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Atalanta overachievers Europa League final GFXGOAL

Il ritorno di Scamacca e non solo: i 5 motivi per cui l'Atalanta deve credere nell'impresa contro il Bayer Leverkusen

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Missione miracolo. Non tanto per la forza dell'Atalanta, evidente a tutti anche quest'anno nonostante la bruciante sconfitta nella finale di Coppa Italia, quanto per quella del super Bayer Leverkusen di Xabi Alonso. Ancora imbattuto e, apparentemente, imbattibile.

A Dublino la curiosità principale verso la grande finale è proprio questa: capire come potrà la squadra di Gian Piero Gasperini scardinare il muro quasi insormontabile eretto dai tedeschi, campioni della Bundesliga con una vita d'antecedenza e a caccia pure di Europa League e Coppa di Germania. Senza mai perdere, appunto. Almeno fino a oggi.

Pare una sorta di mission impossible, come detto. Il Leverkusen è reduce da 51 risultati utili consecutivi, striscia mostruosa che non accenna a chiudersi. E ha tutta l'intenzione di conquistare il Treble da imbattuto: dopo il campionato, anche la coppa internazionale e quella domestica. Nessuno mai ci è riuscito.

Però l'Atalanta ci proverà. Ha l'obbligo di farlo, così come ci ha provato in semifinale la sfortunata Roma, raggiunta negli ultimi minuti dopo aver sognato almeno di prolungare la doppia sfida ai tempi supplementari.

Si riparte da qui. Ma anche dal ritorno di Gianluca Scamacca, assente a Roma contro la Juventus. E, in generale, dall'appuntamento con la storia di una squadra per la quale, questa sera, i motivi per crederci non mancheranno.

  • Atalanta GasperiniGetty Images

    ESSERE SFAVORITI PUÒ NON ESSERE UN MALE

    Una settimana fa, l'Atalanta è arrivata alla finale di Coppa Italia da favorita. O almeno, questo diceva il campo: di fronte una squadra che volava - la Dea, appunto - contro un'altra piena di problemi da mesi, tra risultati a singhiozzo e un allenatore costantemente nel mirino.

    Alla fine è andata com'è andata: la Juventus ha segnato subito con Vlahovic, l'Atalanta ci ha capito poco, è stata imbrigliata e non è più riuscita a risalire la china.

    Questa volta il favoritismo, ovvio, è tutto dalla parte del Bayer Leverkusen. Che è più forte e che fin qui non ha perso neppure una partita. Può non essere un male, può liberare la Dea da un pizzico di ansia da prestazione. Fermo restando che i nerazzurri sono ben consci di essere di fronte a un appuntamento con la storia: tenere a bada i tremori, in notti così, non è per nulla semplice.

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  • LA VERA ATALANTA NON È QUELLA DI ROMA

    Troppo deludente per essere vera, l'Atalanta vista contro la Juventus. Dei guizzi offensivi che le hanno permesso di tornare in Champions League, ma anche di giocarsi due finali in una settimana, sette giorni fa si è visto poco.

    L'aspetto positivo è che quella non è la vera Atalanta. La vera Atalanta è quella vista nella semifinale di ritorno contro il Marsiglia: fisicamente in forma, offensivamente roboante, a tratti dirompente come un fiume in piena. La Dea che si dovrà (ri)vedere a Dublino, per avere concrete speranze di scrivere la storia.

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  • Scamacca AtalantaGetty Images

    TORNA SCAMACCA, L'UOMO PIÙ IN FORMA

    Quanto è mancato Gianluca Scamacca contro la Juventus. E del resto come poteva non avvertirsi la mancanza dell'uomo più in forma della squadra, autore di 18 reti stagionali di cui 5 (con 3 assist a corredo) nelle ultime 6 giornate di Serie A?

    A Roma, Gasperini ha patito oltremisura l'assenza di un riferimento offensivo. Lo ha sottolineato lo stesso allenatore in conferenza stampa: "Il fatto che non abbia giocato ci è pesato, perché non abbiamo un giocatore simile a lui in attacco. Per noi sarebbe stato fondamentale". Rimarcando anche che "negli ultimi mesi ha avuto dei miglioramenti notevoli, sia come goal che come prestazioni".

    Questa sera Scamacca ci sarà. In semifinale ha segnato al Marsiglia, nei quarti e negli ottavi aveva già matato Liverpool e Sporting. L'uomo chiave per scardinare il bunker tedesco sarà lui.

  • "NESSUNO È IMBATTIBILE": E LA ROMA HA TRACCIATO LA STRADA

    34 partite su 34 senza sconfitte. Una striscia pazzesca di 51 risultati utili consecutivi. Un Treble da imbattuta che si sta palesando lì, dietro l'angolo: altre due partite senza perdere e sarà realtà. E sarà storia. O meglio: leggenda.

    Ma ogni regola ha un'eccezione. Anche nel calcio. Tutte le strisce d'imbattibilità sono destinate a terminare, prima o poi. "Tutti sono battibili - ha detto Marten de Roon, assente per infortunio ma a Dublino con la squadra - forse la svolta possiamo darla noi. Li abbiamo analizzati. E poi non si può alzare una coppa senza battere i più forti".

    La Roma ha tracciato la strada in semifinale. Alla fine non ce l'ha fatta, ma è andata a tanto così dal portare la doppia sfida ai supplementari. E dall'infliggere la prima sconfitta al Bayer Leverkusen. L'esempio da seguire è questo.

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  • IN GARA SECCA PUÒ ACCADERE DI TUTTO

    Infine, occhio al particolare: l'Atalanta tecnicamente ha l'obbligo di non perderla, più che di vincerla, visto che al 90' in caso di pareggio la finale proseguirà con i tempi supplementari ed eventualmente i calci di rigore.

    In gara secca, poi, può succedere di tutto. Anche che il Bayer Leverkusen incappi nella serata storta. L'Atalanta, incapace di superare una Juventus in crisi una settimana fa, ne ne sa qualcosa.

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