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Allegri Torino JuventusGetty Images

Ottimismo Champions e mugugni: lo strano post derby della Juve

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Da una parte l'ottimismo di Massimiliano Allegri, dall'altro una prestazione di certo non scintillante.

La Juventus del derby convince solo nel primo tempo, calando nel secondo e rischiando addirittura di cedere il passo al Torino nel finale.

Il post stracittadina, in casa bianconera, porta in dote umori contrastanti: se il tecnico livornese si tiene stretto lo 0-0 e mette nel mirino un traguardo ormai vicino, il pomeriggio opaco vissuto dalle bocche da fuoco di Madama racconta di un match al di sotto delle attese che alimenta i dubbi sulla qualità del gioco offerta dai piemontesi.

  • CHAMPIONS VICINA, MA...

    Il punticino colto, nei pensieri e nelle proiezioni di Max, sembra contribuire al raggiungimento del tanto sbandierato obiettivo stagionale: il ritorno in Champions League.

    A lasciarlo intendere è stato lo stesso allenatore della Signora, che nel dopogara - pur evidenziando cosa sia mancato ai suoi - si presta a calcoli che rendono la stagione in linea con quanto si voleva centrare ai nastri di partenza.

    Champions vicina, ma... C'è un ma. Sì, perché il popolo bianconero di fronte alla prestazione offerta da Vlahovic e compagni contro i granata non può di certo fare salti di gioia. Bene a metà e troppe chances gettate alle ortiche, a cui si è aggiunta una ripresa dove il Torino è venuto fuori spaventando Szczesny (vedi l'inzuccata di Lazaro).

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  • ALLEGRI POSITIVO

    "Abbiamo allungato la striscia senza goal subiti", "Non è facile creare 10-12 occasioni contro il Toro", "Per la Champions mancano 7 punti".

    Musica e parole di Allegri nel dopopartita, a rimarcare come lo sbiadito pari nel derby consegni comunque aspetti ai quali ci si può aggrappare per guardare con fiducia al rush finale.

    E il futuro? All'ennesima domanda sul tema del momento, Max in soldoni ha ribadito: "Centriamo gli obiettivi, poi valuterà il club". Traduzione: a prescindere dal ritorno in Europa, tutto può succedere.

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  • CHIESA E VLAHOVIC 'A SALVE'

    Tra le note stonate di Toro-Juve compaiono anche Federico Chiesa e Dusan Vlahovic (che ha scheggiato un palo), apparsi poco incisivi. Dovendo scegliere, meglio il figlio d'arte.

    D'altronde, l'analisi di Allegri sulle mosse offensive della squadra avvalora il pomeriggio poco felice delle punte di diamante del suo scacchiere.

    "Potevamo far meglio nell'attacco alla profondità giocando alle spalle dei loro difensori centrali, per costringerli a far fatica".

    Consegne non eseguite e Juventus 'a salve' dalle parti di Milinkovic-Savic.

  • TRA EUROPA E COPPA ITALIA

    La Champions è a portata di mano, la Coppa Italia pure. Dopo Cagliari-Juve i bianconeri voleranno a Roma, dove dovranno difendere il 2-0 della semifinale d'andata e reggere l'urto di una Lazio alle prese con contestazioni e addii inattesi. Insomma, giochi apertissimi e carte che consentono a Madama di restare seduta al tavolo.

    E pazienza se il gioco latita: tra step, giovani in crescita e doppio obiettivo, il 2023/2024 ha ancora tanto da dire.

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