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Lautaro Martinez InterGetty Images

Il digiuno di Lautaro Martinez, non segna da 8 partite e guarda Thuram volare: ma il Cagliari gli porta bene

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Batman si è trasformato in Robin e Robin si è trasformato in Batman. Ed è una mutazione che va avanti ormai da un po' di tempo. Da quando, cioè, Lautaro Martinez e Marcus Thuram sembrano essersi scambiati i ruoli nel reparto offensivo dell'Inter.

Se il francese è da qualche giorno il nuovo capocannoniere della Serie A in coabitazione con l'atalantino Retegui, Lautaro sta vivendo un periodo di digiuno piuttosto prolungato. L'ennesimo. Perché sì, non è la prima volta in carriera e da quando milita nel nostro campionato. Era già accaduto, anche più di una volta.


Però stavolta fa ancora più strano, perché si parla pur sempre dell'attaccante che solo pochi mesi fa ha chiuso in testa alla classifica marcatori. E che ora, per un motivo o per un altro, sta guardando Thuram segnare e l'Inter vincere senza le sue reti. Con una chance di redenzione chiamata Cagliari.

  • IL DIGIUNO

    Lautaro ha segnato solo cinque volte nelle prime 17 giornate. Un anno fa, allo stesso punto del campionato, i goal erano 18. Come si può agevolmente notare, non c'è paragone da questo punto di vista.

    A far pensare è anche e soprattutto il fatto che l'argentino non va a segno dall'inizio di dicembre: suo il guizzo da tre punti che in quell'occasione ha faticosamente consentito all'Inter di avere la meglio sul Venezia. Da lì, il buio: zero goal in campionato, in Champions League, in Coppa Italia contro l'Udinese.

    Totale: otto partite senza trovare la via delle porte avversarie. Anche se in realtà sarebbero... sei e poco più: una Lautaro l'ha saltata per febbre, ovvero quella di Verona, mentre un'altra, a Firenze, è stata sospesa per il malore capitato in campo a Bove.

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  • NON È LA PRIMA VOLTA

    Come sottolinea giustamente la Gazzetta dello Sport, non è la prima volta che Lautaro si ritrova costretto a inseguire un goal che non arriva. Nel 2021/2022, la prima stagione di Inzaghi all'Inter, il digiuno era stato ancora più lungo: 10 partite tra tutte le competizioni.

    Strano anche solo a pensarlo, è una situazione che si era già ripetuta anche nella scorsa stagione. Quella del titolo di capocannoniere. Lautaro si era fermato per otto partite di fila tra febbraio e maggio, tornando a sorridere a Frosinone. Il titolo di re della Serie A era già in tasca, ma quel digiuno gli aveva impedito di continuare ad accarezzare il sogno di eguagliare o battere il record di Higuain e Immobile (36 reti).

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  • INZAGHI: "TORNERÀ A SEGNARE"

    Lautaro Martinez non ha segnato neppure lunedì scorso contro il Como. E se l'Inter ha faticato parecchio per avere la meglio della sbarazzina formazione di Fabregas, il suo punto di riferimento è apparso un po' spento, senza la verve dei bei tempi.

    "È un momento, sono stato attaccante e conosco questi momenti - lo ha tranquillizzato Inzaghi dopo la partita - Contro la Lazio è stato uno dei più positivi. Lui vuole far goal ma deve continuare a lavorare in questo modo. Gli attaccanti fanno un grandissimo lavoro, anche giovedì Arnautovic e Taremi hanno fatto lo stesso lavoro di Thuram e Lautaro. L'anno scorso appena tirava faceva goal, adesso non è fortunatissimo. Tornerà a segnare come ha sempre fatto"

  • LA QUESTIONE DEL RUOLO

    Lautaro, più prosaicamente, si è dato una mezza spiegazione del perché le sue medie realizzative di quest'anno non siano lontanamente paragonabili a quelle della scorsa stagione: è anche una questione di ruolo, dice lui. O meglio: di compiti in campo. Perché l'argentino fa sempre l'attaccante, naturalmente, ma in maniera un pochino diversa rispetto al solito.

    "Sono un attaccante e vivo per il goal. Però si deve anche analizzare la partita che uno fa. E io in questi mesi sto giocando più lontano dall’area, perché mi piace far salire la squadra: è una cosa che sto aggiungendo al mio gioco e mi sento bene così.

    Thuram Sta più centrale e più avanzato, ma non è una cosa studiata: nasce dalla nostra intesa in campo. L’anno scorso spesso era lui che arretrava un po’ o si allargava, adesso tocca a lui fare più goal".

    A Sky, a inizio mese, a margine del Gran Galà del Calcio Lautaro aveva invece ammesso i propri patemi. Pur spostando il mirino sull'importanza della squadra più che del singolo.

    "So di essere un po' in difficoltà, in ritardo, devo lavorare di più. Ma è importante che l'Inter stia vincendo, mi dà felicità. Voglio essere quello dell'anno scorso, ma l'importante è che l'Inter stia in alto".

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  • IL CAGLIARI PER SBLOCCARSI

    Oggi l'Inter gioca a Cagliari e Lautaro ha già l'acquolina in bocca: dopo la Salernitana la seconda vittima preferita del Toro sono proprio i sardi, ai quali ha rifilato 9 reti in 7 partite (altre due gare le ha trascorse in panchina dall'inizio alla fine).

    Nello scorso campionato il capitano interista è andato a segno alla Unipol Domus, alla seconda giornata d'andata. E ora vuole ripetersi. Per mantenere la squadra lassù, ma anche per spezzare un digiuno realizzativo che ancora una volta comincia a diventare piuttosto fastidioso.

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