Bocciato. Via la diplomazia, via i mezzi termini: la prestazione di Dusan Vlahovic nel Derby d'Italia tra Inter e Juventus non si è nemmeno lontanamente avvicinata alla sufficienza. Se n'è reso conto lui, lo abbiamo visto tutti in maniera piuttosto limpida.
Vlahovic, probabilmente, è il simbolo perfetto di una Juve da "vorrei ma non posso". Una squadra che ci avrebbe anche provato, se non fosse stato per quella costante sensazione d'inconsistenza offensiva che, in fondo, ha pervaso la prestazione di Madama quasi dal primo all'ultimo minuto.
Non ha creato grattacapi, Vlahovic. E quando avrebbe potuto farlo, si è complicato la vita con le sue stesse mani e i suoi stessi piedi. Un passo indietro pesante che pochi, a dirla tutta, sarebbero stati in grado di prevedere.
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