Pubblicità
Pubblicità
Jan-Carlo Simic Milan MonzaGetty Images

Jan-Carlo Simic pensava fosse tutto uno scherzo: "Il Milan ti vuole", "Sì, sì..."

Pubblicità

Una favola bella e buona. Debuttare in Serie A con la maglia del Milan, peraltro a San Siro, e andare immediatamente a segno: a chi è capitato in privilegio del genere? A Jan-Carlo Simic, ecco a chi.

CHI È JAN-CARLO SIMIC: ORIGINI, CARATTERISTICHE, NAZIONALITÀ

E così, dopo il clamoroso pomeriggio vissuto contro il Monza, il giovanissimo difensore serbo di origini tedesche vola sulle ali della gioia e dell'entusiasmo anche nelle interviste post partita.

  • Jan-Carlo Simic Milan MonzaGetty Images

    "REGALO LA MAGLIA AI MIEI GENITORI"

    "Per me è come un sogno - ha detto Simic a DAZN - Sono contento per aver potuto aiutare la squadra, è il sogno di tutti i bambini.

    Mi hanno aiutato molto i miei compagni, il mister, lo staff. Già la settimana scorsa mi avevano detto di rimanere pronto, di restare sul pezzo. Stavo lavorando molto duramente. Fare goal è ancora più bello, ma io continuo a lavorare come ho fatto fino a oggi.

    A chi regalo questa maglia? Ai miei genitori".

  • Pubblicità
  • LE SENSAZIONI DOPO IL GOAL

    "Dopo il goal non ho sentito niente, neanche quando i tifosi hanno intonato il mio nome. Subito dopo il goal ero già dentro la partita, per non consentire al Monza di segnare. La dedica? Ai miei genitori. La famiglia è la cosa più importante per un giocatore".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Jan-Carlo Simic 2-1Getty Images

    "TUTTI MI HANNO AIUTATO"

    "Non c'è solo un compagno: tutti sono venuti da me dicendomi di stare tranquillo - ha proseguito Simic - Anche il mister e il suo staff. Tutti mi hanno aiutato e gli sono grato.

    Pagare una cena? I pasticcini li dovrò pagare, ma va bene...

    A chi mi ispiro? A Paolo Maldini, è sempre stato il mio idolo, guardavo i suoi video da piccolo. Questo è un sogno diventato realtà".

  • L'ANEDDOTO SULL'ARRIVO AL MILAN

    "Ero in palestra - ha rivelato Simic a 'Sky Sport' - e mio papà mi ha chiamato dicendomi: il Milan ti vuole. E io: sì, sì. Non ci credevo. Alla fine moi ha detto che era la verità.

    Sono tornato a casa, abbiamo parlato credo cinque ore del futuro e della possibilità".

  • Pubblicità
    Pubblicità
0