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Gimenez Loftus-Cheek Leao MilanGetty Images

Gimenez verso la panchina, Loftus-Cheek con Leao in Milan-Fiorentina: i perché della scelta di Allegri

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Santiago Gimenez è sempre più diretto verso la panchina nelle ore di avvicinamento al posticipo di domenica sera tra Milan e Fiorentina. E questa, di per sé, può essere considerata una notizia particolarmente sorprendente.

Lo è perché Gimenez fino a questo momento ha giocato otto partite su otto, Coppa Italia compresa, e tutte scendendo in campo dall'inizio. Lo è perché le speranze realizzative del Milan sono affidate principalmente a lui, nonostante il rendimento in chiaroscuro dal momento dell'arrivo dal Feyenoord a gennaio. Lo è perché si parla di un centravanti con caratteristiche uniche nella rosa di Massimiliano Allegri.

Eppure il tecnico livornese si sta orientando sempre più verso questa soluzione: Gimenez fuori dall'undici di partenza contro la Fiorentina, Loftus-Cheek a far coppia con Leao in attacco. Con l'inglese che dunque giocherebbe qualche metro più avanti, da falso trequartista, rispetto alla propria posizione di campo abituale.

Perché Allegri sta seriamente pensando di lasciare Gimenez in panchina e schierare l'inedita coppia Loftus-Leao? La scelta sarebbe sorprendente, ma in effetti avrebbe anche un suo perché. Anzi, più di uno.

  • IL PROBABILE UNDICI DEL MILAN

    Giusto per comprendere ancora meglio la situazione: questo, senza gli infortunati Pulisic e Rabiot e sempre monitorando le condizioni di Estupinan, è il probabile undici del Milan che domenica sera se la vedrà con la Fiorentina. La notizia è che si sta scaldando Samuele Ricci, che fin qui ha avuto pochissimo spazio.

    MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Ricci, Modric, Fofana, Bartesaghi; Loftus-Cheek, Leao. All. Allegri

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  • LE FATICHE INTERCONTINENTALI

    Gimenez, come tanti altri giocatori sia del Milan che della Serie A, non si è riposato durante la sosta. Il Messico lo ha chiamato per due amichevoli, la prima persa contro la Colombia con un netto 4-0 e la seconda pareggiata 1-1 contro l'Ecuador.

    L'ex attaccante del Feyenoord ha giocato dall'inizio coi colombiani ed è entrato nella parte finale della gara contro gli ecuadoriani, ma non è nemmeno questo il punto: il problema vero è che le due sfide si sono giocate rispettivamente negli Stati Uniti e in Messico. Dunque dall'altra parte del mondo.

    Gimenez è così tornato solo a ridosso della ripresa della Serie A, con le classiche fatiche e le classiche scorie di un volo intercontinentale, tra fuso orario e disagi. E se è vero che ogni sudamericano o nordamericano di rientro dalla nazionale è papabile per la panchina in occasione della successiva sfida di campionato, lui non fa eccezione.

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  • L'INFORTUNIO DI PULISIC... E DI NKUNKU

    Poi, chiaro, il pensiero viene naturale: ma come, si è fatto male Pulisic e lasci in panchina l'attaccante che fino a questo momento ha fatto coppia con lui? Ma il ragionamento di Allegri non può basarsi soltanto su questo.

    A sparigliare le carte è il problema fisico con cui un altro elemento offensivo ha dovuto fare i conti negli ultimi giorni: Christopher Nkunku ha rimediato un pestone a un dito di un piede con la Francia e, se in un primo momento poteva essere considerato in corsa per la maglia lasciata vacante da Pulisic, la netta sensazione a meno di ribaltoni è che ora l'ex Chelsea possa accomodarsi al massimo in panchina.

    Morale della favola: Allegri in questo momento ha appena due attaccanti sani a disposizione, ovvero Leao e Gimenez. E schierare entrambi dall'inizio contro la Fiorentina comporterebbe qualche problema nel corso della partita, nel secondo tempo, specialmente se la situazione non dovesse presentarsi in discesa come in tante altre partite stagionali.

    Anche per questo Leao potrebbe partire dall'inizio, nonostante le bacchettate di Allegri durante e dopo Juventus-Milan, e Gimenez essere sfruttato a gara in corso: perché una partita è fatta di 90 minuti, non solo di 45 o 60. E questo un allenatore lo sa meglio di chiunque altro.

  • UN RENDIMENTO DA MIGLIORARE

    Last but not least, il rendimento di Gimenez con la maglia del Milan continua a essere oggetto di discussione. E il fatto che il messicano sia reduce contro la Juventus da una delle prestazioni più positive di quest'anno, pur senza riuscire a segnare, sposta solo parzialmente il mirino del discorso.

    Santi in questa stagione ha segnato una sola volta: in Coppa Italia contro il Lecce. Mai nelle sei partite di campionato, in cui ha avuto una marea di occasioni da goal scontrandosi con i portieri avversari, con una discreta dose di sfortuna (pali e traverse) ma anche con una certa frenesia al momento di concludere il lavoro dei compagni di squadra, sintomo di una fiducia ancora da ritrovare completamente.

    A contribuire a tutto questo è stata la seconda parte della scorsa annata, in cui Gimenez è arrivato al Milan come il salvatore della patria scontrandosi quasi subito con una realtà difficilmente gestibile: uno spogliatoio in ebollizione, risultati scostanti, la finale di Coppa Italia persa contro il Bologna. Così come lui ha perso altro lungo la strada: il posto da titolare. Anche per questo il Milan, in estate, ha pensato seriamente di scambiarlo col romanista Dovbyk.

    Gimenez alla fine è rimasto, ma è sempre sotto osservazione. Allegri lo ha più volte difeso pubblicamente dalle critiche, elogiandone il lavoro a dispetto della siccità offensiva, ma intanto pare intenzionato a mandarlo in panchina contro la Fiorentina. Anche se il rendimento del calciatore, come visto, non è l'unica motivazione alla base della scelta.

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