La Juventus sfrutta l'emergenza totale del Napoli e lo batte 3-0, accorciando sensibilmente le distanze da Hojlund e soci. La cura Spalletti consente ai bianconeri di regalarsi una zampata cruciale nella corsa Champions, confermandosi una squadra totalmente ribaltata - in positivo - rispetto all'avvio di stagione.
I momenti psicologici delle due rivali fanno la differenza e ciò si palesa ampiamente nel primo tempo, con Madama (schierata di nuovo col 3-4-2-1) a premere e i campioni d'Italia incapaci di recuperare metri sulle feroci aggressioni bianconere: le migliori chances le ha la Juve in sequenza con Conceicao, McKennie, con lo splendido palo colto da Thuram con un tiro a giro e con un rasoterra ancora dell'ex Porto, salvato sulla linea da un miracoloso Buongiorno.
Prima del tentativo del portoghese, però, al 22' i padroni di casa l'avevano sbloccata con David: corpo a corpo in area vinto con Spinazzola su un pallone rimesso dentro da Locatelli e Meret battuto.
Il Napoli si ferma agli ultimi 20 metri nonostante un discreto fraseggio offensivo e crea l'unico pensiero a Di Gregorio col mancino strozzato di Vergara, parato senza grossi patemi dal numero uno di Spalletti.
I partenopei approcciano alla ripresa con buon piglio ed alzano i giri del motore nel tentativo di trovare il pari, senza però graffiare sulla scia di una sterilità che pagano subendo - dopo l'ingresso di Giovane - il bis da Yildiz: pallone in orizzontale 'suicida' di Juan Jesus regalato al neo entrato Miretti, che consente al turco di trafiggere Meret a tu per tu.
Conte getta nella mischia anche Lukaku (che nel finale fallisce un comodo tap-in), ma il passivo aumenta per merito di Kostic: il serbo, inserito a destra, firma il terzo goal della Signora con un mancino chirurgico da fuori all'angolino. È il frame che sancisce il crollo azzurro allo Stadium: Juve a -1 dalla squadra di Conte e lotta Champions che si infiamma.




