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Rabiot Italy FranceGetty Images

L'Italia e la maledizione dei calci piazzati: 7 goal su 8 in Nations League li ha subiti così

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L'Italia ha perso, è stata battuta da una rivale storica, è scivolata dal primo al secondo posto finale nel girone di Nations League a causa della differenza reti. La classica notte da dimenticare, la pagina da girare in fretta anche in relazione a un gioco che ha convinto poco.

Nel ko di San Siro contro la Francia, poi, sono rispuntati i soliti fantasmi. La squadra di Luciano Spalletti, ancora una volta, è stata punita su calcio piazzato. Non una: ben tre volte. In due occasioni è andato a segno Rabiot, la terza è stata invece una perla su punizione diretta dell'ex romanista Digne, aiutato anche da un po' di fortuna e della schiena di Vicario.

Il problema è che, ormai, è diventata una costante in questo girone di Nations League. Il lato oscuro della luna di un percorso a tratti brillante, con tanto di qualificazione anticipata ai quarti di finale.

  • SOLO UN GOAL SUBITO SU AZIONE

    I dati finali del raggruppamento dicono che l'Italia ha subìto 8 goal in 6 partite: due in più della Francia, uno in meno del Belgio. Non sono pochissimi, e intanto è questo il primo punto che andrà analizzato con attenzione. Anche perché gli azzurri hanno tenuto la porta chiusa solo una volta, in Belgio, salvati peraltro da Donnarumma e dal palo.

    Gli azzurri hanno preso goal anche dal morbido Israele, in entrambe le partite. Sono stati battuti per due volte all'Olimpico dal Belgio, rimesso in piedi dall'espulsione prima dell'intervallo di Lorenzo Pellegrini. Fino alle tre pere di San Siro, due delle quali dell'ex bianconero Rabiot.

    Ma a far pensare è l'altro dato: di queste 8 reti al passivo, addirittura 7 sono arrivate da calcio piazzato o sugli sviluppi di un calcio piazzato. L'unico su azione? Quello di Barcola in Francia, dopo pochissimi secondi e grazie a una clamorosa dormita da ultimo uomo di Di Lorenzo.

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  • LE RETI DA CALCIO PIAZZATO

    Israele, nella partita successiva a quella di Parigi, ha trovato il guizzo vincente che ha ridato senso al finale sfruttando una mischia da piazzato: la difesa azzurra non ha liberato e Abu Fani ha scaricato il destro alle spalle di Donnarumma.

    Situazione ancor più estrema al ritorno, giocato a Udine: l'Italia conduceva tranquillamente per 2-0, quando sempre Abu Fani ha fatto partire dalla bandierina un cross trasformatosi in un velenosissimo tiro, battendo Vicario e mettendo a segno un clamoroso goal olimpico.

    Anche il Belgio ci ha puniti così all'Olimpico. Prima con una splendida combinazione che ha portato all'1-2 di De Cuyper, proprio dalla punizione nata per il rosso a Pellegrini, e poi con una zampata al volo da pochi passi di Trossard. Se nel primo caso il merito va agli avversari, nel secondo la disattenzione collettiva italiana è stata evidente.

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  • LE DORMITE SU RABIOT

    A San Siro, altro giro e altri problemi sui calci piazzati. La Francia, come detto, ha espugnato Milano così: sfruttando un cross dalla bandierina, un altro cross su punizione e una punizione diretta.

    Netta la responsabilità di Buongiorno sul primo colpo di testa vincente di Rabiot: l'ex juventino è saltato in testa al centrale del Napoli sul centro di Digne, rendendo vano il tentativo di salvataggio sulla linea di Dimarco.

    L'1-3 è stato un altro pezzo di bravura dello stesso Rabiot, servito sempre da Digne. Ma qui ha un bel po' di colpe Locatelli, che ha guardato l'ex compagno alla Juventus staccare senza contrastarlo adeguatamente.

  • SPALLETTI: "POTREMMO MODIFICARE QUALCOSA"

    Insomma, abbiamo un problema. E Spalletti, nella conferenza stampa organizzata al termine della partita, non lo ha nascosto.

    "La partita si commenta male per il condizionamento dei calci piazzati - ha detto il commissario tecnico azzurro - perché se vado ad analizzare ciò che è successo dentro, pur spendendo molte energie, i giocatori non ci stavano, volevano sfidare l'avversario. E lì abbiamo buttato via energie. Nonostante tutto l'avevamo rimessa a posto, abbiamo tenuto in equilibrio la partita e sembrava potessimo gestirla. Poi c'è stato questo terzo calcio piazzato che ci ha creato problemi. Questi calci piazzati si vanno a rivedere. Non capita tutti i giorni che te ne arrivino 4-5 in area di rigore di 1,95, 1,92, 1,88, 1,90. La scelta di fare la zona è per ritrovarsi a marcare gente di 15 centimetri più alta, mentre i saltatori li metti nella zona centrale e si va a cercare la palla con loro. Di solito funziona così. Ora si rivedranno per bene e si potrà anche modificare qualcosa. Valuteremo bene".

    Col 2024 concluso con la sconfitta contro la Francia, sarà questo uno dei problemi principali da risolvere in vista degli impegni del 2025: la fase finale di Nations League, ma soprattutto le qualificazioni ai prossimi Mondiali. Quelle che, stavolta, non potremo bucare per nulla al mondo.

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