Sembrava tutto facile, al 45': tutto. Tre goal, un rigore sbagliato: dominio assoluto, senza alcun pericolo dalle parti di Gianluigi Donnarumma. Eppure, dopo il 3-0 siglato da Federico Chiesa, Luciano Spalletti si arrabbia per un pallone perso. E ha ragione.
Ha ragione perché a un quarto d'ora dalla fine l'Italia soffre maledettamente contro la Macedonia del Nord, nonostante un primo tempo chiuso con tre lunghezze di vantaggio.
Riepilogando: colpo di testa di Darmian, al 17'. Destro bello, bellissimo all'angolino di Chiesa al 41' e sigillo, con doppietta, dell'attaccante della Juventus al terzo minuto di recupero.
In mezzo anche l'errore di Jorginho, dal dischetto, al 40': l'ennesimo. Una chiusura del cerchio che non è riuscita, per il regista dell'Arsenal.
Pratica risolta? No: doppietta di Atanasov tra il 52' e il 74' (in quest'ultimo caso con deviazione decisiva di Acerbi) e tutto in discussione.
Alla fine, però, la risolvono gli attaccanti: prima Raspadori, con un mancino preciso all'angolino, poi El Shaarawy nel recupero. Per EURO 2024 basterà pareggiare con l'Ucraina. Il resto, brividi compresi, conta poco.
