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Luciano-Spalletti(C)GettyImages

L'Italia vuole capire chi è: contro l'Inghilterra la prova del nove

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Vincere va sempre bene. Ma la nazionale di Spalletti ha bisogno di iniziare a riprendersi quello spazio di competenza che le è sempre appartenuto.

Quindi bene i successi contro Ucraina e Malta, ma con tutto il rispetto delle due rappresentative nazionali, agli azzurri ora serve riuscire a imporsi su una rivale di ben altro calibro.

Ecco dunque che il 17 ottobre l'Italia ha finalmente la possibilità di tornare a vincere un match battendo l'Inghilterra. Non sarà facile, specialmente a Wembley, ma la nazionale di Spalletti ha qualche motivo per sperare.

  • SEGNALI POSITIVI

    Il nuovo corso di Luciano Spalletti è iniziato in maniera positiva. Un pari (contro la Macedonia) e due vittorie, un livello prestazionale abbastanza convincente e una situazione nel girone recuperata dopo un avvio difficile con il ko per mano proprio degli inglesi.

    Contro Malta, l'Italia ha segnato tanto e ha sempre tenuto in mano il gioco, ma contro l'Inghilterra bisognerà saper soffrire ed evitare sbandate difensive.

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  • QUESTIONE DI INTERPRETAZIONE

    Spalletti si è calato nella nuova realtà da CT mantenendo l'assetto tattico ereditato dal precedente selezionatore Roberto Mancini.

    Ecco dunque che il tecnico di Certaldo ha riproposto il 4-3-3, puntando però su protagonisti che fin qui erano rimasti nella penombra o quasi.

    Il tridentino con Berardi, Kean e Raspadori ha funzionato (doppietta per il primo) e ha favorito l'inserimento delle due mezz'ali Barella e Bonaventura.

    Bene anche il reparto arretrato, con una difesa composta da quattro giocatori abituati a giocare a tre ma che nell'attuale assetto difensivo hanno dimostrato di poter rendere al meglio.

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  • LA PROVA DEL 9

    Se c'è un difetto che però nemmeno Spalletti sembra ancora vicino a correggere è quello di un numero 9 all'altezza di impegni di caratura internazionale.

    Tra penuria patologica di centravanti italiani e metamorfosi tra il calcio di club e quello delle nazionali, da troppo tempo la maglia azzurra non vede un attaccante in grado di trascinare la squadra nei momenti difficili.

    Contro l'Inghilterra avrà una possibilità Gianluca Scamacca, bravo nei movimenti e forte fisicamente oltre che dotato di un'ottima tecnica di base. Nemmeno l'attaccante dell'Atalanta ha però quella dimensione da spaccadifese del quale una nazionale in cerca di punti di riferimento come la nostra avrebbe bisogno.

  • ISOLATI DA TUTTO

    La questione scommesse potrebbe in questo senso favorire anche un senso di compattezza rimasto per troppo tempo materia ignota all'Italia.

    Non è la prima volta che il nostro calcio si ritrova alle prese con scandali di varia natura, ma paradossalmente in quelle situazioni la nazionale ha sempre risposto con cavalcate trionfali.

    Basti pensare ai Mondiali del 1982 o a quelli del 2006, con il boom di Calciopoli e un'estate travagliata per diverse squadre e tesserati.

    Il CT dovrà essere bravo a isolare la squadra dalle voci che circolano in questi giorni e mantenere la barra della concentrazione sempre dritta.

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