Pubblicità
Pubblicità
Agnelli Nedved ArrivabeneGetty Images

Inchiesta Prisma: atti da Torino a Roma, lo ha deciso la Cassazione

Pubblicità

L'Inchiesta Prisma si sposta nelle stanze di Roma. A stabilirlo è stata la Cassazione, dichiarando l'incompetenza territoriale di Torino.

Accolti, dunque, i ricorsi presentati dalla Juventus dai 12 indagati tra cui Andrea Agnelli, Maurizio Arrivabene, Pavel Nedved e Fabio Paratici.

Ora carte in mano ai magistrati capitolini - come chiedevano i legali bianconeri e delle persone coinvolte nelle indagini - e non più presso gli uffici del capoluogo piemontese.

  • INCOMPETENZA TERRITORIALE DI TORINO

    La Corte di Cassazione, come detto, ha disposto "la trasmissione degli atti a pubblico ministero presso il Tribunale di Roma" dichiarando Torino territorialmente incompetente.

  • Pubblicità
  • L'UDIENZA

    La novità è giunta in seguito all'ultima udienza: la Cassazione si era riservata 5 giorni per fornire una risposta alla richiesta avanzata dalla Juve e dagli indagati, ma ha emesso parere anticipato. I pm Gianoglio e Bendoni avevano invitato a non far traslocare l'Inchiesta da Torino, scelta invece poi presa.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • ROMA E NON MILANO

    Se Milano (sede della Borsa) sembrava la sede più verosimile in cui trasferire gli atti, alla fine si è stabilito che questi finissero sui tavoli romani, dove adesso i fascicoli dovranno essere riesaminate dal principio.

  • L'INCHIESTA PRISMA

    L'Inchiesta Prisma, avviata nell'autunno del 2021, è partita da alcuni controlli Consob e Covisoc e riguarda operazioni effettuate dalla Juve.

    I reati contestati sono quelli di manipolazione del mercato, dichiarazione fraudolenta, false comunicazioni sociali ed ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0