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Golazo Andreas Pereira HDGOAL

Golazo - La doppia finale di Libertadores di Andreas Pereira: decise in negativo Palmeiras-Flamengo, ora la rigioca a maglie invertite

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Quando la vita ti concede una seconda chance, è meglio prenderla al volo. E Andreas Pereira, l'ex Manchester United passato anche per la Serie A con la maglia della Lazio, ha deciso di acchiapparla con entrambe le mani.

Pereira oggi gioca nel Palmeiras, in Brasile. Che in realtà non sarebbe esattamente la sua patria: l'ex biancoceleste è nato in Belgio da padre brasiliano e madre belga. In Sudamerica non aveva mai giocato prima di quattro anni fa.

Questa sera, a Lima, Pereira avrà la sua seconda chance. La prima l'ha sprecata clamorosamente proprio quattro anni fa, quando indossava la maglia del Flamengo. Ovvero l'avversario che contenderà proprio al Palmeiras, come all'epoca, la Copa Libertadores.

  • DI NUOVO LORO DUE

    Palmeiras e Flamengo sono le due formazioni guida del pallone brasiliano. Si stanno giocando la conquista del Brasileirão, col Fla favorito dopo l'andamento delle ultime giornate di campionato, e si ritrovano nuovamente una di fronte all'altra per aggiudicarsi la Libertadores.

    Era già accaduto nel 2021, nel bel mezzo di un dominio a due: nel 2019 aveva trionfato il Flamengo, nel 2020 il Palmeiras. Dominio a due, dominio verdeoro: da quel 2019 a oggi la Libertadores non è mai uscita dal Brasile (campioni anche Fluminense e Botafogo). Quanto alle due grandi rivali, negli ultimi anni si sono spartite anche diverse fette di Brasileirão: 2019 e 2020 Flamengo, 2018, 2022 e 2023 Palmeiras.

    La chiamano "spagnolizzazione", termine dispregiativo che rimanda al binomio Real Madrid-Barcellona in Spagna, ed è la reale tendenza verso cui da qualche anno sta viaggiando il calcio brasiliano ma pure sudamericano. Come confermato dalla finale di questa sera, che metterà di fronte proprio Palmeiras e Flamengo: le solite note.

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  • Deyverson Andreas Pereira Palmeiras Flamengo final Libertadores 2021Getty Images

    LA STORICA TOPICA DI PEREIRA

    In campo in quella finale del 2021, disputata al Centenario di Montevideo, c'era anche Filipe Luis: giocava terzino sinistro, oggi allena il Flamengo ed è considerato il futuro dei tecnici brasiliani. Dall'altra parte il portoghese Abel Ferreira, un'istituzione al Palmeiras.

    In campo Gabigol da una parte, l'ex milanista Gustavo Gomez dall'altra. E in panchina, almeno inizialmente, i due elementi decisivi per regalare il trofeo al Palmeiras: il folclorico Deyverson e, appunto, Andreas Pereira.

    Tutto accade al quinto minuto del primo tempo supplementare, col punteggio già fissato sull'1-1 da Raphael Veiga e Gabigol. Il Flamengo ha il possesso nella propria metà campo, Willian Arão tocca all'indietro per Pereira, che però perde clamorosamente il passo da ultimo uomo e la palla a favore di Deyverson: questi si invola verso Diego Alves e, a tu per tu, lo batte imparabilmente col sinistro.

    Ricordate lo scivolone di Steven Gerrard contro il Chelsea? Bene: siamo lì. Proprio questo è l'episodio decisivo della finale in terra uruguaiana. Vince 2-1 il Palmeiras e Andreas Pereira sale immediatamente sul banco degli imputati: tutti lo considerano colpevole, nessuno innocente. Una topica entrata di diritto nella storia della Libertadores.

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  • NUOVA CHANCE

    A conferma che il destino quando ci si mette sa creare situazioni bizzarre, ecco che Andreas Pereira questa sera avrà una nuova chance. Ironia della sorte, la finale di Libertadores sarà la stessa di allora. Solo che lui la giocherà... con l'altra maglia.

    Pereira è un giocatore del Palmeiras dalla fine di agosto. Il Verdão lo ha acquistato a titolo definitivo dal Fulham, accettando di sborsare una decina di milioni di euro e facendogli firmare un contratto fino al 2028. E al momento del suo secondo atterraggio in Brasile, diversi incubi sono tornati a popolare le menti dei tifosi del Flamengo. Anche se in pochi, dopo lo 0-3 dell'andata delle semifinali contro la LDU Quito, pensavano che la squadra di Abel sarebbe tornata a giocarsi lo scettro del Sudamerica.

    Giocherà anche questa sera, l'ex laziale. Col desiderio di essere di nuovo decisivo, ma stavolta in positivo.

  • "NEL MIO CUORE C'È IL FLAMENGO"

    Quanto al rapporto tra Pereira e il Flamengo, è sempre stato piuttosto strano. L'ex biancoceleste alla gente del Fla piaceva, il suo rendimento in campo nel 2021 era stato più che buono, ma l'errore di Montevideo ha segnato il punto di rottura: inevitabile che fosse così.

    Negli scorsi mesi, peraltro, il Fla ha provato a riportarlo a casa. Anche sfidando le ire di chi non ha mai dimenticato quella palla persa. L'allenatore rossonero, ovvero Filipe Luis, è stato suo compagno di squadra e quella notte era in campo con lui. Alla fine non se n'è fatto nulla: Pereira ha preso la via di San Paolo, firmando con il Palmeiras. Anche se lui, in un primo momento, avrebbe voluto tornare a Rio de Janeiro.

    "Ho sempre detto chiaramente che se dovessi tornare in Brasile, la mia prima scelta sarebbe il Flamengo - diceva Pereira a maggio - È un posto in cui mi sono sentito a mio agio e dove ho grandi amici. So anche che potrei adattarmi perfettamente, conosco perfettamente come gioca Filipe. È un mio grande amico, parliamo molto. Ho ancora due anni di contratto col Fulham, è un club che mi ha aperto le porte. Ma sono diventato un tifoso del Flamengo. Nel mio cuore c'è il Flamengo".

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  • Flamengo v Palmeiras - Brasileirao 2025Getty Images Sport

    LO SCIVOLONE IN CAMPIONATO

    Andreas Pereira ha già sfidato in un'occasione il Flamengo da ex. Non è andata bene: lo scorso 19 ottobre i carioca si sono aggiudicati lo scontro diretto al Maracanã (3-2), infuocando ulteriormente una lotta per il titolo che, col Cruzeiro di Kaio Jorge ormai fuori dalla corsa, era già diventata a due.

    Quel pomeriggio è accaduto un fatto insolito: proprio lui si è incaricato di calciare una punizione dai 20 metri, ha preso la rincorsa, ma al momento di impattare il pallone col piede destro è clamorosamente scivolato, facendo rotolare lentamente la sfera tra le mani del portiere di casa Rossi. La tifoseria del Flamengo non lo ha perdonato, schernendolo in maniera rumorosissima. Evidente riferimento all'altro scivolone, quello in terra uruguaiana.

  • "SE SEGNO ESULTO"

    Anche per questo motivo Andreas Pereira, finalmente, è da considerarsi a tutti gli effetti un ex. Bando all'affetto, oggi gioca nei rivali. Senza contare, ovviamente, che quella di questa sera è una finale di Libertadores. E l'affetto, dal momento in cui l'arbitro argentino Dario Herrera darà il via alle ostilità, sparirà completamente dal campo.

    "Se segnerò un goal, esulterò - diceva a ESPN Brasil già a ottobre, prima della sfida di campionato - Sono un giocatore del Palmeiras, un club che ha fatto tanto per me e dato affetto alla mia famiglia. Fa parte del calcio, oggi difendo il Palmeiras, è la mia squadra. Se segno, festeggio".

    Il 19 ottobre Pereira non ha segnato. Al contrario: è scivolato e ha perso. Ma a Lima sarà una ricerca collettiva di rivincite: la sua e quella del Flamengo. Entrambi, pur posizionati su lati opposti della barricata, a caccia di un trionfo che cancelli la notte di Montevideo.

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