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Cristiano Ronaldo JuventusGetty Images

Juventus al contrattacco: impugnerà il lodo arbitrale nella causa contro Cristiano Ronaldo

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La guerra a distanza tra la Juventus e Cristiano Ronaldo, calciatore bianconero per tre stagioni, continua. E l'oggetto del contendere sono sempre gli stipendi arretrati che spetterebbero al portoghese.

Ebbene, dopo essere stata condannata ad aprile a pagare una somma al proprio ex giocatore, la Juve ha deciso di partire al contrattacco.

Il club bianconero ha infatti deciso di impugnare il lodo del Collegio Arbitrale della FIGC, che l'aveva condannato a risarcire Cristiano Ronaldo in relazione alla celebre "manovra stipendi" del 2020.

  • QUANTO DOVREBBE PAGARE LA JUVENTUS

    9,8 milioni di euro circa: è questa la somma che la Juventus è stata condannata a pagare dal Collegio Arbitrale. Una somma relativa a stipendi arretrati che il club non avrebbe pagato durante il lockdown del 2020 al portoghese, giunto a chiedere la restituzione di 19,7 milioni di euro.

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  • JUVENTUS AL CONTRATTACCO

    Per questo, come detto, la Juventus ha deciso di impugnare il lodo arbitrale, non avendo alcuna intenzione di pagare a Cristiano Ronaldo la somma in questione.

    A Torino, infatti, la ferma convinzione è quella secondo cui l'attuale calciatore dell'Al Nassr non abbia diritto a un centesimo, avendo dato il proprio assenso alla rinuncia agli stipendi ormai quattro anni fa.

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  • UNA DECISIONE ANNUNCIATA

    Nel comunicato emesso dalla Juventus lo scorso 17 aprile, del resto, la Juventus aveva preannunciato di voler riservarsi "ogni valutazione e iniziativa a tutela dei propri diritti".

    "Juventus Football Club S.p.A., con riferimento al giudizio arbitrale instaurato dall’ex tesserato Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro nei confronti della Società, comunica che in data odierna (17 aprile, ndr) il Collegio Arbitrale ha trasmesso alle parti il lodo reso nella controversia», si leggeva nel comunicato ufficiale pubblicato dal club bianconero dopo la sentenza del Collegio Arbitrale.

    «Gli Arbitri, con decisione a maggioranza, hanno riconosciuto la validità dell’accordo di riduzione dei compensi dell’Ex Tesserato nella stagione sportiva 2020/21 e rilevato l’assenza di alcun accordo di integrazione concluso tra le parti, ritenendo, dunque, che la c.d. “carta Ronaldo” non abbia alcun effetto vincolante; pertanto, hanno rigettato le domande dell’Ex Tesserato di nullità dell’accordo di riduzione dei compensi e di adempimento dell’accordo di integrazione», prosegue la nota.

    Gli arbitri «hanno altresì rigettato la domanda di annullamento dell’accordo di riduzione dei compensi, rilevando l’assenza di dolo in capo alla Società, la cui condotta non ha inciso sulla volontà dell’Ex Tesserato di sottoscrivere il predetto accordo di riduzione; hanno accolto parzialmente la domanda formulata in estremo subordine dall’Ex Tesserato, accertando la responsabilità precontrattuale di Juventus derivante dal fallimento della trattativa e condannato la convenuta al pagamento di una somma pari a circa Euro 9,8 milioni (corrispondente alla metà della richiesta dell’Ex Tesserato, pari a circa Euro 19,6 milioni)»

    «La Società, anche con il supporto dei propri legali, sta esaminando la decisione del Collegio Arbitrale, riservandosi ogni valutazione e iniziativa a tutela dei propri diritti".

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