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Okafor NapoliGetty Images

L'involontario "timing perfetto" di Okafor: arriva a Napoli e può prendersi subito il posto da titolare

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Fino a poche ore prima che il mercato chiudesse, Noah Okafor era ancora un giocatore del Milan. E solo un paio di settimane prima era invece, non concretamente ma virtualmente sì, un giocatore del Lipsia.

Strana la vita per lo svizzero. Da Milano alla Germania, dalla Germania a Napoli. Il tutto nello spazio di pochi giorni. Una serie di sliding doors che ne hanno modificato in maniera sostanziale lo snodo recentissimo della carriera.


L'ultima? L'infortunio che terrà lontano dai campi David Neres per un bel po' di tempo. E che potrebbe consentire a Okafor di conquistarsi quella maglia da titolare che sognava sin dal suo arrivo in Serie A.

  • LE ALTERNATIVE PER CONTE

    Neres non c'è e occhio: non c'è neppure Leonardo Spinazzola, già costretto a saltare l'Udinese. Ragion per cui Antonio Conte si ritrova con alternative ridotte all'osso per la zolla sinistra del proprio tridente.

    C'è Ngonge, che però è l'alter ego di Politano e comunque fin qui ha giocato pochissimo. C'è Raspadori, che in realtà non è un esterno e fin qui è stato utilizzato da Conte più che altro tra centrocampo e trequarti. E c'è, appunto, Okafor. Da qui non si scapperà.

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  • IL FAVORITO

    Il favorito è proprio lo svizzero, che sa giocare indifferentemente nel ruolo di esterno offensivo come di centravanti: al Milan ha ricoperto entrambe le posizioni, anche se con alterne fortune.

    Okafor, del resto, è stato preso dal Napoli proprio per questo: per colmare la lacuna venutasi a creare a sinistra con la cessione di Khvicha Kvaratskhelia al PSG, apparentemente inevitabile quanto dolorosa. Se n'è andata la stella della squadra, e non è poco.

    Il Napoli ha sondato diversi profili per rimpiazzare il georgiano: da Adeyemi a Garnacho, per finire con Saint-Maximin. Alla fine il più vicino è stato il francese ex Newcastle. Solo che non tutti i tasselli sono andati al proprio posto. E così, ecco Okafor.

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  • FINALMENTE TITOLARE

    Okafor è partito titolare in sei occasioni in questa stagione col Milan: cinque in campionato e una in Champions League. A volte da punta, come all'inizio della stagione, ma più spesso come alternativa a Leão nelle settimane di maretta tra il portoghese e il connazionale Fonseca.

    Poche, evidentemente, per uno che al momento dell'arrivo dal Salisburgo si sarebbe atteso un salto di qualità dalla propria carriera. E che invece si è dovuto destreggiare tra una folta concorrenza già alla sua prima annata italiana, mettendo comunque a segno sei reti in Serie A e risultando più di una volta decisivo nei minuti finali delle partite.

    Un modus operandi ripetuto anche alla prima giornata dell'attuale torneo, contro il Torino. La partita che il Milan è riuscito a riacciuffare dallo 0-2 al 2-2 grazie a Morata e proprio a Okafor. Sembrava l'inizio di una stagione di soddisfazioni, ma da lì in poi lo svizzero ha davvero convinto in poche occasioni, tra cui col Bruges in Champions League. Fino alla decisione del Milan di cederlo.

  • SLIDING DOORS

    A chi? Al Lipsia. Che però ha deciso di rispedirlo a Milano, ufficialmente per problemi riscontrati durante le visite mediche. Ed eccola qui la prima sliding door delle ultime settimane di Okafor. Che oggi, se l'accordo con i tedeschi fosse stato rispettato, giocherebbe in Bundesliga.

    E poi c'è tutto il resto: Kvaratskhelia che se ne va, il Napoli che non riesce a pescare un sostituto fino all'ultimo giorno di mercato, l'accordo - stavolta totale - col Milan. E ancora: Neres che si fa male, Spinazzola che si fa male. Una serie di snodi che hanno portato a quello finale: una maglia da titolare pronta per Okafor.

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