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Retegui AtalantaGetty Images

Il paradosso di Retegui: è il capocannoniere della Serie A, ma all'Atalanta è diventato il primo sacrificabile

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Bando alle ciance: contro il Cesena, nell'ottavo di finale di Coppa Italia in programma nel pomeriggio, Mateo Retegui ci sarà. Anche perché mancherà il compagno di reparto Lookman, che Gasperini ha saggiamente deciso di tenere a riposo in vista dei prossimi impegni di campionato.

È una gara, quella contro i romagnoli, che non scalda troppo gli animi. Semplicemente perché è la competizione stessa, almeno fino ai quarti o alle semifinali, a non riuscire a farlo. Ma per Retegui si tratta di una sfida particolarmente importante: una di quelle in cui devi dimostrare davvero chi sei, metterti in luce e in mostra davanti agli occhi del tuo allenatore.

The Pitch: https://www.goal.com/it/liste/lo-strepitoso-stato-di-forma-di-kelleher-il-miglior-secondo-portiere-del-mondo-rigori-parati-in-serie-alisson-dimenticato/bltf7d67e0a84dabed2

Sembra paradossale, considerando di chi si parla: del capocannoniere della Serie A (12 goal in 16 giornate, a -1 c'è l'interista Thuram) e del centravanti titolare dell'Italia. Ed in effetti paradossale, da un certo punto di vista, lo è davvero: Retegui ha perso parzialmente posizioni nelle gerarchie di Gasperini.

  • UN PERIODO COMPLICATO

    Guardando allo score realizzativo di Retegui, si scopre che i numeri magici di inizio stagione sono scomparsi: l'ex attaccante del Tigre ha messo a segno appena tre reti nell'ultimo mese e mezzo, peraltro consecutive, tra il guizzo isolato col Parma (23 novembre) e la doppietta in casa dello Young Boys in Champions League (26 novembre).

    Complicato, il periodo di Retegui, lo è anche dal punto di vista delle presenze in campo. Dall'inizio di novembre a oggi, ovvero nelle ultime nove partite, l'italo-argentino è stato schierato dal primo minuto da Gasperini sei volte. Nelle restanti tre è partito dalla panchina. E a Cagliari è uscito dopo appena 45 minuti. Normale amministrazione pensando ai tanti impegni della Dea, meno quando si parla del miglior marcatore del campionato.

    Va poi analizzato il tipo di partite in cui Retegui si è inizialmente seduto in panchina: contro il Napoli, il Milan e il Real Madrid. Come a dire che nelle partite clou la formazione d'avvio ideata da Gasperini non ha mai previsto la sua presenza. L'eccezione è rappresentata dal posticipo di Roma contro i giallorossi del 2 dicembre.

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  • TRIDENTE IN SOFFITTA?

    Proprio la gara contro la Roma è l'unica, nell'ultimo mese e mezzo, in cui Gasperini si è lasciato tentare dal tridente più puro che la propria rosa possa mettergli a disposizione. Ovvero quello formato dai tre grandi protagonisti principali di questo stupefacente avvio di stagione: Retegui, appunto, e poi De Ketelaere e Lookman. Ironia della sorte, ad andare a segno quella sera è stato un subentrato offensivo come Zaniolo.

    Per il resto, il Gasp ha sempre messo sul campo soluzioni diverse. E a giovare di tutto ciò è stato Mario Pasalic, uno che teoricamente dovrebbe ricoprire il ruolo di dodicesimo giocatore: zitto zitto il jolly croato ha già collezionato 21 presenze stagionali, giocando dal primo minuto contro Real Madrid, Napoli, Milan. Anche a Cagliari è partito dall'inizio, lasciando il campo a meno di mezz'ora dal 90'.

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  • Mateo Retegui Napoli Atalanta Serie AGetty

    LA SVOLTA DI NAPOLI

    Il giorno della svolta è stata il 2 novembre. La domenica in cui l'Atalanta ha fatto davvero capire a tutti di essere una candidata credibile alla lotta per lo Scudetto, andando a maramaldeggiare a Napoli e imponendosi con un clamoroso 3-0 in casa dell'allora capolista della Serie A.

    In quell'occasione Gasperini ha sorpreso tutti per la prima volta, lasciando Retegui in panchina e schierando Pasalic alle spalle di una doppia punta, ovvero De Ketelaere e Lookman. La mossa ha funzionato, come del resto suggerisce il risultato finale. Il nigeriano ha bucato per due volte Meret, il centravanti della Nazionale è entrato in campo nel secondo tempo e a sua volta ha lasciato il segno chiudendo i conti nel finale.

    Parlando nel post partita di Retegui, ma anche dell'apporto atteso da giocatori meno utilizzati come Samardzic e Zaniolo, Gasperini ha spiegato in quell'occasione che "si può essere decisivi anche dalla panchina, soprattutto in periodi in cui si gioca frequentemente".

  • LA PARTITA COL MONZA

    Nulla di strano, insomma, se non fosse che da quel momento l'allenatore dell'Atalanta ha fatto sempre più fatica ad affidarsi a tre attaccanti puri. E a farne le spese, come detto, è stato anche Retegui. Soprattutto nelle partite che hanno rappresentato una sorta di esame per la Dea, dal Milan in campionato al Real Madrid in Champions League.

    Le prime avvisaglie che qualcosa sarebbe cambiato si erano avute nel 2-0 al Monza del 30 ottobre scorso, in infrasettimanale. Punteggio finale elastico, ma solo apparentemente. Perché a lungo l'Atalanta era stata imbrigliata dai brianzoli di Nesta, non riuscendo per larghi tratti della gara a trovare il bandolo della matassa e venendo graziata da arbitro e VAR, giunti ad annullare il vantaggio ospite in uno degli episodi più controversi dell'intero campionato.

    Lì, evidentemente, Gasperini ha deciso di modificare le carte. Difficilmente sostenibile per qualunque squadra, a meno che tutti riescano veramente a fare tutto, il tridente è diventato una specie di opzione di riserva anche nell'Atalanta. Anche perché nel frattempo hanno trovato sempre più spazio e minuti i vari Samardzic e Zaniolo, ulteriori alternative in un reparto offensivo di primissimo livello.

    A differenza di Retegui, che non è del tutto statico ma è pur sempre una punta centrale, De Ketelaere e Lookman hanno la capacità di partire larghi. E, di conseguenza, di aprire gli spazi per gli inserimenti dei centrocampisti oppure dello stesso Pasalic: uno che, effettivamente, questo movimento ad arrivare da dietro ce l'ha nelle corde.

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  • OPERAZIONE RISCATTO

    L'operazione riscatto di Retegui parte oggi. Sarà l'ex genoano a guidare l'Atalanta contro il Cesena, formazione di Serie B. Potenzialmente è l'occasione giusta per tornare a splendere, ovvero a segnare, e per inserire una pulce nell'orecchio di Gasperini.

    Retegui ha voglia di riprendersi il posto anche nelle partite che più contano, ma sa benissimo come il Gasp ragioni in maniera diversa. Anche a costo di centellinare l'impiego del capocannoniere della Serie A. Per questo anche un ottavo di finale di Coppa Italia, contro un avversario di categoria inferiore, può rappresentare un esame da non fallire. Per il futuro si vedrà.

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