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Santiago Gimenez MilanGetty Images

Giménez rivela il significato del suo soprannome: "Bebote? Mi chiamano così fin dall'infanzia"

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Santiago Giménez ha già fatto il suo esordio ufficiale con la maglia del Milan in occasione della gara vinta in Coppa Italia contro la Roma, protagonista anche del passaggio vincente per João Félix nella rete che ha chiuso definitivamente il match.

A poche ore dal suo probabile debutto in Serie A contro l'Empoli, l'attaccante messicano ha rilasciato un'intervista a Milan TV, trattando diversi argomenti, tra cui quello riguardante il suo soprannome.

"Bebote? Arriva dalla mia famiglia, mi chiamano così fin da bambino".

  • UN SOGNO CHIAMATO MILAN: "L'HO SEMPRE SEGUITO FIN DA BAMBINO"

    "Se questo è sempre stato il mio sogno? È andato tutto esattamente come avevo desiderato. Fin da piccolo ho sempre seguito il Milan, ne ero innamorato. Vedevo giocare Kakà, Beckham, Ronaldinho, Ronaldo, Pirlo, Gattuso e tanti altri campioni. Fin da bambino è sempre stato il mio sogno arrivare qui. Quando mi hanno chiamato mi sono detto: ho questa opportunità e non voglio lasciarmela sfuggire".

    E sulla foto da bambino con la maglia rossonera: "È una delle tante foto che ho da piccolo con la maglia del Milan. Ho incontrato anche Kakà, che è un modello per me, non solo per il calcio, ma anche perchè condividiamo la stessa fede religiosa. Da quel momento ho capito che il Milan era la destinazione giusta per me".

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  • PRIMO MESSICANO NELLA STORIA DEL DIAVOLO: "PER ME È UN ONORE"

    "Primo messicano nella storia del Milan? Per me è un onore. Solo il fatto di essere qui, a prescindere dalla mia nazionalità, è un onore e voglio rappresentare al meglio questi colori".

    E sul Mondiale in Messico: "Per me non c'è orgoglio più grande che rappresentare la nazionale, il proprio paese, quindi giocare un Mondiale in casa è un privilegio. Ma alla fine ogni giocatore cresce giocando nel proprio club, dunque ora penso solo a dare tutto nel Milan per arrivare in grande forma al Mondiale e per portare grandi gioie ai tifosi rossoneri". 

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  • LA SCELTA DELLA NUMERO 7: "NUMERO PERFETTO PER LA BIBBIA"

    "Il 29 è il numero con cui ho esordito e che ho avuto anche al Feyenoord. Il 29 è speciale, così come l'11 che indosso in nazionale. C'era libero il 7, ho provato a trovargli un significato e ce n'è uno molto importante per me: è il numero perfetto nella Bibbia". 

  • SUBITO SFIDA ALL'EX: "FEYENOORD IN CHAMPIONS? SARÀ UNA NOTTE SPECIALE"

    "Cosa ho pensato quando ho visto il sorteggio di Champions League? Ho provato tante emozioni. Volevo che ci fosse Milan-Feyenoord perché, se fossi rimasto in Olanda, avrei comunque affrontato la squadra in cui sognavo di giocare. Ora che sono qui sarà bellissimo tornare a Rotterdam, sono molto legato al Feyenoord e potrò dire addio alla squadra con cui ho vissuto momenti bellissimi. Sarà una notte speciale". 

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  • IL SOPRANNOME BEBOTE: "VIENE DALLA MIA FAMIGLIA"

    "Il soprannome Bebote? Viene dalla mia famiglia. I miei genitori, tutta la mia famiglia mi chiamava 'Bebote' da piccolo perché ero grande per la mia età. Ero più grande dei miei compagni, per questo mi chiamavano 'Bebote'. Alla fine un amico di mio padre, che lavorava in tv, Tito Villa, sapeva che mi chiamavano così e una volta mentre commentava una partita al mio goal ha detto che aveva segnato il Bebote. E da quel momento mi chiamano tutti così".

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