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Castellanos Lazio VeneziaGetty Images

Il magic moment di Castellanos: esordio boom con la Lazio, prima convocazione con l'Argentina

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Non è mai semplice essere un erede di. Specialmente se il tuo predecessore ha segnato un'epoca. Specialmente se si chiama Ciro Immobile, e della Lazio ha rappresentato praticamente tutto: simbolo, idolo, capitano, miglior marcatore di sempre.

Per questo Valentin Castellanos, detto Taty, alla vigilia di una stagione così particolare non poteva non ritrovarsi con l'animo combattuto: da una parte la voglia di spaccare il mondo, di dimostrare di essere il perfetto successore di Immobile, di prendersi una volta per tutte la Lazio senza un concorrente così ingombrante; dall'altra il timore di non farcela, di farsi sopraffare da una responsabilità così pesante.

Ogni dubbio e ogni paura sono stati spazzati via all'esordio: la Lazio si è imposta per 3-1 sul Venezia e Castellanos ha ricoperto il ruolo del protagonista indiscusso. Con un goal segnato, altri sfiorati, un rigore guadagnato, una traversa, un palo. Di tutto e di più. Compreso l'inevitabile premio di MVP al termine della partita.

D'accordo, a facilitargli le cose ci hanno pensato i gentili regali degli sbadati difensori veneziani, Svoboda in primis. Ma poco cambia: l'esordio di Castellanos ha assunto i contorni di un sogno. E pure l'inizio della nuova settimana non è stato da meno.

  • LA PRIMA CONVOCAZIONE

    Il commissario tecnico dell'Argentina, Lionel Scaloni, ha diramato la lista dei 28 convocati per le due partite di qualificazione ai prossimi Mondiali che la Selección disputerà a settembre, in casa contro il Cile e poi in Colombia. E nell'elenco compare proprio il nome di Castellanos.

    Qual è la particolarità? Che mai, prima di oggi, Castellanos era stato chiamato dall'Argentina. O meglio: non era mai stato chiamato praticamente da nessuna selezione del proprio paese, escludendo l'Under 23 nel Torneo Preolimpico del 2020. Ma c'è sempre una prima volta, anche a quasi 26 anni.

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  • MAGIC MOMENT

    Castellanos sta entrando in una delle stagioni più importanti della propria carriera. Proprio per il motivo già citato: le attese su di lui sono enormi. Nella scorsa stagione l'argentino ha dovuto convivere con un Immobile già in declino, ma non è riuscito a rendere dolce il primo passaggio di consegne: solo quattro goal in campionato, nessuno in Champions League.

    Un'annata negativa impreziosita solo da qualche lampo: la doppietta al Frosinone nella prima notte senza Maurizio Sarri in panchina, quella nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Juventus. Inutile, quest'ultima, se è vero che ad andare in finale sono stati i bianconeri.

    Senza più il peso di dover lottare per una maglia con Immobile, e di doversi spesso accontentare delle briciole, Castellanos ha cominciato a liberarsi. Contro il Venezia si è visto un giocatore famelico, divoratore di spazi e palloni, vivace, sempre in movimento, capace di calciare più o meno da ogni posizione.

    Il Taty è stato un incubo per la difesa veneta a ogni tocco di palla. E poco importa che alla fine abbia segnato solo una volta: conta l'atteggiamento, conta lo spirito. In una parola: è sembrato un attaccante rinato. Tanto che anche il ct Scaloni si è convinto a inserirlo nella propria rosa, accanto a un mostro sacro come Lautaro Martinez.

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  • PAROLA D'ORDINE: FIDUCIA

    "Noi abbiamo cambiato molto, ma l'importante è la fiducia - ha detto Marco Baroni a DAZN dopo la partita - Quando consegni loro la piena fiducia, i giocatori possono rispondere sul campo. L'anno scorso qui c'era un signor attaccante che ha fatto la storia, per cui lui non aveva spazio. Quest'anno se l'è conquistato anche col lavoro fatto in ritiro. Deve crescere, deve essere un po' più cattivo, ma un po' tutta la squadra deve attaccare la porta con più cattiveria".

    E Castellanos gli ha fatto eco:

    "La responsabilità di avere sulle spalle l'attacco della Lazio è condivisa con chi gioca. Per me è importante la fiducia, far goal, aiutare la squadra a giocare bene. Il mio obiettivo personale per questa stagione è giocare di più".

  • POLE POSITION

    Obiettivo che, a meno di terremoti di qualsiasi tipo, Castellanos è destinato a centrare. Perché Immobile non c'è più, perché la Lazio gli ha affidato la sua eredità, ma soprattutto perché un giocatore così, quello visto domenica sera all'Olimpico, proprio non si può lasciare in panchina.

    Dovrà farsene una ragione Boulaye Dia, il nuovo arrivato, teorico concorrente di Castellanos per la maglia di unica punta dell'attacco laziale. Durante una stagione come sempre lunghissima e caratterizzata dal solito triplo impegno ci sarà spazio per tutti, ma la realtà dice che l'argentino oggi parte in prima fila e il senegalese in seconda.

    Manna dal cielo per la Lazio, che ha trovato in casa la continuità col passato. Per Castellanos, pronto a prendersi anche la Serie A dopo il Girona e la celeberrima quaterna al Real Madrid. E, da oggi, pure per l'Argentina.

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