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Immobile, Scamacca, Kean e Raspadori a segno: la corsa alla 9 dell'Italia si infiamma

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La questione viene sollevata con cadenza pressoché periodica. E non ha ancora una risposta davvero completa. Ma chi è il numero 9 dell'Italia di Luciano Spalletti, il centravanti - vero, falso, fate voi - destinato a piazzarsi tra i due esterni per completare il tridente?

Bella domanda. Anche perché, da quando ha sostituito Roberto Mancini, l'ex allenatore del Napoli ha alternato il 9 come una trottola. Partendo con Ciro Immobile in Macedonia del Nord, proseguendo con Giacomo Raspadori contro l'Ucraina, quindi Moise Kean alternato allo stesso Raspadori contro Malta e infine Gianluca Scamacca in Inghilterra.

A due settimane circa dal doppio impegno che definirà se l'Italia potrà partecipare ai prossimi Europei, oppure se dovrà passare nuovamente per le forche caudine dei playoff, ecco una buona notizia: nel weekend quasi tutti i papabili sono andati a segno. O meglio, due no: Mateo Retegui e lo stesso Kean. Ma con discrete attenuanti.

L'italo-argentino è rientrato contro la Salernitana dopo un mese, durando appena un tempo. Mentre lo juventino, contro il Verona, due reti se l'è viste annullare. Ma in questo caso si può tranquillamente fingere il contrario.

  • Immobile ItalyGetty

    IMMOBILE E IL RIGORE AL 95'

    Ciro è il centravanti dell'Italia campione d'Europa. Campione nonostante il suo scarso feeling con la maglia della Nazionale, ha sempre sussurrato qualcuno. Eppure Mancini non ha mai rinunciato a lui, facendone un perno del proprio progetto tecnico-tattico fino al trionfo di Wembley.

    Era un altro Immobile, quello. Un bomber capace di sfondare la ventina, addirittura la trentina, in campionato. Oggi il capitano laziale - e primo capitano anche di Spalletti - vive mesi complicati, però spesso arriva il sole dopo la tempesta: lunedì contro la Fiorentina ha fatto spazio al suo vice, Castellanos, poi è entrato in campo nel finale e ha deciso il posticipo con un rigore pesantissimo al quinto minuto di recupero.

    Segnali. Che Immobile c'è, che ha il desiderio di rialzare la testa. Spinto dall'affetto della gente biancoceleste e dalla stima di Spalletti. Contro Macedonia del Nord e Ucraina, le ultime due partite del girone, servirà anche lui.

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  • Scamacca ItalyGetty

    SEGNALI DA SCAMACCA

    Quel guizzo ravvicinato a superare Pickford, proprio nel paese e nella città dove non è riuscito a sfondare con il West Ham, Gianluca Scamacca se lo ricorda ancora. Peccato solo che non sia servito rigorosamente a nulla, nell'ottica di un risultato che alla fine ha visto l'Inghilterra imporsi per 3-1 sull'Italia.

    Un'altra buona notizia, dopo il ruggito di Immobile, è che Scamacca è particolarmente in forma. Lunedì, un paio d'ore circa prima che Ciro vincesse la resistenza della Fiorentina, era stato il centravanti romano ad abbattere praticamente da solo l'Empoli: doppietta, un'altra rete annullata, una traversa e chi più ne ha più ne metta.

    Spalletti, ironia del destino, era a Empoli. Nello stadio dov'è diventato bandiera da calciatore e qualcuno da allenatore. Ha preso appunti, ha visto con i propri occhi i progressi di Scamacca. Altro sorriso.

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  • Moise Kean Italy MaltaGetty

    KEAN E I GOAL ANNULLATI

    Moise Kean, ecco. L'attaccante con l'asterisco. Perché vai a vedere il suo score realizzativo stagionale e scopri che è ancora fermo a uno zero apparentemente desolante. Però qui serve scavare un pochino più in profondità per capire come dietro ai freddi dati si nasconda ben altro.

    C'è, ad esempio, che Kean è uno degli uomini più in forma della Juve. Che in campionato avrebbe segnato, sì, e non una ma ben tre volte, solo che quei goal glieli hanno annullati tutti e tre: due contro il Verona, sabato sera, e un altro nel derby di inizio ottobre contro il Torino. Sfortuna pura associata a un rendimento in crescita.

    "Non meritava assolutamente di uscire", ha detto di lui Massimiliano Allegri dopo la partita contro l'Hellas, ed è vero. Di più: questo Kean, in attesa che Chiesa ritrovi la miglior condizione, è un titolare della Juve. E ora, sperando di far più di quanto visto contro Malta a metà ottobre, aspira a convincere anche Spalletti.

  • Raspadori ItalyGetty

    JACK DI CUORI

    I cuori sono quelli dei tifosi del Napoli e di Rudi Garcia, che hanno trovato in Giacomo Raspadori un elemento in grado di non far rimpiangere troppo Victor Osimhen. Per quanto sia possibile non rimpiangere il capocannoniere dello scorso campionato e simbolo massimo dello Scudetto azzurro, naturalmente.

    Raspadori non è un centravanti puro. Non ne ha le caratteristiche. Però sa farlo. E sa segnare: a Berlino contro l'Union ha piazzato la zampata da tre punti, quindi si è ripetuto contro il Milan su calcio di punizione.

    Se oggi esiste un intoccabile nell'attacco dell'Italia, quantomeno a livello di convocazioni, sembra proprio essere lui. Sfrontato, timoroso di nessuno, pure con quel pizzico di killer instinct necessario per chi fa il suo mestiere. Ma ora Jack è in buona compagnia, perché anche i suoi concorrenti hanno cominciato a ingranare. La migliore delle notizie per Spalletti.

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