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Lukaku Inter rinascita GFXGOAL

Goal, assist e sprazzi di 'LuLa': la rinascita di Lukaku fa felice l'Inter

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Il primo atto dell’Euroderby è alle porte, Milano è da tempo in fibrillazione per un evento che paralizzerà l’intera città per 180 lunghissimi minuti (e forse anche oltre): Milan-Inter vale l’andata della semifinale di Champions League, in una storica riedizione del confronto andato in scena 20 anni fa.

Tra le due squadre è l’Inter ad arrivare in condizioni sulla carta migliori all’appuntamento: cinque le vittorie consecutive tra Serie A e Coppa Italia, legate da un comune denominatore che risponde ad un nome e un cognome ben precisi.

Ci riferiamo a Romelu Lukaku che, con i suoi numeri tornati al top in un mese d’aprile scintillante, ha determinato una rinascita in termini personali e collettivi: da allora sono stati messi a referto cinque goal e quattro assist incastonati all’interno di una stagione complicata, sicuramente condizionata da problemi fisici che non hanno consentito al belga di mettere in mostra con continuità la migliore versione di se stesso.

La notizia più bella per Simone Inzaghi nel periodo più cruciale di tutta l’annata, quando i nodi vengono finalmente al pettine e per i rimpianti passati non c’è più spazio.

  • Romelu Lukaku Inter Juventus 2022-23Getty

    E' STATA LA MANO DI... BREMER

    E pensare che l’aprile di Lukaku era iniziato nel modo peggiore possibile, con il clamoroso goal sbagliato a porta spalancata contro la Fiorentina che aveva aperto dibattiti in merito al killer instinct smarrito di un attaccante storicamente implacabile.

    La svolta in positivo è giusto individuarla nel match d’andata della semifinale di Coppa Italia contro la Juventus, acciuffata sul pari allo scadere proprio da un calcio di rigore trasformato alla perfezione da Lukaku, scaturito da un netto (quanto ingenuo) tocco con la mano di Bremer.

    Purtroppo la serata di quel 4 aprile è stata macchiata dai cori razzisti intonati dalla Curva Sud bianconera, captati da chi di dovere ma effettivamente non puniti del tutto: il secondo giallo comminato da Massa per ‘esultanza provocatoria’ è stato poi cancellato dal presidente federale Gravina, tempestivo nell’applicare l’istituto della grazia per rimettere tutto (o quasi) a posto.

    Un episodio che probabilmente si è trasformato in carica positiva per Lukaku, travolto dall’affetto di compagni, tifosi e di coloro che ritengono il razzismo una piaga da estirpare con tutte le radici dal tessuto sociale e sportivo.

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  • FORMA FISICA RITROVATA

    Sappiamo bene quanto le prestazioni di Lukaku prescindano da una forma fisica semplicemente devastante, fattore primario per far sì che le prestazioni siano di alto livello: sfortunatamente per il belga, questa condizione è venuta terribilmente a mancare per gran parte della stagione.

    A partire dall’estate quando, a fine agosto, si è dovuto obbligatoriamente fermare dopo una partenza tutto sommato incoraggiante: ufficialmente per una distrazione dei flessori della coscia sinistra (poi seguita da un risentimento della cicatrice miotendinea del bicipite femorale), un 'mix' che lo ha obbligato a spingere col piede sull’acceleratore per recuperare in tempo in vista dei Mondiali.

    Lukaku ce l’ha fatta ad essere convocato da Martinez ma, in un’intervista a ‘Sky Sport’, ha spiegato di essersi trovato di fronte ad un problema ancor più grave rispetto a quanto comunicato: ciò giustifica la sua assenza prolungata, che in quei momenti concitati aveva assunto i tratti del mistero.

    L’infortunio era più grave del previsto, si era rotto il tendine del flessore: pensi sempre di poter tornare velocemente, poi però ti accorgi che le cose non vanno bene come vorresti. Per me è stata la prima volta in tredici anni di carriera: casa mia è come un ospedale, ho tutto per recuperare veloce. Però non ci sono riuscito: sono andato ai Mondiali, ma ho giocato l’ultima partita con appena due allenamenti in quattro mesi alle spalle”.

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  • LA ‘LULA’ E LE ALTERNANZE: DZEKO IN POLE PER L’EURODERBY

    In vista di Milan-Inter sono due i dubbi a ‘tormentare’ maggiormente Inzaghi: uno riguarda Brozovic e Calhanoglu, l’altro chi tra Lukaku e Dzeko affiancherà Lautaro a San Siro.

    La gestione offensiva durante Roma-Inter lascia pensare che sarà il bosniaco (rimasto in panchina per l’intera durata dell’incontro) il partner dell’argentino, tornato a far sognare i tifosi in tandem con la sua ‘dolce metà’: ad Empoli, Lukaku ha stappato il match con una doppietta pesantissima, prima di fornire l’assist a Lautaro per il tris definitivo.

    ‘Toro’ servito anche in occasione del momentaneo 1-1 in Inter-Lazio, favore ricambiato sabato pomeriggio all’Olimpico col passaggio che ha spalancato la porta di Rui Patricio a Lukaku: un’alchimia ritrovata che, con la mente, fa tornare indietro alla stagione dello Scudetto e alla magia offerta da una coppia esplosiva, dove i due componenti sono capaci di completarsi a vicenda.

    Più facile, però, pensare ad un impiego a gara in corso di Lukaku, nel tentativo di approfittare di una difesa avversaria più stanca attraverso lo strapotere fisico finalmente ritrovato: in attesa di capire come si evolverà il futuro e se, una permanenza oltre il 30 giugno, possa essere una via praticabile.

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