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Lecce FiorentinaGetty Images

Il cambio di modulo, Gudmundsson, Colpani, De Gea: com'è cambiata la Fiorentina in un mese

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Si giocava al Via del Mare di Lecce, non a Wimbledon. Eppure la Fiorentina si è portata a casa una vittoria di dimensioni tennistiche. 6-0 esterno, e chi l'aveva mai visto? In Serie A non accadeva dal 1966, ma quella volta i viola si erano imposti per 6-2 a Venezia.

Cambia poco. Così come sposta poco il giudizio l'espulsione alla fine del primo tempo del giallorosso Gallo: la Fiorentina a quel punto era già in doppio vantaggio. A contare semmai è la definitiva - o almeno, così sperano da quelle parti - esplosione di una squadra costantemente in potenza, fino a poche settimane fa incapace di concretizzare le promesse.

In poco tempo è cambiato tanto. Sono cambiati i giocatori, è cambiato il modulo. E finalmente la nuova Fiorentina di Raffaele Palladino, mister gioventù, ha cominciato a mostrare il proprio volto. Quello che un po' tutti stavano attendendo.

  • IL CAMBIAMENTO TATTICO

    La svolta, volendo trovare un momento preciso, è avvenuta all'intervallo di Fiorentina-Lazio del 22 settembre. I biancocelesti stavano conducendo per 1-0 grazie a un colpo di testa vincente di Gila, affondando ancor di più un avversario che fin lì, tra campionato e Conference League, non aveva vinto neppure una volta.

    Palladino ha tolto un difensore, ovvero Martinez Quarta, e ha inserito al suo posto Gudmundsson. Ovvero l'acquisto più importante del mercato estivo. Fino a quel momento in campo non si era mai visto, tra qualche problema fisico e le necessità di viaggiare in Islanda per il famoso processo, da cui poi è uscito pulito. A cambiare quel pomeriggio è stato soprattutto il modulo: in soffitta il 3-5-2, spazio al 4-2-3-1.

    Da quell'intervallo di un mese fa, tutto è cambiato. Proprio Gudmundsson ha ribaltato da solo quella partita. E poi, dopo uno scialbo 0-0 nel derby di Empoli, sono arrivate tre vittorie di fila: contro i New Saints in Conference League, contro Milan e Lecce in campionato.

    Un caso? Forse no. E in effetti i dubbi generati dal ribaltone palladiniano rispetto al 4-3-3 di Italiano erano sorti sin da subito. La Fiorentina non è mai sembrata tagliata per un 3-5-2 o un 3-4-2-1, specialmente in fase difensiva. L'ingresso di Gudmundsson nell'undici titolare ha fatto il resto e l'ex allenatore del Monza, che già in Brianza aveva fatto sfoggio di flessibilità tattica, ha deciso di cambiare. Con successo.

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  • Andrea Colpani FiorentinaGetty

    ECCO COLPANI

    Alla fine è arrivato anche Andrea Colpani. Benvenuto: lo aspettavano tutti. Anche e soprattutto dal punto di vista realizzativo, se è vero che l'ex trequartista del Monza era ancora ancorato a quota zero prima di Lecce. In Salento il grande protagonista è stato lui, dando così seguito a quanto si auspicava qualche giorno prima.

    "Perché segno meno? Bella domanda… - diceva in un'intervista a Calciomercato.com - L'anno scorso sono partito forte, i numeri erano importantissimi. Io l'ho valutato come un processo naturale, anche a livello fisico visto che ho spinto tanto all'inizio. Tenere un ritmo alto tutto l'anno porta fisiologicamente ad un calo ad un certo punto dell'anno. Lo step successivo è lavorare per rendere questo calo meno frequente o magari meno impattante.

    Se ci si può aspettare un crescendo? Esatto, io sono arrivato un po' dopo e a Monza ho avuto un problemino, ho finito la preparazione un po' dopo rispetto ai miei compagni. Si può dire che sto entrando in forma in partita e non in allenamento".

    Colpani sta crescendo, effettivamente: è sotto gli occhi di tutti. Già contro il Milan aveva reso difficile la vita a Theo Hernandez, pur senza lasciare il segno con una rete o un assist. E ora si è pure sbloccato sotto porta. Senza Gudmundsson, uscito per infortunio a Lecce, le speranze della Fiorentina passano ancor più da lui.

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  • UN MERCATO DI ALTO LIVELLO

    Sta dando i propri frutti, in realtà, l'intero mercato organizzato in estate dalla Fiorentina. Mercato corposo, importante, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Tanto da soffrire in misura non esagerata la cessione alla Juventus di Nico Gonzalez, la stella della rosa nelle ultime stagioni.

    De Gea si è preso il posto tra i pali e non l'ha più mollato, diventando un mostro sui rigori tra Puskas Akademia e Milan. Kean si è preso le simpatie di Firenze nonostante il passato juventino: lotta, ha la mentalità giusta e segna pure, anche se ultimamente il fisico fa un po' le bizze. Gosens ha ritrovato la voglia di giocare a calcio dopo tanti patimenti extracalcistici.

    Palladino ha capito anche come far convivere i tanti centrocampisti presi negli ultimissimi giorni: Adli, Cataldi, Bove. Quest'ultimo, in pratica, fa l'esterno offensivo: impensabile al momento del suo arrivo. L'ex milanista ha segnato due volte, idem l'ex laziale. C'è spazio e gloria per tutti.

  • DOVE ARRIVA LA FIORENTINA?

    La classifica, finalmente, è un bel vedere: la Fiorentina è quinta, a -1 dal quarto posto del Milan, anche se in coabitazione con Atalanta, Lazio e Udinese. Le ultime due hanno perso nel weekend, bergamaschi e viola hanno vinto. Una bella bagarre.

    Dove può arrivare la Fiorentina? Una volta chiarito l'equivoco tattico e una volta trovati Gudmundsson e Colpani, anche se l'infortunio dell'islandese porta qualche nube nera sul cielo gigliato, la strada è tracciata. Porta all'Europa, che quest'anno dovrà necessariamente essere un'Europa diversa rispetto alla "solita" Conference League: un posto in Europa League è perfettamente alla portata, ma il sogno vero, anche se tutt'altro che semplice da raggiungere, è lottare per il quarto posto.

    “Dalla Lazio in poi siamo sempre andati in crescendo - ha detto Robin Gosens a Lecce - Quando arriva un nuovo allenatore ci vogliono tempo e pazienza, ma ora sta venendo fuori la nostra identità. Abbiamo ambizioni importanti. Quando sono arrivato mancava un mentalità vincente, ma ora la stiamo costruendo. Non vogliamo nasconderci, abbiamo una squadra che può puntare in alto".

    Si attendono conferme, naturalmente. Possibilmente già dalla partita di giovedì in casa del San Gallo, quindi dal big match di domenica sera contro la Roma, bel banco di prova per testare le ambizioni della rinnovata Viola. Ma intanto a Firenze si respira un'aria nuova: era ora.

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