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Gila LazioGetty Images

Gila convocato dalla Spagna: da oggetto misterioso a pilastro, la profezia del suo agente si sta avverando

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Il tempismo non è stato dei migliori, forse. Ma a Mario Gila poco importa. Anzi: quel che è successo nelle ultime ore sta permettendo al centrale della Lazio di dimenticare il clamoroso capitombolo di domenica, lo 0-5 di Bologna in cui nulla ha funzionato.

Gila è stato convocato dalla Spagna e per lui si tratta di una prima volta assoluta. Il ct della Roja, Luis De la Fuente, ha deciso di correre ai ripari dopo il quarto d'andata di Nations League pareggiato in extremis in Olanda, rimpiazzando l'infortunato Cubarsí (problemi alla caviglia, è stato sostituito da un altro esordiente come Huijsen prima dell'intervallo) proprio con il giocatore biancoceleste.

Gila farà quindi parte del gruppo spagnolo in occasione della partita di ritorno contro l'Olanda, che si giocherà domenica sera al Mestalla di Valencia. Con la speranza, chissà, che la sua prima volta abbia un seguito nelle convocazioni a venire.

  • OGGETTO MISTERIOSO

    C'era un tempo in cui Gila, alla Lazio, non giocava mai. Ma davvero mai. Un tempo che a dire il vero non è neppure troppo lontano: appena due campionati fa il difensore arrivato dal Real Madrid era rimasto addirittura 33 volte in panchina, collezionando appena 4 spezzoni di partita per un totale di 85 minuti.

    L'allenatore era Maurizio Sarri, che in quel torneo chiuso alle spalle del Napoli campione (2022/2023) aveva costruito un bunker fondato su altri elementi: la coppia Casale-Romagnoli volava, poi c'era sempre Patric pronto per l'evenienza. I risultati erano stati eccellenti: appena 30 reti al passivo, una lunga serie di clean sheets, un rendimento difensivo da far invidia a Inter, Milan, Juventus.

    Gila invece guardava e imparava. In silenzio, senza polemizzare, ma con una voglia matta di giocare che faceva a pugni con le gerarchie della difesa di Sarri. Una situazione che si stava ripetendo anche all'inizio della stagione successiva, il 2023/2024: i primi minuti di quella stagione li ha collezionati alla fine di novembre.

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  • "AVEVO BISOGNO DI UNO PSICOLOGO"

    Gila, sì, poi ha parlato. Lo ha fatto un anno dopo la svolta, quando Sarri già se n'era andato da un pezzo e l'allenatore della Lazio era Marco Baroni. Nel novembre del 2024 Repubblica lo ha intervistato e lo spagnolo si è raccontato a cuore aperto, rivelando tutte le difficoltà di un periodo durissimo.

    "Non ho giocato per più di un anno, Sarri non mi dava fiducia. All’inizio l’ho presa male, ero arrivato alla Lazio con tante aspettative ed è stata dura, mi ero intristito, mi sentivo in un tunnel. In quel periodo ho avuto bisogno dell’aiuto di uno psicologo, è stato fondamentale, mi ha insegnato a vedere le cose in modo positivo. Sarri aveva le sue ragioni, non ero un top e dovevo crescere, ora lo ringrazio perché mi ha insegnato tanto a livello tattico. Sono maturato parecchio da allora”.

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  • LA PROFEZIA DELL'AGENTE

    E così, oggi che Gila un posto nella Lazio se l'è conquistato e se lo sta tenendo strettissimo a suon di buone prestazioni (lasciamo stare Bologna...), torna alla mente una sorta di profezia: quella che il suo procuratore, Alejandro Camaño, esprimeva nel dicembre del 2023 nei giorni in cui lo spagnolo stava timidamente provando a conquistarsi un posto al sole nella rosa di Sarri.

    "Gila è uno dei migliori difensori centrali che ci sono in Europa": diceva l'agente, lo stesso di Lautaro Martinez. E poi, riguardo a una possibile cessione nel mercato invernale che si sarebbe aperto di lì a un mese: "Spetta alla Lazio decidere se continuerà a giocare in biancoceleste o meno. Noi siamo contenti. Grazie al suo allenatore lui è migliorato e continuerà a lavorare per crescere".

    Un concetto ribadito qualche secondo dopo: "Quel che è certo è che lui vuole giocare: Mario è a disposizione del tecnico e rispetta quello che decide lui. Se Sarri considererà di poterlo usare e che gli potrà servire, ne saremo felici. Non abbiamo fretta. Mario sarà il miglior centrale d'Europa".

  • IL SOGNO REAL MADRID

    Gila e il proprio agente, insomma, non si sono mai fatti mancare l'ambizione. Neppure quando le cose andavano male. Figuriamoci ora che Mario è diventato un intoccabile della Lazio, tanto da guadagnarsi la prima chiamata della propria vita da parte della Spagna.

    “Io sono felicissimo qui: voglio aiutare la Lazio a qualificarsi per la Champions e a vincere trofei - diceva ancora nell'intervista a Repubblica dello scorso novembre - Poi certo, il mio futuro è lì, a Madrid, ma c’è tempo: tra l’altro la mia idea è tornare al Real quando sarò pronto per fare il titolare”.

    Nel contratto firmato con la Lazio nel 2022, peraltro, esiste proprio un asterisco pro Real Madrid: i Blancos hanno inserito una clausola del 50% su una futura cessione di Gila, avendo quindi la possibilità di ricomprarlo a metà prezzo. Ma intanto si parla di rinnovo per altri due anni, dal 2027 al 2029. E non potrebbe essere altrimenti.

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