Hidetoshi Nakata ha lasciato il segno in Serie A e in Italia. Perché ha (ri)aperto la frontiera giapponese qualche anno dopo Kazu Miura, ma anche e perché è stato un giocatore vero, verissimo. Di talento, qualità, piedi buoni.
Nakata è uno dei giocatori più importanti della storia del Perugia. E ha lasciato il segno anche sull'ultimo Scudetto della Roma (2000/2001), con quella partecipazione decisiva allo scontro diretto contro la Juventus pareggiato 2-2 a Torino. Ha giocato anche nel Parma, nel Bologna, nella Fiorentina. Praticamente un italiano d'adozione.
Oggi "Hide" ha 48 anni e non gioca a calcio da un bel po': da quando ne aveva 29, addirittura. Perché sì, il ritiro è avvenuto prestissimo: una scelta sua, ponderata, non imposta ad esempio da un fisico precario o da un ginocchio rotto.
L'ultima partita di Nakata è stata Giappone-Brasile 1-4 dei Mondiali 2006. Poi, la decisione di salutare tutti e dire addio al calcio giocato a nemmeno 30 anni. Una decisione che, quasi un ventennio più tardi, l'ex perugino ricorda e racconta a The Athletic.
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