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Conte Lukaku Van DijkGetty Images

Il retroscena di Antonio Conte: "Al Chelsea volevo Lukaku e Van Dijk, con loro avremmo dominato"

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Antonio Conte non allena ormai da un po', da quasi un anno. Da quando, cioè, ha lasciato il Tottenham alla fine di marzo 2023, poche settimane dopo l'eliminazione dagli ottavi di finale di Champions League per mano del Milan.

In Inghilterra, nonostante con gli Spurs non sia finita bene, Conte ha lasciato un gran ricordo. Merito principalmente della prima stagione al Chelsea, il 2016/17, nella quale ha portato i Blues a dominare e a vincere la Premier League a due anni dall'ultimo trionfo.

Il rammarico, semmai, è uno: quel Chelsea avrebbe potuto vincere molto di più sotto la guida di Conte, se solo un paio di obiettivi di mercato dell'estate seguente al titolo si fossero concretizzati.

  • "ABBIAMO PARLATO CON LUKAKU E VAN DIJK"

    Di chi si tratta? Di Romelu Lukaku e Virgil van Dijk. Uno nel 2016/17 era in forza all'Everton, l'altro al Southampton. Conte e il Chelsea ci hanno provato con entrambi, ma senza successo.

    “La mia storia dice che nei miei club sono sempre arrivato in una situazione difficile e con problemi - ha raccontato Conte nella lunga intervista odierna al 'Daily Telegraph' - Io costruisco sempre. Dopo la mia prima stagione al Chelsea, quando abbiamo vinto il titolo, avremmo potuto dominare in Inghilterra. Abbiamo parlato con Lukaku e van Dijk, con quei due campioni avremmo potuto cambiare la situazione”.

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    Basta ripercorrere le carriere recenti di Lukaku e Van Dijk per scoprire che cos'hanno combinato il belga e l'olandese negli anni a venire. Il centravanti quella stessa estate (2017) si è ricongiunto con José Mourinho al Manchester United; l'olandese ha preso la via di Liverpool qualche mese dopo, preparandosi a vincere Champions League e Premier League.

    E Conte? Si è visto recapitare Alvaro Morata. Un matrimonio che non ha funzionato, né dal punto di vista individuale né di squadra: nell'anno post titolo, i londinesi hanno chiuso al quinto posto a -30 dal Manchester City campione.

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  • LA COSTRUZIONE DI CONTE

    Quando Conte parla di "costruzione", in ogni caso, ha ragione. La sua prima Juventus, quella del 2011/12, arrivava da un lungo digiuno di Scudetti, da due settimi posti e naturalmente dalla Serie B. L'Inter non vinceva il campionato da un decennio. Il Chelsea era reduce dall'annata dell'allontanamento di José Mourinho. Per non parlare dell'Italia, impoverita rispetto al passato.

    Conte ha portato tutte alla vittoria. E di vittoria si può parlare anche nel caso della Nazionale, portata nel 2016 a un passo dalla semifinale degli Europei francesi. Anche se la sua costruzione, qui, è stata vanificata dalle successive estromissioni dai Mondiali.

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