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Golazo Agustin Rossi GOAL

Golazo - Agustin Rossi, il portiere argentino che potrebbe giocare i Mondiali con il Brasile

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Pensate a Gigio Donnarumma con la maglia della Francia. O ad Adrien Rabiot con quella dell'Italia. Impossibile, e non soltanto perché il regolamento non lo permetterebbe. Diego Maradona la camisa del Brasile l'ha indossata una ventina d'anni fa, ma era uno spot pubblicitario. Mentre per Agustin Rossi il discorso è ben diverso.

Il portiere del Flamengo, che per la quarta volta dal 2019 ha raggiunto la finale della Copa Libertadores e ora si giocherà col Palmeiras il trono di migliore del Sudamerica, è argentino. Ma argentino purosangue: nel corso della propria carriera ha sempre giocato in patria, escludendo un paio di puntate fuori dai confini tra Cile (Deportivo Antofagasta) e Arabia Saudita (Al Nassr, con Cristiano Ronaldo).

Eppure in Brasile si sta parlando di lui come del... portiere della Seleção di Carlo Ancelotti ai Mondiali del prossimo anno, negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Possibile? Sì, possibile. Improbabile, altamente improbabile, ma possibile: lo dice la legge.

  • Agustin Rossi Flamengo 2024Archivo

    LA CITTADINANZA BRASILIANA

    Rossi, che origini familiari nel Sud del paese, ha infatti richiesto e sta per ottenere la cittadinanza brasiliana. Il processo è in corso e si concluderà ben prima dell'estate 2026, quella in cui andranno in scena i Mondiali. Il che significa che, non avendo mai indossato la maglia dell'Argentina né a livello giovanile né a livello di prima squadra, vederlo con la maglia del Brasile sarebbe perfettamente legale.

    Il portiere del Flamengo, a dire il vero, una volta è stato convocato dal ct Lionel Scaloni. Accadeva nel 2021, prima dei Mondiali, poco più di un anno prima che l'Argentina si laureasse campione in Qatar. In quell'occasione Messi e compagni distruggevano (3-0) la Bolivia al Más Monumental di Buenos Aires, Leo segnava una tripletta e Rossi rimaneva in panchina dall'inizio alla fine come alternativa a Emiliano Martinez e Geronimo Rulli.

    Si sarebbe rivelata l'unica convocazione per Rossi, all'epoca in forza al Boca Juniors. Da quel momento in poi, l'ex portiere del Chacarita è stato completamente ignorato da Scaloni. Ed è anche per questo che le voci su una sua naturalizzazione anche calcistica, e su una chiamata di Ancelotti, continuano a essere particolarmente forti in Brasile.

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  • MA LUI ASPETTA L'ARGENTINA

    La domanda è piuttosto un'altra: ma Rossi accetterebbe di "tradire" l'Argentina per giocare con il Brasile? Sarebbe disposto, insomma, a giocare un Mondiale con una casacca diversa da quella indossata nel settembre del 2021 contro la Bolivia, anche se solo in panchina?

    Negli scorsi giorni il portiere del Flamengo si è sentito rivolgere la questione ed ha risposto con particolare chiarezza: lui aspetta una chiamata dell'Argentina, non del Brasile. Il sogno di viaggiare negli Stati Uniti, in Messico e in Canada con l'Albiceleste non si è mai spento, anche se la carta anagrafica sta cominciando lentamente a ingiallirsi (ad agosto ha compiuto 30 anni). Anche se un "per il momento" da lui pronunciato sembra lasciare aperta qualche porta.

    "Non spetta a me dirlo, è lo staff tecnico dell'Argentina che deve fare delle analisi e decidere le convocazioni - ha detto alla ESPN - Non dipende da me. Ma se faccio bene in campo, sento che questa possibilità potrebbe arrivare. L'unica cosa che posso fare è continuare ad allenarmi e migliorare per continuare a dare il massimo. Il Brasile? Per il momento non ci penso, sono più i tifosi a chiederlo. Non c'è nulla".

    Anche Filipe Luis, che dopo gli anni in Europa con Atletico Madrid e Chelsea si sta dimostrando allenatore di successo al Flamengo, ha ammesso ridendo di non vedere Rossi con la maglia del Brasile:

    "Non credo che accadrà. Ma è un giocatore che ha talento. Onestamente non ho mai visto un giocatore nato in Argentina indossare la maglia del Brasile. Ma ovviamente ha tutto il diritto di ottenere il passaporto".

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  • EX CENTRAVANTI, EX CESTISTA

    La curiosità è che Rossi non è sempre stato un portiere. Le sue origini vanno ricercate ben più avanti sul terreno di gioco: da ragazzino giocava a centrocampo e pure in attacco, addirittura come centravanti. A indurlo a fare qualche passo indietro e a piazzarsi tra i pali fu principalmente Daniel Leoni, amico di famiglia e allenatore delle giovanili del Chacarita Juniors, la prima squadra di Agustin.

    "Aveva un talento naturale - ha detto Leoni a GE qualche settimana fa - Da bambino giocava a centrocampo e segnava. Era il capocannoniere, il giocatore più importante della squadra. Conquistava ogni pallone, sia in attacco che in difesa. Giocava con entrambi i piedi. Aveva passione, sicurezza in se stesso. E poi gli piaceva molto rimanere dopo l'allenamento, così diceva a suo padre che voleva restare. Mi chiedeva il permesso e io lo lasciavo giocare con i più grandi. Faceva entrambe le cose. Giocava, era capocannoniere e, a fine allenamento, faceva il portiere per i giocatori più grandi".

    Ma la carriera di Rossi si sarebbe potuta snodare non solo lontano dai pali: anche lontano dal calcio. Ovvero nel basket. L'altra sua grande passione, determinante per insegnargli certi fondamentali che il portiere del Flamengo si è portato dietro fino a oggi.

    "Aver giocato a basket mi aiuta molto in campo - ha detto qualche tempo fa - ad avere il tempo giusto sui cross, a differenziare le traiettorie della palla per parare o per fermare un contropiede. Il basket è stato molto importante per il mio ruolo di portiere".

  • DAL BOCA AL FLAMENGO

    La carriera di Rossi non è stata particolarmente lineare. L'arquero di Buenos Aires ci ha messo un po' prima di arrivare ai massimi livelli del calcio sudamericano. Gli esordi al Chacarita prima, l'esperienza poco fruttuosa all'Estudiantes poi, quindi un prestito al Defensa y Justicia. E infine, nel 2017, la chance chiamata Boca Juniors.

    Nella rosa xeneize, Rossi non è riuscito subito a conquistarsi il posto. Nel 2018, l'anno della doppia finale di Libertadores contro il River Plate e della migrazione collettiva al Bernabeu, si è giocato costantemente il posto con Esteban Andrada. Per dire: l'andata del Superclasico alla Bombonera l'ha giocata lui; al ritorno si è invece seduto in panchina, guardando il Boca perdere 3-1 e il River conquistare il trofeo.

    Rossi è al Flamengo dal 2023. Giocava nel Boca, aveva già firmato un precontratto valido solo dalla seconda metà dell'anno. E così gli argentini lo hanno prestato per sei mesi all'Al Nassr, dove ha sostituito l'ex napoletano Ospina, infortunatosi gravemente. A Rio Agustin ha fin qui mancato la vittoria del campionato e di un trofeo internazionale, ma si è rifatto con la Copa do Brasil alzata al cielo nel 2024.

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  • Agustin Rossi FlamengoGetty Images

    SPECIALISTA DEI RIGORI

    Il fatto che in Brasile si stia parlando di Rossi nella Seleção, però, non è dovuto solo a questo. E neppure alla spinta dell'opinione pubblica. C'è anche un dato che ha portato l'ex Boca Juniors dritto nella storia del calcio argentino, in attesa di capire se finirà anche in quella del Flamengo.

    Rossi, semplicemente, è uno dei portieri argentini con più rigori parati in carriera: sono già 29. Lo stesso traguardo tagliato da due leggende come Hugo Gatti e il Pato Abbondanzieri, ma anche di Cristian Lucchetti, pure lui ex Boca. E uno in meno dell'ex sampdoriano e veneziano Sergio Romero (30). Franco Armani, del River Plate, è a quota 34. Il record storico è di Ubaldo Fillol, campione del mondo nel 1978: 44.

    Recentemente Rossi ha lasciato un'impronta decisiva anche nel passaggio del turno in Libertadores contro il suo ex Estudiantes, dai quarti di finale alle semifinali: nella serie finale dei rigori ne ha parati due, a Benedetti (che aveva segnato nei tempi regolamentari) e poi all'ex cremonese Ascacibar, facendo esultare i brasiliani.

  • IL TRIPLO SOGNO

    Il sogno, ora, è triplo: vincere due trofei in poco tempo con il Flamengo e acquistare un biglietto che lo porti dritto ai Mondiali. O con la maglia dell'Argentina, come da desiderio del calciatore, o con quella del Brasile.

    I due trofei sono la Copa Libertadores e il Brasileirão. In entrambi i casi i rubronegros dovranno vedersela con il Palmeiras, in un duello che va ripetendosi ormai da anni. Il Fla potrebbe ricalcare così l'impresa compiuta nel 2019 dal portoghese Jorge Jesus, capace di conquistare entrambe le competizioni nello spazio di pochi giorni, ma anche quella del Botafogo non più di 12 mesi fa.

    E poi c'è il terzo sogno. Apparentemente impossibile, di fatto no. Perché Rossi oggi è uno dei portieri più affidabili del Sudamerica e un pilastro di una delle due finaliste della Libertadores. E in Brasile, ancor più che in Argentina, lo hanno posto su un piedistallo.

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