"La Champions League? Ci siamo anche noi. Non ci siamo mai tirati indietro".
Gian Piero Gasperini, parlando a DAZN al termine del posticipo stravinto sul Frosinone, aveva un volto più disteso rispetto alle scorse settimane. Quelle in cui, a più riprese, aveva ironizzato sulle aspettative a suo dire troppo alte riposte sull'Atalanta, ormai un habitué dei quartieri alti e dei salotti europei.
Questa volta, giù la maschera. La zona Champions League, ovvero il quarto posto occupato dalla Fiorentina, è distante appena un punto. Del resto tutte barcollano, mentre l'Atalanta si è ripresa alla grande da un novembre nero: quattro vittorie nelle ultime sei giornate, un pareggio, una sola sconfitta (a Bologna).
In mezzo c'è anche la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia e la possibilità di raggiungere la finalissima per la terza volta nell'era Gasp. Oltre a un girone di Europa League vinto in scioltezza, con tanto di qualificazione e primo posto conquistati con una giornata d'anticipo.
Non era scontato. E Gasperini era il primo a saperlo. Ma ormai l'Atalanta è così: è in grado di reinventarsi anche cambiando pesantemente pelle nel corso degli anni.
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