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Bastoni InterGetty Images

I mille ruoli di Bastoni tra Inter e Italia, da centrale difensivo a esterno a tutta fascia: col Feyenoord un banco di prova

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E così, Simone Inzaghi ha trovato la soluzione per sopperire all'assenza contemporanea di quasi tutti i propri esterni di centrocampo. Niente cambio modulo, niente spostamento di Dumfries: sarà Alessandro Bastoni a prendere il posto dell'infortunato Dimarco in casa del Feyenoord.

Acerbi in difesa, Dumfries a destra, Bastoni sulla corsia opposta. A tutta fascia, dunque. Il che, per uno come lui abituato a giocare qualche metro più indietro, è un inedito totale. Così si schiererà l'Inter al De Kuip. E il fatto che debba farlo in un ottavo d'andata di Champions League renderà il suo tardo pomeriggio ancora più particolare.


Bastoni avrà il compito di difendere e di ricomporre la retroguardia in un 4-4-2 in fase di ripiegamento, il che in effetti è il suo pane, ma anche di attaccare: e qui sì, nonostante il piede sinistro dell'ex parmense sia notoriamente delicato, le differenze con Dimarco si noteranno tutte.

  • UNA VITA DA TERZO DI DIFESA

    Bastoni si è stabilizzato come terzo di difesa in una difesa a tre sin da quando è emerso come uno dei giovani più interessanti del panorama calcistico italiano. Quando l'Inter lo ha prelevato dall'Atalanta nell'estate, versando 9 milioni nelle casse bergamasche. Quando lo ha prestato al Parma. Quando finalmente (2019) lo ha portato a Milano.

    Il trio Godin-De Vrij-Skriniar, la cerniera difensiva della prima Inter di Antonio Conte (2019/2020) si è spesso trasformato in Skriniar-De Vrij-Bastoni. Con l'italiano, allora ventenne, capace di collezionare 25 presenze in Serie A in nerazzurro dopo le 24 dell'annata precedente.

    Le presenze sarebbero diventate 33, 31, 29 e 28 negli anni successivi. In una parola: intoccabile. Sempre lì, sempre sul centro-sinistra di una retroguardia formata da tre giocatori. Mai nessuno è riuscito a spostare Bastoni.

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  • Alessandro Bastoni ItalyGetty Images

    CENTRALE PURO CON L'ITALIA

    O meglio: un uomo c'è riuscito. Ma non all'Inter: in Nazionale. Luciano Spalletti gli ha ritagliato un nuovo ruolo per gli Europei per far fronte all'assenza di Acerbi, ironia della sorte suo compagno di squadra a Milano: quello del centrale puro.

    In Germania Bastoni lo abbiamo visto lì. Sia nel contesto di una difesa a quattro che della difesa a tre, in quella confusione tattica che ha caratterizzato il percorso azzurro fino al ko contro la Svizzera. Spesso in coppia con l'altro mancino Calafiori, una volta (contro gli elvetici) assieme al romanista Mancini.

    Dopo l'Europeo, altri rimescolamenti. Spalletti che volta pagina passa stabilmente alla difesa a tre, Bastoni che viene mantenuto al centro con Calafiori alla propria sinistra e se la cava bene. E che poi, dopo l'infortunio che toglie di mezzo il giocatore dell'Arsenal, fa spazio a Buongiorno allargando nuovamente la propria posizione, come una scheggia impazzita.

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  • TERZINO SINISTRO

    Bastoni ultimamente lo abbiamo visto anche fare il terzino sinistro di una retroguardia a quattro, anche se in rarissime occasioni. Come sono rarissime - in realtà quasi inesistenti - le volte in cui Inzaghi ha utilizzato i quattro difensori nel corso della propria carriera da allenatore.

    Così l'Inter si è schierata nella parte finale della sfida di Coppa Italia contro la Lazio, peraltro giocata da Bastoni con una vistosa fasciatura dopo uno scontro aereo col compagno De Vrij. E alla fine Bastoni il terzino lo ha fatto anche a Napoli, nel contesto di un leggero caos tattico provocato proprio dall'uscita per infortunio di Dimarco.

  • BANCO DI PROVA

    Questa sera, a Rotterdam, ecco l'ennesimo banco di prova. Bastoni non è Dimarco ed è dunque facile intuire che quello dell'Inter non sarà un 3-5-2 puro: sarà un 4-4-2 in fase difensiva, come detto, con possibilità di trasformarsi in 5-3-2 nei momenti più complicati della partita.

    Bastoni dovrà vedersela con il rapido Hadj Moussa, mancino che gioca a destra, già insidioso nel playoff contro il Milan. Dovrà dare una mano ad Acerbi come Dimarco la dà solitamente a lui. Dovrà muoversi di concerto con il compagno come se fosse lui il Dimarco della situazione. Ma con altre caratteristiche. Sarà questa una delle chiavi della sfida.

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