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McKennie David Juventus BenficaGetty Images

La metamorfosi della Juventus è completa: le nuove gerarchie di Spalletti col 4-2-3-1

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Un cambio pelle graduale, che adesso è certezza.

La Juventus col Benfica ha indossato l'abito che Luciano Spalletti aveva probabilmente in mente - o quasi - dal suo avvento sulla panchina bianconera, con una difesa a 4 e maggiore peso dal centrocampo in avanti.

Il passaggio dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1 si era intravisto con 'scivolamenti' delle posizioni durante i match, ma adesso - con sentenza definitiva nel 2-0 rifilato alla squadra di José Mourinho, è diventato sentenza.

Assetto, gestione dei cambi, gerarchie rinnovate e delineate: la nuova Signora disegnata dal tecnico di Certaldo, che si è presa i Playoff di Champions e spera negli ottavi, ha dimenticato Cagliari rimettendosi in moto nell'Europa dei grandi.


  • CERTEZZE IN DIFESA

    A protezione di Di Gregorio la linea voluta da Spalletti in retroguardia non si discute: coi rientri dagli infortuni di Bremer e Kelly sono loro a formare l'inossidabile coppia centrale, mentre Kalulu - utile per tutte le stagioni - è stato allargato nel ruolo di terzino destro dopo aver funto da braccetto. A sinistra Andrea Cambiaso (per lui qualche fischio ed abbraccio consolatorio dell'allenatore toscano), passato da 'quinto' a laterale basso pur mantenendo i medesimi compiti di spinta.

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  • LOCATELLI-THURAM DA APPLAUSI

    La cerniera di centrocampo, se qualcuno avesse nutrito dubbi sulla convivenza tra Locatelli e Spalletti dovuta all'esclusione del regista dai convocati di Euro 2024, è stato smentito dalla strettissima attualità.

    Il capitano bianconero, con voglia, sacrificio e funzionalità agli schemi del sostituto di Tudor, ha saputo tenersi stretta una maglia nel settore nevralgico. Accanto a lui Khephren Thuram, leader fisico e trascinatore nei momenti del bisogno. Il francese, che ha sbloccato Juve-Benfica con uno dei suoi affondi dentro l'area avversaria, si completa a dovere col numero 5 - uscito con annessa standing ovation al momento della sostituzione - alzando i giri del motore del reparto.

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  • KOOPMEINERS USCITO DAI RADAR

    A pagare cambio modulo e rendimento ancora verso il basso è Koopmeiners, scivolato indietro nelle idee tecnico-tattiche: prima braccetto, poi trequartista in stile Motta-Tudor, infine riserva di Locatelli e Thuram in mezzo al campo. Col Benfica, 5 minuti più recupero ed una punizione contro la barriera.

  • MCKENNIE JOLLY SUPER

    Passiamo alla trequarti, dove un Weston McKennie così merita inevitabilmente il rinnovo. Anche coi lusitani lo statunitense si è mostrato in grande spolvero, mettendo in ghiaccio il risultato ma soprattutto confermandosi jolly cruciale per gli schemi di Madama.

    Così come avvenuto nelle precedenti gestioni, il 22 garantisce equilibrio e varianti anche in fase offensiva: dinamismo, intelligenza tattica, capacità di aggredire gli spazi e tamponare.

    Con Spalletti sta agendo stabilmente a destra ed ora, da esterno a tutta fascia del 3-4-2-1, ha visto alzato il proprio raggio d'azione di qualche metro piazzandosi tra le linee.

    Opta, inoltre, svela questo dato: dal suo esordio con la Juventus (nel 2020/2021), nessun giocatore ha segnato più goal di lui in Champions: 9, quanti quelli di Dusan Vlahovic.

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  • IL CAMBIO RUOLO DOPO CONCEICAO PER MIRETTI

    La novità registrata col Benfica, però, è stato il cambio posizione di McKennie una volta entrato Conceicao al posto di Miretti: il portoghese, schierato sulla sua mattonella naturale alto a destra, ha portato il compagno ad essere spostato centralmente dove ultimamente sta agendo l'ex genoano - rilanciato in grande stile da Spalletti - a sostegno di David, con Yildiz lasciato a sinistra con licenza di convergere.

  • LE ALTERNATIVE SULLA TREQUARTI

    Se McKennie, Miretti, Yildiz ed ora - smaltiti i guai fisici - Conceicao rappresentano i nomi in cima alle gerarchie avanzate, dalla panchina le ulteriori armi a disposizione per variare il 4-2-3-1 sono il fin qui incompiuto Zhegrova (a destra) e Kostic (a sinistra).

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  • DAVID E OPENDA

    Infine l'attacco, dove David - seppur a secco e sul quale continua ad aleggiare scetticismo - è entrato nelle azioni dei 2 goal rifilati al Benfica ed è stato ormai eletto 9 titolare da Spalletti. Naturalmente in attesa del mercato, dove En-Nesyri o Mateta potrebbero ribaltare gli scenari.

    Alle spalle del canadese pronto Openda, che con la sua vivacità può dire la sua - a patto che trovi continuità - sia come prima punta che in una delle caselle alle spalle del centravanti.

    Insomma, la metamorfosi Juve è realtà.

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