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Rade KrunicGetty Images

Il derby di Rade Krunic: campione d'Italia col Milan, sfida l'Inter con la Stella Rossa

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Qualcuno se l'è visto capitare in conferenza stampa ed è sobbalzato sulla sedia: ma davvero Rade Krunic gioca nella Stella Rossa? Tutto vero, sì. Ed è proprio quel Rade Krunic. Nessun caso di omonimia.

31 anni da compiere (tra meno di una settimana, il 7 ottobre), Krunic ha trasferito armi a bagagli in Serbia da pochissimo tempo. La Crvena Zvezda ha rappresentato per lui un'occasione di fuga dalla Turchia, dove ormai i suoi giorni calcistici erano finiti.

Ironia della sorte, rieccolo a San Siro. Con addosso una maglia bianca e rossa, e contro quell'Inter che in fondo conta parecchio nello scenario generale della sua carriera. Una notte dal sapore particolare.

  • L'ELEMENTO SILENZIOSO

    Facile capire perché: Krunic è proprio quel Krunic, come detto. L'ex giocatore del Milan. E con la maglia rossonera è sceso in campo più che con qualsiasi altra casacca: 139 volte tra campionato e tutte le altre competizioni ufficiali disputate (3 i goal, 6 gli assist).

    Il Milan lo ha prelevato dall'Empoli nell'estate del 2019. L'allenatore era Marco Giampaolo: altri tempi. Nei primi mesi non aveva funzionato praticamente nulla, né lui né nessun altro. Tanto che l'ex allenatore della Sampdoria era stato esonerato per far posto a Stefano Pioli. Da lì la lenta risalita, a livello di dignità e poi di risultati: la conquista di un posto in Champions League l'anno dopo, dello Scudetto quello dopo ancora, infine di una semifinale di Champions.

    Krunic è stato parte integrante di quella squadra. Sempre in silenzio, ma provando a farsi trovare pronto in ogni modo e in ogni ruolo: da centrocampista, da mezzala, da trequartista, da esterno, perfino da centrale difensivo (è accaduto davvero).

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  • L'ANNO DELLO SCUDETTO

    L'anno magico, naturalmente, è stato il 2021/2022. Per il Milan e per Krunic. La stagione in cui i rossoneri hanno riportato a casa uno Scudetto che mancava da tempo immemore, o quasi: dal 2010/2011, con Massimiliano Allegri in panchina e in campo i Gattuso, i Pirlo, i Nesta, i Seedorf, oltre a un più giovane Ibra.

    28 le presenze collezionate da Krunic in quel campionato: 15 da titolare, altre 13 entrando dalla panchina. Nel nostro Pagellone dedicato allo Scudetto del Milan, il suo voto fu 7,5.

    "Il bosniaco è uno di quei giocatori che tutti gli allenatori vorrebbero in squadra: duttilità e generosità al servizio del gruppo, mai una parola di troppo o uno sguardo inopportuno. Trequartista, mezzala, mediano, addirittura falso 9 contro la Salernitana o terzino per necessità contro il Genoa: una risorsa preziosissima per Pioli, che non ha mai nascosto di nutrire grande stima per l'ex Empoli".

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  • L'ESPERIENZA IN TURCHIA

    Krunic se n'è andato dal Milan, da esubero, meno di 12 mesi fa: nel gennaio di quest'anno il Fenerbahçe se l'è portato in Turchia in prestito con obbligo di riscatto. Un rinforzo di esperienza, di sostanza, per tentare di strappare al Galatasaray lo scettro della Super Lig.

    Il rapporto si è deteriorato ben presto. La scintilla tra Krunic e il Fenerbahçe non è scattata a causa di prestazioni non all'altezza. Scriveva un giornalista locale su Hurriyet, all'inizio di agosto, che quella tra l'ex rossonero e i turchi "è stata un'alchimia che non è scattata fin dall'inizio". Un altro rincarava la dose, spiegando che "Krunic non ha più credito agli occhi dei tifosi".

    Dopo 12 presenze da titolare nella seconda parte della scorsa stagione, e altre 3 nelle prime settimane di quella attuale, il Fenerbahçe ha così deciso di disfarsi di Krunic. Il nuovo mondo dell'ex milanista, dall'inizio di settembre, si chiama Stella Rossa.

  • "SONO RIMASTO MILANISTA"

    Non è un caso che proprio Krunic si sia presentato in conferenza alla vigilia di Inter-Stella Rossa, gara della seconda giornata del girone di Champions League. Rigorosamente con uno sguardo affettuoso nei confronti di un passato che non si può inserire in un cassetto.

    “Provo una grande emozione, qui ho trascorso tanto tempo della mia carriera - ha detto - Questa è un'occasione speciale, attendo con ansia la partita. Qui ho passato momenti brutti e bellissimi. Sono rimasto milanista nel cuore, sono stato contento di vederli vincere il derby. Ho una motivazione particolare per dimostrare perché ho fatto la scelta di venire qui”.

    Stasera Rade giocherà dall'inizio, come ha sempre fatto fin qui: 3 presenze in campionato, un'altra al primo turno nell'1-2 interno contro il Benfica. E tenterà di fare uno sgambetto a un avversario evidentemente favorito dal pronostico: avrebbe un sapore speciale.

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