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Danilo Iervolino SalernitanaGetty Images

Iervolino e una Salernitana quasi in Serie B: "Calciatori strapagati, ma la colpa è sempre degli altri"

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Solo la matematica, ormai, separa la Salernitana dalla retrocessione in Serie B. E pure Danilo Iervolino, presidente della Salernitana, ne è pienamente consapevole.

Stop ai sogni, stop alle speranze, stop ai voli pindarici: dopo mesi costellati da sconfitte e figuracce, il pensiero corre già verso la prossima stagione, quando la formazione campana, a meno di miracoli a oggi impronosticabili, disputerà la Serie B.

In che modo? Con una rosa rivoluzionata rispetto a quella attuale, come ammesso da Iervolino in un'intervista al 'Corriere della Sera': tanti giovani in più, con tanti nomi grossi in meno. E magari un allenatore emergente.

  • L'IPOTESI DI UN ADDIO

    "Se sto pensando di lasciare? Ancora no, però non si può mai dire - le parole di Iervolino - Se fosse per il bene dell’azienda farei un passo indietro. Sono già arrivate telefonate ai miei manager, per ora non se ne parla. La Salernitana sta vivendo una stagione pessima ma questo è il momento di restare in sella".

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  • "MINACCE E OFFESE"

    "Io tifoso del Napoli? Lo ero, certo. Ho vissuto allo stadio gli anni di Maradona, ma è un po’ come quando sei innamoratissimo di una donna, poi all’improvviso ne incontri un’altra e perdi la testa. La piazza di Salerno mi ha dato emotivamente tanto. Sono stato per tre anni il presidente più amato. Non avevo messo in conto di vivere una stagione come questa, né di ritrovarmi a spiegare ai miei figli il perché delle minacce, le offese e degli attacchi social che ho subito negli ultimi mesi. Ho fatto anche io tanti errori: quattro allenatori in pochi mesi sono il frutto di scelte non lucide, per dare una risposta a una piazza che vede il presidente di calcio come il sacerdote di una setta: devi individuare il colpevole. Dovevo fidarmi del mio intuito, non essere condizionabile ed essere più presente".

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  • Dia SalernitanaGetty Images

    RIVOLUZIONE ALLE PORTE

    "Mi sto guardando attorno, voglio riflettere bene. E le assicuro che ci sarà una rivoluzione. La categoria è differente e farò scelte in funzione di un progetto sano".

  • CALCIO MALATO

    "Non però nell’accezione negativa, non è marcio. Vive un disagio rispetto alla contemporaneità dell’economia. Può cambiarlo in autonomia la Lega, la Federazione, che si sta muovendo, ma manca il sussulto di orgoglio dei club. L’industria del calcio vive una tranquilla rassegnazione nel non muovere nulla, questo mi spaventa. C’è la necessità di cambiare, ed è un sentimento diffuso, però poi non si fa nulla. Basterebbe un tratto di penna: le regole. Rispetto a quanto incassi non puoi spendere un euro in più, come in Germania. Andrebbe rivista la contrattualistica di calciatori e agenti: dove sta scritto che un giocatore che è un dipendente ha solo diritti e non doveri? Sono strapagati e se le loro prestazioni non sono all’altezza, la colpa è sempre degli altri. Abbiamo miliardi di debiti in tutto il sistema, così il calcio muore".

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  • Fabio LiveraniGetty Images

    IL TOURBILLON DEGLI ALLENATORI

    "A Nicola ho fatto un grande torto, inutile girarci attorno, è il mio cruccio. Sousa è il migliore tecnico che abbia mai incontrato, intelligentissimo. Ma quest’anno ambiva a qualcosa di più importante, ci siamo anche dati un momento per riflettere, lui parlò con il Napoli, poi è tornato ma non era abbastanza motivato. Inzaghi è un rimpianto, grande persona. Il calcio ha bisogno di figure come lui: potevo riprenderlo ma avrei fatto un altro errore. Liverani lo ha voluto Sabatini, ma non si sono innescati i meccanismi. Colantuono ama Salerno, è con noi da tempo".

  • "BASTA CON I NOMI"

    "Sceglierò uomini di mondo e meno di calcio che sono troppo autoreferenziali. Invece io voglio i giovani, voglio sperimentare. Se mi piace un allenatore di serie D che ritengo bravo lo porto. Basta con i nomi, non sono questi che danno credibilità al progetto. Non sono entrato nel calcio per avere visibilità, non ne avevo bisogno".

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