Vorrebbe la legge dell'ex che chi segna contro una squadra in cui ha giocato in passato non debba esultare. Ma Luca Pellegrini e Alessio Romagnoli se ne sono fregati altamente. E del resto come si fa a non festeggiare un goal in un sempre sentitissimo Lazio-Roma?
Il Pellegrini biancoceleste e Romagnoli, che della Lazio è guida difensiva, hanno sbloccato il derby prima che Soulé riportasse l'equilibrio con una perla da fuori. Nella Roma ci hanno giocato entrambi, prima di cambiare sponda del Tevere. Di più: hanno trascorso le giovanili proprio con la casacca gialla e rossa, sbucando così nel grande calcio.

Non è nato in Italia, non è nato nella Capitale e non è cresciuto nel vivaio giallorosso Pedro. Ma anche per il plurititolato spagnolo il discorso è simile: eccolo qui un altro che giocava nella Roma ed è diventato un beniamino alla Lazio, tanto da giocare l'ennesimo derby bardato di biancoceleste.
Tutti e tre hanno una storia diversa, particolare da raccontare. E tutti e tre, a modo loro, hanno gettato una buona dose di benzina sul fuoco del derby. Chi fornendo un assist decisivo, chi segnando, chi avendo l'impatto giusto dalla panchina. Col dente avvelenato di chi aveva qualcosa da dimostrare.
.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)



