Karol Wojtyla non ha mai fatto capire pubblicamente quale fosse la propria squadra del cuore. Però amava lo sport, tanto che una volta lo definì "gioia di vivere, gioco e festa". E amava anche il calcio. Pare che ai tempi abbia addirittura caldeggiato l'acquisto di Zibì Boniek, suo connazionale, da parte della Juventus.
Wojtyla è morto nel 2004. E dunque non ha fatto in tempo ad assistere alla nascita, ma soprattutto alla portentosa crescita, di una squadra di calcio che porta il suo nome. E che in Perú sta facendo tremendamente sul serio. Perché il piccolo Juan Pablo II oggi milita nella massima serie locale, nonostante sia nato appena nel 2015 e nonostante gli ideali iniziali portassero probabilmente verso tutta un'altra direzione.
Juan Pablo II in spagnolo significa Giovanni Paolo II, appunto. Ovvero Wojtyla, uno dei pontefici più amati della storia. Così come sta ricevendo sempre più ammirazione una realtà calcistica partita dal nulla ma capace di scalare livelli su livelli, categorie su categorie, fino a portarsi a un passo dal grande sogno: partecipare alla Copa Libertadores. Roba impensabile solo qualche anno fa.
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