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John Kennedy FluminenseGetty Images

John Kennedy da eroe del Fluminense a caso: festino tra le donne in hotel e non solo, è stato sospeso due volte

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Da eroe della Copa Libertadores a caso. John Kennedy non ha mezze misure: o decide le partite di capitale importanza, o fa ammattire chiunque gli stia attorno. E al Fluminense, in questo momento, se ne stanno rendendo ampiamente conto.

Nella Rio verde, bianca e granata non si parla praticamente d'altro: l'argomento di discussione, oltre alle enormi difficoltà di rendimento della squadra campione del Sudamerica in carica, è proprio il comportamento del quasi ventiduenne attaccante brasiliano, che a novembre aveva regalato al club la prima Libertadores della sua storia con il goal decisivo contro il Boca Juniors.

John Kennedy è in buona compagnia, all'interno della rosa del Fluminense, quando si parla di atteggiamenti discutibili. Solo che, a differenza di altri tre compagni coinvolti nell'episodio principale degli ultimi giorni, lui è andato addirittura oltre.

  • IL FESTINO IN HOTEL

    Tutto è iniziato poco dopo la metà di aprile. John Kennedy e tre compagni, ovvero gli altri giovani Alexsander, Kauã Elias e Arthur, hanno organizzato un festino in una camera dell'hotel in cui alloggiavano i giocatori del Fluminense, in ritiro per preparare la partita di campionato del 20 aprile contro il Vasco da Gama.

    I quattro hanno invitato diverse donne e il tutto è andato decisamente oltre. Tanto che i dirigenti del Fluminense sono stati costretti a procedere con una sospensione di qualche giorno, escludendo John Kennedy e gli altri tre dalla gara di Copa Libertadores contro il Cerro Porteño. La giovane moglie dell'attaccante, invece, ha annunciato la separazione per la seconda volta in pochi mesi.

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  • LE SCUSE

    All'inizio della settimana, John Kennedy si è manifestato sui social: ha postato una storia sul proprio profilo Instagram, negando le accuse, ma al contempo chiedendo scusa e promettendo di cambiare atteggiamento.

    "So che il mio comportamento non è stato dei migliori negli ultimi giorni: sia in campo che fuori non sto dando quello che ci si aspetta da me. Voglio chiedere scusa al club, allo staff tecnico, ai compagni di squadra e principalmente alla tifoseria che mi ha sempre sostenuto, ma vorrei chiarire che non ho partecipato al festino in ritiro di cui si è parlato. Queste notizie hanno portato molti problemi a me e alla mia famiglia, in primis alla madre di mia figlia, che è la donna che amo. Tutto ciò portato a una sua esposizione negativa e non necessaria. Ho commesso degli errori, sto soffrendo, ma sono uomo e accetto le punizioni. Prometto che lavorerò e mi sforzerò per recuperare la fiducia di tutti voi".

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  • I RITARDI AGLI ALLENAMENTI

    Tutto risolto, dunque? Nemmeno per sogno. Perché nel giro di pochi giorni John Kennedy si è reso protagonista di altri due episodi di indisciplina: domenica non si è presentato all'allenamento della squadra a San Paolo, dove i compagni preparavano la sfida contro il Corinthians, mentre a quello di martedì è arrivato con un'ora e 20 minuti di ritardo. E dunque, nuova sospensione, questa volta a tempo indeterminato.

    "Il Fluminense informa che gli atleti Alexsander, Kauã Elias e Arthur sono stati reintegrati nel gruppo e sono a disposizione dello staff tecnico. Anche l'atleta John Kennedy era stato reintegrato nel gruppo lunedì, nonostante domenica avesse saltato l'allenamento, ma è stato nuovamente sospeso martedì mattina dopo essere arrivato all'allenamento con un' ora e 20 di ritardo e, d'ora in poi, l'assenza dalle attività con il resto del gruppo sarà a tempo indeterminato".

  • John Kennedy Fluminense Copa Libertadores 2023Christian Alvarenga/Getty Images

    DA EROE A CASO

    Insomma, tutto è cambiato nel giro di pochissimi mesi. Se il 2023 di John Kennedy è stato magico, con tanto di apporto fondamentale anche negli ottavi, nei quarti e nelle semifinali di Libertadores, il 2024 è iniziato malissimo.

    Espulso per esultanza eccessiva nella finale contro il Boca Juniors, il giovane attaccante è stato cacciato anche nella finale di ritorno della Recopa Sudamericana contro la LDU Quito, questa volta a causa di un duro fallo su un avversario. Fino a questo momento le presenze sono 7 e i goal appena uno. Ma il lato peggiore si sta verificando fuori dal campo.

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