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Maignan Verona MilanGetty Images

Gazzetta dello Sport - Insulti razzisti al Bentegodi? Maignan ha protestato con l'arbitro al termine di Verona-Milan

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Di nuovo la denuncia contro un episodio di razzismo. Di nuovo il calcio che si intreccia con temi da condannare. Come era accaduto quasi un anno fa a Udine, il protagonista è sempre lo stesso: Mike Maignan.

Il portiere del Milan, come raccontato dalla Gazzetta dello Sport, al termine dell'anticipo di venerdì sera vinto 1-0 in casa del Verona ha denunciato all'arbitro dell'incontro, Livio Marinelli, di aver sentito degli insulti razzisti provenienti da una parte del Bentegodi.

Un episodio che riporta alla mente, anche se in misura minore e senza lo stesso clamore, quello avvenuto a gennaio in Udinese-Milan, quando il francese arrivò addirittura a lasciare il terreno di gioco.

  • LE LAMENTELE CON L'ARBITRO

    Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta, Maignan dopo il 90' di Verona-Milan si è portato verso il centro del campo per parlottare con l'arbitro Marinelli. L'argomento del conciliabolo, appunto: alcuni insulti di stampo razzista che il portiere milanista avrebbe avvertito nel secondo tempo della sfida, durante il quale ha dovuto parare nella porta sotto la curva di casa.

    "Probabilmente il francese - scrive il quotidiano - si lamentava del perché il fischietto di Tivoli non avesse interrotto la partita prima, come previsto dal regolamento, anche solo per permettere allo speaker dello stadio di avvisare i presenti che continuando così la gara sarebbe stata a rischio sospensione".

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  • L'ANNUNCIO DELLO SPEAKER

    Lo speaker del Bentegodi ha effettivamente richiamato il pubblico di casa, invitando i tifosi presenti a non lasciarsi andare a manifestazioni di razzismo nei confronti dei giocatori in campo. Un annuncio al quale il pubblico ha risposto con sonori fischi.

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  • NESSUNA DICHIARAZIONE

    Maignan non si è presentato davanti alle telecamere delle emittenti dopo la partita. E dunque non ha condiviso il proprio punto di vista sull'accaduto della partita contro il Verona.

    Allo stesso modo, il portiere francese non si è manifestato neppure sui social network, né con un post né con una story Instagram, preferendo rimanere in silenzio.

  • I FATTI DI UDINE

    Le lamentele di Maignan nei confronti di Marinelli, come accennato, riportano alla mente quel che era accaduto a Udine a gennaio. Un episodio che, allora sì, aveva immediatamente fatto il giro d'Italia e dei social, amplificato a dismisura dal fatto che quella sera il francese avesse abbandonato per qualche minuto il terreno di gioco.

    "Al primo rinvio sono andato a prendere la palla e ho sentito chiamarmi scimmia, ma non ho detto niente - diceva Maignan a Sky dopo la gara del Bluenergy Stadium - Poi lo hanno rifatto ancora e ho chiesto aiuto alla panchina, poi ho detto che non si può giocare così a calcio. Non è la prima volta che mi succede né a me né ad altri giocatori. Sono cose che vanno dette. Sono persone ignoranti. Il tifoso viene allo stadio per tifare, magari per fischiare, ma queste cose nel calcio non devono succedere".

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