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Simone Inzaghi Inter 2024Getty Images

Inzaghi non si fida del +15: "Dobbiamo restare concentrati"

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L'Inter sembra avere già in tasca un bel pezzo di Scudetto, ma non ditelo a Simone Inzaghi.

Dopo la vittoria - sofferta - col Genoa, il tecnico nerazzurro invita a tenere alta la guardia nonostante il +15 sulla Juventus.

Inzaghino a 'Sky' rigetta investiture, prediligendo la massima allerta in vista del finale di stagione.

  • "RESTIAMO CONCENTRATI"

    "Chiaramente abbiamo il destino nelle nostre mani - ha detto l'allenatore dell'Inter - Abbiamo messo 15 punti tra noi e la Juventus in 33 giorni, ma dobbiamo restare concentrati. Sono tanti anni che sono nel calcio, so come funziona. Davanti ci sono ancora tante partite e ora prima della sosta avremo tre gare molto impegnative con Bologna, Atletico Madrid e Napoli".

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  • "INTER COME LA RED BULL? GRAZIE AL LAVORO"

    "Dobbiamo continuare così e cercare di lavorare come stiamo facendo. I ragazzi sanno quali sono i nostri obiettivi, in campionato mancano ancora 33 punti e sappiamo che non dobbiamo mollare. Sento che qualcuno ci paragona alla Red Bull... Ad agosto non lo eravamo, lo siamo diventati col tempo. È il lavoro che ci ha fatto diventare così".

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  • SU CALHANOGLU E FRATTESI

    "Frattesi si è scaldato con tutti gli altri, ma non si sentiva al massimo e fermandosi ha dimostrato grandissima maturità. Domenica aveva dato buone sensazioni, ma quando ha cominciato a scaldarsi ha preferito evitare. Mancano 4 giorni a Bologna e vedremo di portarlo con noi".

    "Spero che lui e Calhanoglu possano recuperare per il 'Dall'Ara', nelle prossime 3 gare avrò bisogno di tutti".

  • "ARNAUTOVIC E SANCHEZ FONDAMENTALI"

    "Le rotazioni me le suggeriscono il campo e l'allenamento. Penso ad Arnautovic e Sanchez non siano una sorpresa, sono fondamentali da inizio anno pur avendo trovato davanti Thuram e Lautaro. In questo percorso se non avessi avuto loro due non saremmo qua, soprattutto nel 2024".

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  • "NON LAMENTIAMOCI DEGLI ARBITRI ITALIANI"

    "Guardando l'estero, dico che in Italia siamo fortunati e non possiamo lamentarci della nostra classe arbitrale. Tutti noi dobbiamo cercare di aiutarli: il grandissimo passo avanti ci sarà quando non chiederemo più chi dirige la partita o chi è il VAR".

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