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Locatelli Juventus MilanGetty Images

Gli scontri diretti, la vittoria in casa, la fine dei pareggi, il ritorno di Mbangula: i tabù infranti dalla Juventus nel 2-0 al Milan

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I fischi e la contestazione post 2-2 contro il Venezia di dicembre sembrano appartenere alla preistoria. La bruciante eliminazione in Supercoppa Italiana contro lo stesso avversario di questa sera pure. Meglio dirlo - o scriverlo - sottovoce, ma la Juventus pare finalmente aver imboccato la strada giusta.

Che al posto di un pareggio sia arrivata una vittoria, intanto, è già di per sé una notizia da prima pagina. Che l'avversario sconfitto sia stato il Milan, anche: quest'anno non era mai accaduto.


Segnali confortanti da parte di una squadra che, come giustamente sottolineato dopo la partita da Sergio Conceição, "ha avuto più fame di noi". E che, grazie al 2-0 dell'Allianz Stadium, ha messo fine a una discreta serie di tabù.

  • LA FINE DEI PAREGGI

    La Juventus ha pareggiato 13 volte contando solo il campionato. Delle prime 21 partite ne ha vinte appena 8, compresa quella contro il Milan. E il fatto che sia l'unica formazione imbattuta in tutta Europa è diventato strada facendo un dettaglio quasi irrilevante, se non fastidioso, per chi ha il bianco e il nero tatuato nel cuore.

    La sfilza dei pareggi è aumentata a dismisura nelle settimane precedenti la partita col Milan. Prima di questa sera, Gatti e compagni si erano fatti fermare tre volte su tre. Sempre dopo essere passati in vantaggio per primi: contro la Fiorentina (2-2), contro il Torino (1-1) e infine martedì scorso nel recupero contro l'Atalanta (altro 1-1). Coi rossoneri, finalmente, ecco l'uscita da un tunnel sempre più insidioso.

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  • GLI SCONTRI DIRETTI

    L'uno-due rifilato al Milan nel secondo tempo regala un sorriso alla Juventus anche per un altro motivo: i bianconeri sono finalmente riusciti a portarsi a casa tutti e tre i punti in palio in uno scontro diretto.

    Durante la prima parte della stagione era accaduto una sola volta, prendendo in considerazione le prime nove formazioni del campionato, Roma compresa: a ottobre contro la Lazio, gara decisa peraltro da un'autorete nel finale del biancoceleste Gila.

    Una vittoria e sette pareggi, contro Inter, Milan, Atalanta, Napoli, Roma, Bologna e Fiorentina: questo era lo score della Juve contro le migliori prima del bis contro i rossoneri. Che, bene ricordarlo, avevano a loro volta battuto la Juve in un altro scontro diretto, in semifinale di Supercoppa.

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  • Mbangula Juventus Milan Serie AGetty Images

    LA VITTORIA IN CASA

    È un discreto evento anche il fatto che la Juventus abbia vinto in casa. In Serie A non accadeva da parecchio anche in questo caso: da tre partite, tutte finite - ovvio - in parità.

    2-2 contro il Bologna, 2-2 contro il Venezia, 2-2 anche contro la Fiorentina. Tre pareggi diversi tra loro, lo stesso finale. La Juve non "espugnava" l'Allianz Stadium addirittura da due mesi in campionato: 2-0 nel derby d'andata al Torino a inizio novembre. Anche se a metà dicembre un paio di successi interni li ha ottenuti, contro il Cagliari in Coppa Italia e contro il Manchester City in Champions League.

  • Mbangula Juventus MilanGetty Images

    RIECCO MBANGULA

    Un altro tabù infranto in una serata così dolce è il ritorno in auge di Samuel Mbangula. Fin qui il giovane belga era andato a segno una volta sola: alla prima giornata di campionato, nel 3-0 al Como, nella notte che rappresentava contemporaneamente il suo debutto in Serie A.

    Da quel momento Mbangula, premiato nelle settimane successive con la convocazione da parte del Belgio, si è un po' fermato. Altra gran prestazione a Verona alla seconda giornata, poi qualche presenza alternata a parecchie panchine. Nel mezzo, una sola gioia: il 2-2 in extremis contro il Bologna. Anche grazie alla deviazione decisiva di Emerson Royal, col Milan è tornato a sorridere in zona goal. E a reclamare spazio dopo la manciata di minuti di Bergamo.

    "Mi piace segnare davanti ai nostri tifosi - ha detto dopo la partita a DAZN, dove gli è stato fatto notare che tutti e tre i suoi goal sono arrivati all'Allianz Stadium - adesso so che devo farli anche fuori casa. Sto lavorando per questo".

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  • E ORA IL NAPOLI

    Ma tutto questo non è che la conseguenza del modo in cui la Juventus ha approcciato la partita contro il Milan. La quale, a sua volta, si è svolta sulla falsariga di quella di pochi giorni fa contro l'Atalanta: alla fine a cambiare sono stati il risultato e poco altro.

    La squadra di Motta è scesa in campo contro i rossoneri con un piglio deciso, aggressivo. Ha voluto la vittoria, l'ha ottenuta, se l'è meritata. Proprio come l'aveva cercata a Bergamo, sbattendo su un grande Carnesecchi. Come spiegato dal tecnico dopo la gara, "oggi è una ricompensa per il grande lavoro degli ultimi mesi, pur con qualche difficoltà passata".

    Il modo migliore per avvicinarsi a un'altra sfida da segnare in rosso sul calendario: quella di sabato prossimo a Napoli, contro la capolista della Serie A. L'ennesimo scontro diretto. Ma ora che la Juve ha imparato a giocarli, il Maradona fa un po' meno paura.

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