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Golazo Juan Pablo II GOAL

Golazo - L'ascesa senza freni del Juan Pablo II: dall'istituto cattolico al sogno Libertadores, la squadra di Papa Wojtyla non ha più limiti

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Karol Wojtyla non ha mai fatto capire pubblicamente quale fosse la propria squadra del cuore. Però amava lo sport, tanto che una volta lo definì "gioia di vivere, gioco e festa". E amava anche il calcio. Pare che ai tempi abbia addirittura caldeggiato l'acquisto di Zibì Boniek, suo connazionale, da parte della Juventus.

Wojtyla è morto nel 2004. E dunque non ha fatto in tempo ad assistere alla nascita, ma soprattutto alla portentosa crescita, di una squadra di calcio che porta il suo nome. E che in Perú sta facendo tremendamente sul serio. Perché il piccolo Juan Pablo II oggi milita nella massima serie locale, nonostante sia nato appena nel 2015 e nonostante gli ideali iniziali portassero probabilmente verso tutta un'altra direzione.

Juan Pablo II in spagnolo significa Giovanni Paolo II, appunto. Ovvero Wojtyla, uno dei pontefici più amati della storia. Così come sta ricevendo sempre più ammirazione una realtà calcistica partita dal nulla ma capace di scalare livelli su livelli, categorie su categorie, fino a portarsi a un passo dal grande sogno: partecipare alla Copa Libertadores. Roba impensabile solo qualche anno fa.

  • Juan Pablo IIGetty Images

    ESPRESSIONE DI UN ISTITUTO CATTOLICO

    Il nome completo del Juan Pablo II è "ACD Juan Pablo II College". Dove ACD sta per "Asociación Club Deportivo" e college è la chiara indicazione di come il tutto nasca a livello scolastico.

    Nel 2015, l'anno di nascita, il proposito è questo: far sì che il Juan Pablo College II, inteso come istituto cattolico, abbia una propria espressione calcistica. Si tratta di un collegio privato situato a Chongoyape, nella provincia di Chiclayo, a Nord-Ovest del Perú. Ospita bambini e ragazzini locali, con l'intento di indirizzarli sulla strada migliore possibile.

    I presupposti iniziali sono filantropici, non agonistici. Il Juan Pablo II viene inizialmente inserito nella seconda divisione distrettuale, ma a formarne la rosa sono unicamente gli studenti. Soltanto in un secondo momento verrà approvato l'inserimento di calciatori provenienti da altre realtà.

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  • LA STORICA PROMOZIONE IN LIGA 1

    Nel 2022, il Juan Pablo II avanza fino al quarto turno della Copa Perú ma viene eliminato dal... Boca Juniors. Quello di Chiclayo, però. Nel 2023 ottiene la promozione nella Liga 2, la seconda serie peruviana. E l'anno successivo, appena 12 mesi dopo, confeziona un miracolo che lascia il Sudamerica e il mondo a bocca spalancata.

    La squadra che trae ispirazione da Wojtyla, e che reca l'immagine del Pontefice polacco nel proprio stemma, chiude quinta la prima fase del torneo. E poi arriva addirittura al primo posto nella seconda, qualificandosi per le semifinali playoff. Dove basterà battere i Comerciantes per ottenere la storica promozione in Liga 1, la massima serie, in quanto sono due - le semifinaliste, appunto - le squadre che otterranno il pass.

    La strepitosa missione ha un esito positivo. Il Juan Pablo II perde 1-0 l'andata fuori casa, vince 2-1 il ritorno a Chongoyape e si impone ai calci di rigore. Ottenendo così quel che nessuno, meno di un decennio prima, avrebbe mai potuto immaginare: l'accesso alla serie più nobile e importante del calcio peruviano. Ininfluente il successivo ko (0-1) in finale contro l'Alianza Universidad, a sua volta promossa.

    "L'avevo detto: ho fede che Papa Wojtyla farà un miracolo - dirà durante i festeggiamenti la presidentessa Orfelinda Correa, moglie di Agustin Lozano, attuale presidente della Federazione peruviana e fondatore del club nel 2015 - Siamo molto devoti, ed è per questo che il mio club, come la mia scuola, porta il nome di Giovanni Paolo II. Non vi ho dato il risultato: me l'ha dato Dio. Quando fai le cose per bene, ricevi  sempre una ricompensa".

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  • Juan Pablo IIGetty Images

    UN SOGNO CHIAMATO LIBERTADORES

    Il bello è che il Juan Pablo II non ha nessuna intenzione di fermarsi qui. Dopo il miracolo numero uno, ecco il miracolo numero due: nel 2025 la squadra nata da un istituto educativo ha ottenuto una storica salvezza nella massima serie, mantenendo la categoria anche per quest'anno.

    E ora? E ora la parola d'ordine è un'altra: non fermarsi mai. Il quasi trentatreenne esterno uruguaiano Martin Alaniz, uno dei volti nuovi arrivati dal mercato nel 2026, ha rivelato di aver accettato l'offerta del Juan Pablo II in quanto le aspirazioni della dirigenza sono ben diverse da una semplice seconda salvezza di fila.

    "Anche l'anno scorso sono stato vicino a venire qui - ha detto - Non se n'è fatto nulla a causa di determinate circostanze, ma quest'anno puntiamo a un progetto che sembra molto promettente". E poi, giusto per far capire di che cose stesse parlando: "Abbiamo costruito una grande squadra e lavoreremo sodo per qualificarci per la Libertadores".

  • IL COLPACCIO CUEVA

    Che il Juan Pablo II avesse già alzato l'asticella delle ambizioni, del resto, era chiaro a tutti. L'allenatore della promozione in Liga 1, ad esempio, è un personaggio che in Perú conoscono molto bene: Santiago Acasiete, difensore per anni nel giro della Blanquirroja e vincitore nel 2003 di una leggendaria Copa Sudamericana con il piccolo Cienciano.

    Acasiete non c'è più: ha lasciato la panchina a Marcelo Zuleta. E dunque toccherà a quest'ultimo allenare il giocatore più forte e prestigioso che il Juan Pablo II abbia mai avuto nella propria storia: Christian Cueva.

    Trequartista che a novembre ha compiuto 34 anni, Cueva ha giocato i Mondiali del 2018 con il Perú e l'anno successivo ha fatto parte della rosa arrivata seconda in Copa America (finale persa col Brasile). Arriva dall'Emelec, ma aveva già lasciato il segno al San Paolo e in Messico. E anche se non è più quello di una volta, fa sognare lo stesso.

    Il sogno, insomma, è più che altro un obiettivo vero e proprio: completare la scalata dal nulla arrivando a una qualificazione alla Libertadores che avrebbe dell'incredibile e allo stesso tempo del magico. 

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  • DAL PERÚ ALLA... POLONIA

    L'exploit del Juan Pablo II ha varcato i confini del Perú e si è spinta fino all'Europa. Fino all'Italia, dove altri media hanno raccontato la scalata del club. Ma anche fino alla Polonia, la patria di Karol Wojtyla.

    Qualche tempo fa una coppia polacca si è recata a Chongoyape per conoscere la realtà di cui tanti stanno parlando. I due sono stati intervistati, con tanto di maglia della squadra, rivelando che "abbiamo conosciuto la squadra attraverso i social" e "grazie un nostro amico che vi segue".

    L'hype per il Juan Pablo II, insomma, non si arresta. E anzi, è destinato a crescere man mano che il club si consoliderà nell'élite del calcio peruviano. Con un grande sogno chiamato Copa Libertadores: roba impensabile per chi fino al 2015 nemmeno esisteva.

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