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Giroud Theo Hernandez MaignanGetty Images

Il Milan non parla francese: rossoneri "traditi" da Maignan, Theo Hernandez e Giroud

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"Je regrette quelque chose". Perdoni Edith Piaf la citazione con lo stravolgimento di uno dei suoi pezzi più celebri, ma la serata di Champions League del Milan lascia adito a più di un elemento di cui rammaricarsi.

Dal rigore che Giroud ha sparato tra le braccia di Kobel, allo svarione di Maignan che ha concesso ad Adeyemi la rete che ha chiuso la partita sul 3-1 per il Borussia Dortmund, la quinta sfida del girone è costellata di episodi sfavorevoli per i rossoneri.

La gara di San Siro ha dunque messo in evidenza un dato: il blocco francese nei suoi uomini più rappresentativi non ha dato il suo contributo a una serata che avrebbe potuto spalancare le porte della qualificazione agli ottavi al Milan.

  • VIVE LA FRANCE

    Negli ultimi tre anni, il Milan ha costruito intorno a Maignan, Theo Hernandez e Giroud una squadra che è riuscita a sovvertire i pronostici.

    Nel 2022 è arrivato lo Scudetto, strappato alla strafavorita Inter in un duello a distanza punto su punto terminato con i rossoneri avanti di appena una lunghezza rispetto ai rivali cittadini in classifica, mentre la scorsa stagione il club di Pioli è tornato in semifinale di Champions.

    Risultati ottenuti grazie ai goal di Giroud, le sgroppate dalla difesa di Theo e le parate, a volte ai confini della realtà, dell'ex portiere del Lille.

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  • L'HA SBAGLIATO GIROUD

    Contro il Borussia Dortmund il Milan doveva vincere a tutti i costi per mantenere più vive che mai le sue speranze di passaggio del turno.

    E dopo 6 minuti è arrivato un regalo inaspettato dai gialloneri: un fallo di mano in area con conseguente calcio di rigore.

    Sul dischetto si è presentato Olivier Giroud, che già pregustava il boato dei tifosi in seguito all'ennesima sua realizzazione a San Siro.

    Il francese si è però fatto neutralizzare il tiro da Kobel e qualche istante dopo il Borussia è passato in vantaggio con un altro calcio di rigore, stavolta fischiato a suo favore.

    Ma se non è da questi particolari che si giudica un giocatore, il resto della prestazione di Giroud non è stato all'altezza delle aspettative.

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  • THEO IMPALPABILE

    Se Olivier piange, Theo Hernandez non ride. L'esterno francese avrebbe dovuto arare la fascia sinistra, creando una costante superiorità numerica negli ultimi 25-30 metri sull'out mancino.

    La realtà è che invece l'esterno non è riuscito quasi mai nell'intento iniziale, privando la squadra di Pioli di una soluzione tattica intorno alla quale il Milan ha costruito le sue recenti fortune.

    Il contributo del francese è mancato anche e soprattutto nei ripiegamenti difensivi, spalancando la porta agli avversari.

  • NOT MAGIC MIKE

    Nemmeno Maignan, che solo tre giorni prima si era distinto per una clamorosa parata di faccia su Mandragora a pochi centimetri dalla porta, è riuscito a proteggere il Milan.

    Oltre a non essere riuscito a parare il rigore di Reus, dettaglio sul quale si può anche soprassedere, l'estremo difensore francese non è apparso impeccabile come posizionamento sul 2-1 dei tedeschi, per non parlare del goffo intervento sul tiro di Adeyemi poi terminato in porta.

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  • RESPONSABILITÀ CONDIVISA

    Addossare tutta la responsabilità ai tre francesi, per quanto siano i calciatori migliori in rosa al momento, sarebbe quantomeno ingiusto.

    A mancare, nella fredda notte di fine novembre a San Siro, è stato anche tutto il resto della squadra di Pioli, fatta eccezione per qualche lampo come quello che ha portato al pareggio momentaneo di Chukwueze.

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