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Gennaro Gattuso Italy NT press conference 19062025Getty Images

Gattuso si presenta da ct: "Chiesa deve giocare, non ho chiamato Acerbi"

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Giornata importante per la Nazionale, fresca di cambio di guida tecnica con l'arrivo di Gennaro Gattuso al posto di Luciano Spalletti.

Il nuovo commissario tecnico si è presentato alla stampa, a pochi giorni dall'annuncio ufficiale della sua nomina e dopo aver guidato l'Hajduk Spalato al terzo posto nel massimo campionato croato, a due punti di distanza dal Rijeka campione.

Di seguito le dichiarazioni rilasciate da Gattuso davanti ai giornalisti presenti all'Hotel Parco dei Principi di Roma.

  • "CHI VIENE CONVOCATO DEVE RESTARE A COVERCIANO"

    "Bisogna vedere e capire perché è un giocatore rifiuta la nazionale. Io non credo che i giocatori rifiutino la nazionale. È la prima cosa che ho chiesto al presidente e a Gigi, che mi devono aiutare per fare in modo che chi viene in nazionale, anche se ha un problemino, e in questo club ci devono dare una mano, stia a Coverciano".

    "Abbiamo fisioterapisti, dottori, attrezzi, macchine, tutto per gestire i giocatori e penso che se vogliamo essere credibili e non creare delle scuse o un precedente, chi è convocato in nazionale sta a Coverciano come si faceva ai tempi quando giocavo io, e dopo se non riusciamo a far guarire il giocatore ritorna al club. Ma la cosa più importante è riuscire a stare più giorni possibile insieme. I dolorini ci sono sempre, se avessi dovuto ascoltare il mio fisico avrei giocato 50 partite in meno".

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  • "L'OBIETTIVO SONO I MONDIALI"

    "È un sogno, non sarà facile ma nella vita si sa che non c'è nulla di semplice. Io e il mio staff siamo convinti di poter fare un grandissimo lavoro".

    "C'è poco da parlare, serve andare in giro ed entrare nel modo giusto nella testa dei giocatori. Penso che i calciatori ci siano, vanno solo messi nelle migliori condizioni per farli rendere al massimo".

    "L'obiettivo è quello di riportare l'Italia ai Mondiali: per il nostro calcio e la nostra nazione è fondamentale".

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  • Buffon Gattuso Gravina Italy NT press conference 19062025Getty Images

    "BISOGNA RICREARE UNA FAMIGLIA"

    "Entusiasmo, voglia di stare insieme, essere uniti nelle difficoltà. Nella mia testa ho ben chiaro cosa fare, non bisogna pensare negativo. Chi viene a Coverciano deve venirci con entusiasmo, bisogna ricreare una famiglia e quel gruppo e quella mentalità che per anni ci ha contraddistinto nel mondo".

    "Dobbiamo provare a dirci le cose in faccia, perché nei momenti di difficoltà, e in campo le difficoltà ci sono in qualsiasi momento, quando ti senti solo e non senti la voce del compagno, diventa dura e 90 minuti sono interminabili. In questo momento dobbiamo riuscire a cambiare questo aspetto, di aiutarci, di dire anche le cose che qualcuno magari non vuole sentire, perché solo così si può crescere".

  • "L'ITALIA È FORTE, FIDUCIA AI GIOVANI"

    "Ho la convinzione di poter portare l'Italia al Mondiale, i giocatori a disposizione sono importanti: 4-5 di essi sono nei primi 10 loro ruoli al mondo. Abbiamo una squadra forte, ma appunto serve pensare al gruppo e non ai singoli".

    "Quando Buffon e Gravina mi han chiamato non ho esitato un istante: c'è da lavorare tanto, ma penso che abbiamo le doti utili a raggiungere l'obiettivo".

    C'è un dato che fa riflettere: il 68% che giocato nel nostro campionato sono stranieri e il 32 italiani. A livello giovanile è stato fatto un grandissimo lavoro, ma dopo l'Under 19 i giocatori si perdono un po' per strada. A Spalato giocavo con 2005, 2006 e 2007: noi dobbiamo dare modo ai giovani di esprimersi, il cambiamento sta in questo".

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  • "CHIESA DEVE GIOCARE, NON HO CHIAMATO ACERBI"

    "Qualche nome che può fare al caso mio? Vediamo quello che dice il campionato, in questi giorni ho chiamato 30 o 35 giocatori e ho fatto una chiacchierata con tutti loro. Ci sono giocatori che in questo momento sono stati fuori perché hanno caratteristiche ben precise e possono dare una mano ma bisogna far parlare il rettangolo verde e quando dice che le cose sono state fatte bene le porte della nazionale sono aperte. A Chiesa ad esempio ho detto quello, che deve trovare il modo di giocare con continuità, e questo vale per tutti".

    "Non ho parlato con Acerbi. È un giocatore che sta dando tanto al calcio, si è parlato tantissimo ma non è una problematica che ha toccato me e penso che in questo momento le scelte da parte mia sono diverse. Nulla contro di lui, anzi, ma non l’ho chiamato. Da parte mia c’è rispetto e stima, ma in questo momento ho chiamato altri giocatori più giovani che penso che in questo momento ci possono dare qualcosa".

  • "GATTUSO CON ME NON GIOCHEREBBE"

    "In questi anni si è detto tanto di me, tanti pensano a Gattuso con cuore e grinta: le squadre che ho allenato penso abbiano fatto un buon calcio. Oggi un Gattuso nella mia squadra, col casino tattico che creava, non lo metterei in campo. Con cuore e grinta non si sta a lavorare quasi 10-11 anni: mi piace aggiornarmi, parlare di calcio, so che tipo mi piace".

    "Il calcio è cambiato, bisogna entrare nella testa dei calciatori, devi parlargli in modi diversi. Esempi passati sono difficili da portare, è più difficile fare gruppo, ma oggi sono molto più professionisti e preparati".

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  • "LA RUSSA? SPERO DI FARGLI CAMBIARE IDEA"

    "Le parole di La Russa? Nessuna polemica, spero di fargli cambiare idea. Nel 2005 ho vissuto un incubo, volevo lasciare il Milan, sono stato molto male, le mie prestazioni sono state molto al di sotto. Spero di raggiungere l'obiettivo che abbiamo in testa".

  • Buffon Gattuso Gravina Italy NT 19062025Getty Images

    "BONUCCI & CO. CI AIUTERANNO"

    "Ho Bonucci nel mio staff e altri 5 componenti che lavorano con me da tanto. Prandelli, Perrotta, Zambrotta e Viscidi ci daranno una mano per far crescere la struttura a livello giovanile".

    "Il calcio è la mia vita, sarà un lavoro diverso, spero di non stressare i colleghi allenatori: l'obiettivo è andare a vedere allenamenti, partite, parlare con i giocatori. Sarà questa la vita".

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  • "METTERE I GIOCATORI AL POSTO GIUSTO"

    "In questo momento il nostro campionato dice che abbiamo il 40% di squadre che giocano a tre e il 60% di squadre che giocano a quattro, ma in questo momento bisogna mettere i giocatori al posto giusto. Bisogna mettere una squadra in campo a cui piace stare nella metà campo avversaria e metterla in condizioni di creare gioco per fare male agli avversari. Poi i moduli a tre o a 4 trovano il tempo che trovano. La cosa più importante è come vogliamo stare in campo".

  • "GRANDE STIMA PER SPALLETTI"

    "Io e Luciano ci siamo sentiti, e io ho una stima incredibile nei suoi confronti, ha una preparazione incredibile, è onesto, ogni anno riesce a fare cose nuove. C’è grande stima. In questo momento devo vedere quello che vogliamo fare, cosa vogliamo fare però il lavoro di Luciano e la sua professionalità sono incredibili, ha fatto un lavoro importante con la maglia della nazionale. Vedremo su che strada vogliamo andare. Cambiamenti non se ne possono fare perché c’è poco tempo, la cosa più importante è capire cosa vogliamo fare nell’arco dei 90 minuti".

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  • "IL 'NOI' E ANDARE A 100 ALL'ORA"

    "Se non vedo i giocatori che vanno a 100 all’ora… Devono andare a 100 all’ora, bisogna far parlare il campo. Alcuni di loro li ho allenati in questi anni e sanno che per me quando inizia l’allenamento bisogna pedalare. Fuori dal campo, sinceramente non do importanza perché ognuno decide come comportarsi e non posso stare là a fare il sergente di ferro o il poliziotto".

    "Come ha detto Mourinho non sono Harry Potter, non faccio magie, posso mettere solo impegno, passione per cercare di entrare nella testa dei giocatori. Poi non dobbiamo più sentire la parola 'io' ma la parola 'noi': è la cosa più importante. Poi sugli aspetti tecnici tattici, ripeto, i giorni sono pochi e dobbiamo cercare di fare meno danni possibili".
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