua guida, derby vinti e Supercoppa conquistata a parte, il Milan non è migliorato rispetto ai mesi con Fonseca. Maignan e compagni erano ottavi al momento del suo arrivo e sono ottavi anche oggi. Liti e tensioni si sono sprecate. Così come le magre figure, quella contro il Bologna in primis. In sostanza, l'addio appare inevitabile, anche se Conceiçao a Mediaset ha ancora una volta sviato l'argomento.

    "Capisco la curiosità, ma ho tanti pensieri su questa partita: le scelte che ho fatto, cosa è andato e cosa no. Non ho iniziato nel calcio da due giorni. In questo momento la mia testa sta nel capire cosa non è andato oggi. Non c'è niente da fare perché abbiamo perso, ma c'è da finire la stagione con dignità. Poi parleremo". 

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  • E POI CHE MERCATO?

    Che il Milan si qualifichi per l'Europa oppure no, l'immagine del club esce ancora una volta compromessa anche in chiave mercato da un'annata del genere. Non solo: senza gli introiti e senza il prestigio della Champions League il margine di manovra potrebbe rivelarsi molto più difficoltoso.

    Il lavoro della dirigenza nei prossimi mesi sarà arduo. Dovranno innanzitutto essere comprese le situazioni di Mike Maignan e Theo Hernandez, entrambi in scadenza nel 2026 col conseguente timore di perderli a parametro zero tra poco più di 12 mesi. E occhio anche a Rafael Leao, il cui vincolo è più lungo (2028) ma la cui posizione rimane avvolta nelle nubi al termine di una stagione a due facce.

    In generale, andrà fatto parecchio per ristrutturare la rosa e renderla di nuovo competitiva per i primi posti. A partire da una difesa che subisce almeno un goal quasi in tutte le partite, per finire con un attacco in cui solo Gimenez è certo di rimanere. Intanto, però, è il momento di leccarsi le ferite. E di provare a salvare il salvabile con una qualificazione europea in extremis.

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