Dopo un ventennio di delusioni Mondiali, tra mancate partecipazioni e tornei da dimenticare, l'Italia continua a navigare a vista nel tentativo di tornare quella di un tempo. Nonostante il successo dell'Europeo 2021, la Nazionale azzurra (almeno quella maggiore, visti i buoni risultati delle giovanili inferiori all'Under 21) non è certo una big degli ultimi due decenni, decisamente deludente e per tre volte consecutive fuori dalla Coppa del Mondo.
Quali sono i problemi del movimento calcistico italiano? Innumerevoli e lontani dall'essere risolti, considerando l'ennesimo k.o nei playoff. Tra questi c'è sicuramente l'inesperienza dei giocatori convocati e dai pochi disponibili in Serie A per cercare di rimescolare le carte. Rispetto a due decenni fa il numero di giocatori arruolabili è sceso drasticamente e quelli presenti nel massimo campionato, e limitatamente all'estero, non ha certo avuto modo di vincere trofei, giocare contro le grandi star mondiali fino alle ultimissime fasi dei grandi tornei. E così, nei momenti clou, tutto crolla.
L'Italia scelta da Gattuso non è stata una squadra dall'età media troppo bassa o troppo alta rispetto a quella delle 'vere' big di questi anni, ovvero quelle in grado di vincere trofei: dalla Spagna alla Francia, passando per l'Argentina, le rose scelte dai vari commissari tecnici non hanno certo una grande differenza rispetto a quella azzurra. Ciò che differisce è la composizione delle grandi squadre Nazionali: De La Fuente, Deschamps, Scaloni e colleghi convocano esperti Under 30 con una bacheca piena di trofei o comunque in grado di lottare nei tornei fino alle ultime fasi, mentre i giovani sono da anni inseriti ugualmente all'interno di squadre che dominano in patria e all'estero.
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