Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Theo Hernandez Fiorentina MilanGetty Images

Il Milan ricasca nei vecchi problemi: da Tomori a Theo Hernandez, la difesa torna a tradire

Pubblicità
"Difensivamente non penso che la squadra sia cresciuta tanto, anche se siamo più vicini a quello che penso che possa fare. Mi piacerebbe vedere altre cose, ma queste sono le caratteristiche dei giocatori".

Paulo Fonseca aveva già lanciato un mezzo allarme in tempi non sospetti. Ovvero, paradossalmente, dopo la vittoria nel derby. Occhio ai facili entusiasmi, era il senso delle sue parole: in difesa il Milan non è guarito completamente. Anche se prima di Firenze aveva incassato un solo goal in tre partite in campionato.

La notte del Franchi, dolorosa dal punto di vista del risultato perché impedisce ai rossoneri di appaiare l'Inter alla sosta a -2 dal Napoli, ripropone vecchi dubbi e vecchie questioni. No, evidentemente il Milan non è guarito. Dal punto di vista collettivo e neppure individuale, considerando quel che s'è visto in campo.

  • GOAL EVITABILI

    I due goal della Fiorentina sono sgorgati da altrettanti pezzi di bravura dei due marcatori, e questo è indubbio: l'iniziativa personale di Adli prima, la rasoiata vincente di Gudmundsson poi. Ma c'è molto altro.

    C'è, ad esempio, che Adli ha avuto troppo spazio per girarsi in occasione di una rimessa laterale, portar palla e scaricarla alle spalle di Maignan. Favorito dalla mancata reazione del portiere avversario, forse, e certamente da una difesa in versione belle statuine.

    E che dire della seconda rete viola, quella decisiva? De Gea rilancia addirittura dalla propria area e Tomori buca completamente il tempo dell'intervento aereo, consentendo a Kean di servire Gudmundsson e all'islandese di beffare Maignan per la seconda volta.

  • Pubblicità
  • Paulo Fonseca MilanGetty Images

    "DIFFICILE DA SPIEGARE"

    "Io penso che sia difficile da spiegare come hanno segnato - si è lamentato Fonseca a DAZN, imbeccato da Massimo Ambrosini al termine della partita - Per me è mancanza di aggressività. Non penso che sia stato un problema di struttura, bensì di mancanza di rigore. Gli uomini davanti non sono stati così rigorosi nel chiudere gli spazi. Non siamo aggressivi, loro iniziano una giocata lunga e vincono la seconda palla. Questo è mancato".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • LA NOTTE NERA DI THEO

    Alla saga degli orrori ha partecipato anche Theo Hernandez, un altro particolarmente sottotono al Franchi. Il francese è sembrato svagato, messo in difficoltà dalle incursioni palla al piede di Colpani e dalle sovrapposizioni di Dodô.

    Proprio Theo, prima di sbagliare a sua volta un calcio di rigore al termine del primo tempo, ne aveva regalato uno alla Fiorentina: lo stesso Dodô lo aveva anticipato in area e lui era entrato a contatto con il suo piede. Penalty, almeno da regolamento. Non per Fonseca, che dopo la partita si è lamentato parlando senza troppi giri di parole di "circo".

  • FIRENZE DOPO LEVERKUSEN

    Un primo campanello d'allarme dal punto di vista difensivo si era avvertito già a Leverkusen in Champions League. Paradossalmente, in una serata in cui il Milan aveva rimediato appena un goal al cospetto di un avversario abituato a segnarne - e pure a subirne, vedi il 2-2 del weekend contro l'Holstein Kiel - parecchi.

    Alla BayArena era stato in primis Emerson Royal a finire sul banco degli imputati. Il brasiliano aveva concesso spazi enormi a Grimaldo, che più volte lo aveva fatto ballare con la collaborazione di Wirtz e degli altri compagni.

    Non bene lo stesso Theo Hernandez, nonostante la traversa colpita nel finale. Così come Tomori, fuori posizione nell'azione del sigillo decisivo di Boniface e già colpevole in occasione dell'altra rete annullata nel primo tempo al nigeriano.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • RESISTE SOLO GABBIA

    L'unico a essersi mantenuto su livelli piuttosto costanti, senza commettere errori decisivi o particolarmente visibili, alla fine è stato Matteo Gabbia. Ovvero il migliore della difesa del Milan anche contro la Fiorentina.

    Da quando Fonseca lo ha lanciato dal primo minuto, confermandolo nel derby ed esultando al suo colpo di testa del 2-1, l'ex Villarreal ha dato prova di stabilità. Non è un caso che non sia più uscito dall'undici titolare, scalzando l'acquisto estivo Pavlovic. Se n'è accorto anche Luciano Spalletti, che lo ha convocato per i prossimi impegni dell'Italia in Nations League.

    "La convocazione in Nazionale è una bella soddisfazione - ha detto Gabbia a Milan Tv - arriva in un momento in cui sto avendo continuità al Milan. Il mio focus rimane sempre il Milan, poi se arriva la chiamata della Nazionale tanto meglio".

  • Fofana MilanGetty Images

    IL DATO

    Quanto ai numeri generali, ancora una volta non sono troppo positivi: in questo campionato il Milan ha subìto 9 goal nelle prime 7 giornate, ovvero più di uno a partita. Anche se è in buona compagnia: pure l'Inter, il cui rendimento difensivo è ben lontano da quello dello scorso anno, si trascina dietro lo stesso dato.

    Delle prime 10 del torneo, il Milan non è certo la migliore da questo punto di vista ma neppure la peggiore. Sta nel mezzo, semplicemente. La porta della Juventus è stata violata per la prima volta dal Cagliari, il Napoli dopo Verona ha chiuso la propria a doppia mandata (5). Ma Lazio, Udinese, Torino e Atalanta hanno tutte fatto peggio.

    Certo, va necessariamente migliorato il rendimento dello scorso campionato: quei 49 goal al passivo che hanno fatto del Milan la squadra col secondo peggior rendimento difensivo delle prime 10. Peggio anche del Napoli decimo. Perché l'attacco non potrà sempre bastare per mettere una pezza alle sbavature di chi gioca là dietro. E Firenze né è una dimostrazione.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0