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Mateo Retegui Italy MoldovaGetty Images

L'Italia batte la Moldavia ma non guarisce: i difetti restano

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Vincere senza convincere.

L'Italia contro la Moldavia compie il proprio dovere ma timbra semplicemente presente, rispondendo alle critiche col più classico dei 'compitini'.

L'ultima di Luciano Spalletti al timone degli azzurri si rivela una notte positiva soltanto dal punto di vista del risultato (ma neanche tanto, vista la differenza reti abissale che ci separa dalla Norvegia), perché Donnarumma e soci escono da Reggio Emilia ancora pieni di difetti.

  • PRIMO TEMPO FLOP E DIFESA DISTRATTA

    Il ritratto del momento da dimenticare della nostra Nazionale è il primo tempo offerto al cospetto di un'avversaria a cui, negli anni, abbiamo sempre rifilato caterve di goal: rete annullata agli ospiti e un altro paio di occasioni ghiottissime, concesse da una difesa che seppur a 3 è apparsa distratta, larghissima e generosa. Anche dopo il 90'.

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  • ZERO GIOCO

    Ad equilibri arretrati precari, l'ultima ItalSpalletti ha palesato difetti di gioco che certificano la clamorosa involuzione rispetto alle trame show prodotte nel post Euro 2024: contro i moldavi sono mancate idee e verve e il risultato lo si è avuto alzando il volume del Mapei Stadium, silenzioso come al teatro poiché mai preso per mano dai nostri.

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  • ITALIA STERILE

    Dulcis in fundo, a coronamento di un quadro che il prossimo ct dovrà obbligatoriamente ribaltare, si registra una produzione offensiva pressoché nulla. Raspadori (bravo a sbloccare il punteggio e suonare una sveglia però sentita poco o nulla) è stato l'unico a provarci sul serio, a differenza di un Retegui giunto a fine stagione con le pile scariche e di una manovra avanzata poco assistita da braccetti, centrocampisti ed esterni.

  • LA MOSSA ORSOLINI

    Proprio sulle fasce, quella destra, è stato poi piazzato Riccardo Orsolini: il bolognese, subentrato nella ripresa, seppur nell'inedito ruolo di quinto ha ravvivato almeno in termini di impatto l'Italia, propiziando il raddoppio di Cambiaso con un'iniziativa delle sue. Equivoco tattico, sì, ma anche uno dei più in palla di un roster spento sotto molti profili.

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  • PER SPALLETTI UN CONGEDO AGRODOLCE

    Insomma, al netto del 2-0 con cui abbiamo sconfitto la modesta Moldavia e tenuto vive le speranze di approdo ai prossimi Mondiali, per Spalletti il congedo tutto può dirsi fuorché romantico e/o nostalgico: gli azzurri portano a casa i 3 punti ma non brillano, devono ancora ritrovarsi e vanno rimessi in sesto nelle idee, mentalmente e fisicamente.

    Ora si va in vacanza, mentre Gravina dovrà risolvere il toto-ct e fornire garanzie nell'ottica di una risalita tanto difficile quanto urgente. Magari affidandosi ad un 'normalizzatore'.

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