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Mamdani sindacoGetty Images

I tifosi di Senegal, Costa d'Avorio, Iran e Haiti non saranno al Mondiale? Mamdani chiederà a Trump un passo indietro

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A meno di cinque mesi dal Mondiale, previsto negli Stati Uniti, in Messico e in Canada, non è ancora chiaro se i tifosi di alcuni paesi potranno assistere alle partite di scena negli USA a giugno e luglio. 

Il Travel Ban imposto dal presidente Donald Trump prevede il divieto di ingresso nel paese ai cittadini di 12 paesi e restrizioni a quelli di altri sette. Senegal, Costa d'Avorio, Iran e Haiti si sono qualificati per la Coppa del Mondo e rientrano tra le nazioni i cui tifosi dovranno fare i conti con diverse restrizioni, tanto che il sindaco di New York e grande appassionato di calcio, Zohran Mamdani, ha riferito che intende sollevare la questione nel prossimo incontro con Trump. 

Lo scorso dicembre Trump ha sospeso l'ingresso negli Stati Uniti per i cittadini di Costa d'Avorio e Senegal, anche nell'ambito del turismo e nonostante ci siano esenzioni per giocatori e staff, non esistono attualmente eccezioni per i tifosi dei due paesi africani che prenderanno parte alla Coppa del Mondo al pari delle colleghe continentali Marocco, Tunisia, Egitto, Algeria, Ghana, Sudafrica e Capo Verde.

  • IL FIFA PASS

    Lo scorso autunno l'amministrazione Trump ha deciso di creare il Pass FIFA, che non rappresenta però un'eccezione all'ingresso dei tifosi di Senegal, Costa d'Avorio e di Iran e Haiti, i cui cittadini sono allo stesso modo bloccati senza avere la possibilità di entrare negli Stati Uniti per il Mondiale 2026.

    Il Pass FIFA è semplicemente un sistema prioritario per accedere negli Stati Uniti per chi ha acquistato i biglietti del Mondiale, ma non si tratta di un visto che attualmente permette ai cittadini di Haiti, Costa d'Avorio, Senegal e Iran di assistere alle gare della Coppa del Mondo o semplicemente entrare negli USA:

    "Si tratta di qualcosa che spero cambierà” ha dichiarato il sindaco Mamdani "Dobbiamo permettere ai tifosi di tutto il mondo di essere qui per vivere appieno il mondo".

    "Questo argomento penso che faccia parte di una serie di cose che chiarirò con Trump, su ciò che la città spera".

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  • PAURA PER L'ICE

    Le uccisioni e gli arresti di Minneapolis di queste ultime settimane da parte dell'ICE, agenzia federale che dipende dal Dipartimento di Sicurezza Interna ed è incaricata di far rispettare le leggi sull'immigrazione, hanno fatto rapidamente il giro del mondo, tanto che migliaia di persone in tutto il mondo sono ora maggiormente restie sull'intraprendere un viaggio negli Stati Uniti per il prossimo Mondiale.

    La brutalità dell'ICE tiene in ansia coloro che in teoria dovrebbero arrivare negli USA per il Mondiale: la paura è che il lavoro dell'agenzia possa coinvolgere anche i tifosi, scambiati per quella popolazione locale o presente negli Stati Uniti che denuncia da tempo angherie e comportamenti al limite documentati sui social.

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  • LA QUESTIONE BIGLIETTI

    Oltre ai dubbi sul Travel Ban e sull'ICE, i tifosi di tutto il mondo sono da tempo sul piede di guerra per i prezzi dei biglietti.

    Rispetto a quanto promesso negli ultimi anni, il costo dei tagliandi è arrivato alle stelle, tanto che dopo le proteste la FIFA ha messo in vendita alcuni di questi a 60 dollari, seppur limitatamente a 1000 a partita: una percentuale minima rispetto alla capienza dei vari stadi presenti in Messico, Canada e Stati Uniti.

    Il Mondiale 2026 è un torneo per ricchi, considerando come la finale prevista a New York abbia prezzi esorbitanti per la maggior parte dei sostenitori, con i fans locali che rispetto a quanto dichiarato dall'organizzazione non potranno acquistare i biglietti a costi popolari: il prezzo minimo per l'ultimo atto del torneo è 3.500 dollari.

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