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Kjaer MilanGetty Images

Kjaer annuncia il ritiro e lascia il calcio giocato: "Nella mia testa la fine era al Milan"

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Simon Kjaer lascia il calcio giocato e si prepara a vivere una nuova vita. Ufficiale il ritiro dell'ex difensore del Milan, senza squadra da quando - era la fine di giugno 2024 - è scaduto il proprio contratto con i rossoneri.

Kjaer, che alla fine di marzo compirà 36 anni, ha annunciato la propria decisione in un'intervista all'emittente danese TV2. Decisione definitiva, sia in relazione all'età che alla lunga lontananza dai campi di gioco dopo l'addio al Milan.

Palermo, Roma, Atalanta e Milan: queste sono le maglie italiane indossate da Kjaer. Con particolare rilevanza di quella rossonera, con la quale ha contribuito alla risalita dopo anni bui vincendo lo Scudetto del 2022.

  • "HO DECISO PRIMA DEGLI EUROPEI"

    "Adesso è davvero il momento giusto per chiudere questo capitolo - ha detto Kjaer nell'anticipazione di un'intervista che uscirà integralmente venerdì - Non ho preso questa decisione dopo l'estate: ci avevo già pensato l'anno prima degli Europei".

    Il momento chiave è però l'autunno del 2023, quando, tra infortuni e un contratto in scadenza, era chiaro che la sua avventura al Milan stava arrivando alla conclusione.

    "È stato allora che ho capito che la mia esperienza a Milano stava per finire", ha confermato l'ex rossonero.

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  • LE ULTIME PRESENZE

    L'ultima partita di Kjaer con la maglia del Milan è quella dell'addio di Pioli e Giroud: il 3-3 contro la Salernitana del 25 maggio 2024. In quell'occasione l'ex atalantino è entrato in campo negli ultimi minuti. L'ultima presenza in assoluto, invece, è un'amichevole pre Europei tra la Danimarca e la Norvegia. Simon è poi volato in Germania, ma senza mai scendere in campo.

    "Ci sono state tante cose che hanno fatto sì che dopo l'Europeo pensassi: vediamo cosa succede, ma se non dovesse arrivare l'offerta giusta, prima di tutto per la mia famiglia e solo dopo per l'aspetto sportivo, il momento è ora. Non mi pento di nulla".

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  • "NELLA MIA TESTA, LA FINE ERA AL MILAN"

    Il legame con il Milan, in particolare, è stato forte. Nel contesto di una specie di "arrivano i nostri", Kjaer è sbarcato in rossonero nel gennaio del 2020 assieme a Zlatan Ibrahimovic: la squadra di Pioli era in difficoltà, ma anche grazie a loro due ha risalito la china. Fino a tornare in Champions League, a vincere uno Scudetto, ad arrivare a un passo dalla finale europea.

    "Nella mia testa, la mia fine era a Milano - ha detto ancora - Sapevo che non avrei potuto avere un finale migliore. Non ho avuto alcun bisogno di annunciare nulla a nessuno se non a me stesso. Ripensandoci, la mia tappa a Milano avrebbe facilmente potuto essere ancora più lunga. Ma non ne avevo bisogno".

  • "COSÌ NON SI PUÒ CONTINUARE"

    Quando gli è stato chiesto se la decisione di abbandonare il calcio sia legata anche al carico ormai estremo di partite a cui sono sottoposti i calciatori, Kjaer ha risposto così:

    "A meno che tu non giochi o non abbia giocato personalmente ai massimi livelli, non ti rendi conto dello sforzo che stai facendo. Il carico che esiste oggi è del tutto grottesco. O accadrà qualcosa di veramente drastico, perché quello che sta succedendo adesso è insostenibile, altrimenti bisognerà rifare tutto. Perché così non si può continuare.

    La mia condizione fisica non è stata determinante nel prendere questa decisione. Ma ero anche consapevole che se avessi giocato a calcio e in Champions League per altri due anni, il carico sul mio corpo sarebbe stato diverso rispetto a cinque anni fa".

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