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Thiago Motta Dusan Vlahovic JuventusGetty/GOAL

Juventus quarta ma non da Champions: da Koopmeiners a Vlahovic, quante ombre

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Non è tutto oro ciò che luccica.

Lo dimostra la classifica della Juventus, diventata da Champions grazie alle due vittorie consecutive contro Empoli e Como non sufficienti a cancellare i difetti palesati fin qui dai bianconeri. Anzi.

Successi sofferti, ottenuti al cospetto di avversarie sulla carta alla portata, che hanno invece messo ulteriormente a nudo le fragilità della squadra di Thiago Motta: l'ex tecnico del Bologna, nonostante il giro di boa sia stato effettuato, fatica a lasciare la propria impronta sul progetto.

Il 2-1 strappato al 'Sinigaglia' proietta Madama al quarto posto senza mandare in soffitta limiti ed errori, confermando come l'andamento di alcuni singoli non sia in linea coi pronostici dell'estate: esempio? Teun Koopmeiners e Dusan Vlahovic, chi per un motivo e chi per un altro veri e propri casi stagionali.

E allora meglio godersi l'impatto monstre di Randal Kolo Muani, 5 goal in 3 partite da quando veste i colori della Signora e salvagente di una creatura con troppi nei da estirpare.

  • ALTRO CHE ZONA CHAMPIONS

    A rappresentare la classica 'pillola' contro i dubbi sono i numeri, che giustamente contano ma nel contempo sanno di maschera utile a coprire le lacune di una Juventus che non ingrana.

    Una sola sconfitta in campionato, terzo attacco e seconda miglior difesa del campionato rappresentano dati simil brodino con cui alleviare il trend che - in virtù di aspettative innalzate da un mercato estivo 'boom' - non rende i piemontesi da Champions League.

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  • TROPPI RISCHI

    Seppur i goal subiti in campionato siano stati 21 in 24 giornate, a Como la difesa ha continuato a traballare pericolosamente. Troppi i rischi corsi da Gatti e compagni sulle sortite offensive degli uomini di Fabregas, i quali hanno accarezzato l'impresa venendo beffati solo dallo stato di grazia di un super Kolo Muani.

    Di Gregorio ci ha messo più d'una pezza, da dimenticare l'esordio di Kelly, Savona a sinistra non offre sicurezze: insomma, di materiale su cui dibattere ce ne sarebbe.

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  • KOOPMEINERS DELUDE ANCORA

    Cinquantacinque milioni. Tanto ha speso la Juventus per godersi Koopmeiners, ma ad oggi l'investimento non è mai stato giustificato dal campo. L'olandese negli schemi di Motta non si ritrova, fatica ad integrarsi e contro il Como ha vissuto un'altra giornata flop sulla scia di un rendimento stagionale che nessuno avrebbe potuto immaginare.

    La mossa di arretrarlo in mediana accanto a Locatelli, per fornirgli più campo e piazzarlo maggiormente nel vivo del gioco, non ha svoltato l'inerzia negativa di un calciatore passato da top player della Serie A ad ibrido difficile da collocare.

    Un rebus tattico accompagnato da cali di concentrazione, certificati dal pallone perso in maniera sciagurata al cospetto di Cutrone da cui è scaturito il cross decisivo per l'1-1 di Diao. Male, molto male.

  • VLAHOVIC È UN CASO

    Per non parlare della gestione Vlahovic, ormai a tutti gli effetti un caso. Il serbo in riva al Lago è rimasto in panchina addirittura per l'intero match, offuscato dalla stella di un Kolo Muani che appena arrivato gli ha subito tolto il posto.

    Motta al momento non li contempla in coppia e, sfruttando il magic moment del francese, ha deciso di accantonare Dusan. Impossibile non faccia rumore e notizia, oltretutto perché si traduce con la quinta esclusione dai titolari nelle ultime 6 partite. E il gran goal rifilato all'Empoli, anziché far uscire Vlahovic dal tunnel, lo vede impelagato in un tunnel reso ancor più buio dall'arrivo da Parigi del neo compagno di reparto.

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  • MOTTA: "SI PUÒ FARE LA DIFFERENZA ANCHE IN 15-30 MINUTI"

    "Dusan fino ad oggi è stato un giocatore importante, anche in condizioni non ottimali ha giocato e ha giocato con un atteggiamento fantastico - ha detto Motta a 'Sky' dopo Como-Juventus - Sul secondo goal è stato il primo a correre verso Kolo Muani, è un ragazzo che sono convinto aiuterà nel presente e fino a fine stagione. Si allena molto bene, si impegna sempre".

    "Lui, come chi era in panchina, non era contento di non giocare, ma bisogna dare il massimo quando è il momento. Conta la qualità del minutaggio e oggi hanno dimostrato che anche in 15-30' possono fare la differenza".

  • KOLO MUANI LUCE BIANCONERA

    Al netto di tante note sbiadite, dunque, la luce è rappresentata da un Kolo Muani scatenato. Goal al 'Maradona', doppietta all'Empoli, doppietta anche al 'Sinigaglia': il feeling scoppiato tra il francese, il nostro calcio e il mondo Juve ha ripiazzato Madama tra le prime 4, colmando deficit e dubbi sulla bontà di un progetto mai decollato.

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